***40 anni di CUBO*** Cin cin con l’arte! Saperi, chiacchiere e piccole delizie del palato con NePa

Creti, Canova, Hayez. La nascita del gusto moderno tra ‘700 e ‘800 nelle Collezioni Comunali d’Arte

 

Lettura introduttiva

 

Abbiamo pensato ad una passeggiata in un luogo noto (?) notissimo (???) ai bolognesi, Palazzo D’Accursio per visitare le collezioni comunali d’arte che da sempre ci accolgono (Bolognesi e non) negli appartamenti del Cardinal Legato.

Chi fu costui, e dove ammirarlo, lo tratteremo in una prossima puntata.

Da alcuni mesi il Palazzo Comunale è interessato da importanti lavori di ristrutturazione che hanno determinato la necessità di riallestire le sale. L’occasione ha portato ad una riflessione nuova rispetto al patrimonio artistico presente nella collezione permanente arricchita da alcune opere solitamente conservate in deposito.

Il percorso individuato permette di cogliere un arco di vita nell’arte, a cavaliere fra il Settecento e l’ Ottocento, che sarà determinante nella formazione del gusto artistico moderno.

Accompagnati da Silvia Battistini, curatrice della mostra assieme al dott. Massimo Medica, ci addentriamo nella splendida sala Urbana che mostra le due direzioni presenti nell’arte bolognese del Seicento: il filone classico, dei Carracci e del Guercino e, verso fine secolo l’esuberante arte barocca.

Ma la nostra curiosità viene attirata dalla numerosità e particolarità di pregevoli tele di Donato Creti. Chi è poi Marcantonio Collina Sbaraglia? E’ un borghese, adottato da un famoso medico bolognese che nella fortuna riceve però anche un compito che si rivelerà difficile da completare… Nel corso di circa un decennio Sbaraglia commissionerà a Donato Creti 14 tele di soggetto mitologico e 4 oli dipinti su rame, raffiguranti le Virtù. Cosa aveva indotto questo borghese, divenuto celebre negli ambienti del sapere bolognese, ad ordinare tanti dipinti di dimensioni e temi inconsueti?

 

 

 

 

 

 

 

Donato Creti (Cremona, 1671 – Bologna, 1749)
Il piccolo Achille viene affidato al centauro

Chirone, 1714 ca.

Olio su tela

 

 

 

 

 

Donato Creti (Cremona, 1671 – Bologna, 1749)
Dio fluviale (sovrapporta), 1715-1721

Olio su tela

 

C’è una rinnovata attenzione all’individuo nella cultura illuminista che si afferma nella seconda metà del Settecento e che porta all’aumento di richieste di ritratti ufficiali (fra altri, ad esempio, quello del Crescimbeni raffigurante il Marchese Angelelli) e non ufficiali (come il Ritratto della contessa Elena Marescotti Marsili, altra opera sempre del Crescimbeni). E’ poi ben rappresentata in Palagio Palagi la tendenza, che si affermerà nel corso dell’Ottocento, di raffigurazione del soggetto come eroe antico o come divinità. Sempre del Palagi è proposto un unicum: sono qui esposte le tele in cui Palagi copiò alcuni degli affreschi della galleria Teseo, in Palazzo Torlonia a Roma (il palazzo verrà infatti distrutto all’inizio del XX secolo, e con lui i dipinti), una bella storia che Silvia racconterà.

E ancora di Palagio Palagi un suo plurimo ritratto assai famoso: è un vuoto o un pieno che tiene uniti i membri della famiglia Insom? Quale poi il suo significato?

 

 

 

 

 

 

 

Pelagio Palagi (Bologna, 1775-Torino, 1860)

La famiglia Insom, 1815

Olio su tela

Nel cantiere romano di Palazzo Torlonia, Palagi si era avvalso dell’aiuto di giovani artisti, giunti a Roma per perfezionare i loro studi. Tra loro si distingue presto, per il suo talento innovativo, il veneziano Francesco Hayez

Innovazione non solo nella tecnica ma anche nei temi più cari ad Hayez: l’oppressione e la resistenza civile (che troveranno riscontro nelle sue tele, simulati in soggetti di storia medievale e rinascimentale).

Dopo il fallimento dei moti risorgimentali del 1831 Hayez dipinge una serie di figure femminili, alcune allegorie della Melanconia, altre di eroine dei racconti della Bibbia. Ma non si pensi che il pittore, che aveva raccontato nel modo più efficace le speranze delle lotte del Risorgimento italiano, avesse cambiato genere: ad esempio, nella sensualità espressa in Ruth -donna dagli occhi lacrimosi- si nasconde la narrazione della tensione e della speranza verso nuovi obiettivi sociali e politici degli Italiani vissuti quasi 200 anni or sono.

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco Hayez (Venezia, 1791 – Milano, 1882)
Ruth, 1835

Olio su tela

Il rinnovamento stilistico prosegue nel decennio a cavaliere dell’Unità d’Italia, presente nella pittura verista di Raffaele Faccioli, Angelo Mancini, Coriolano Vighi. Innovazioni fondamentali per aprire la strada alle sperimentazioni che chiuderanno il secolo, come testimonia la tela di Alfredo Savini, “Auxilium ex alto”, presente in mostra.

Ma quanto tempo è passato?

La bellezza dell’arte dell’antica Grecia è lontana nel tempo eppure il suo fascino e la sua fama sono rimaste vive. La loro memoria ci è stata assicurata dalle copie realizzate dagli scultori dell’antica Roma, che spesso preferirono utilizzare il marmo piuttosto che il bronzo, amato dai loro predecessori. Come in un romanzo giallo, inseguendo personaggi ed indizi, si svela la storia della testa della dea della saggezza, Athena Lemnia, che infine ispirò anche un moderno scultore napoletano.

Avanzando si torna, anche.

 

 

 

 

 

 

 

 

Vincenzo Gemito (Napoli, 1852-1929)

Athena Lemnia, 1912

marmo

I misteri sono stati svelati e alle domande è stata data risposta nel primo appuntamento di “Cin Cin con l’arte!”. Se non hai potuto partecipare un’altra occasione si avvicina:

 

Martedì 24 luglio 2018

Ore 17:00 | Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6, Secondo Piano

Ore 18:30 | Cortiletto della Basilica di San Petronio in Via de’ Pignattari, 9

 

Brindisi accompagnato da specialità che hanno certamente allietato gli occhi e il palato di Creti, Canova, Hayez, Vighi, … curato dal cuoco della storia Claudio Cavallotti, nel cortiletto della Basilica di San Petronio, in Via de’ Pignattari, 9

 

E se ancora non sarai presente, ma la curiosità ti attanaglia e una risposta alle domande vuoi dare, tutti i segreti avrai svelati sempre qui: martedì 31 luglio.

 

 

Si ringraziano

Silvia Battistini, curatrice delle Collezioni Comunali d’Arte | Musei Civici d’Arte Antica – Istituzione Bologna Musei

Paolo Cova, curatore delle Collezioni Comunali d’Arte | Musei Civici d’Arte Antica – Istituzione Bologna Musei

Andrea Lambertini Mantovani

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Franca Pili

Franca Pili

Segreteria CUBo

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