A Cerco si fa ricerca sulla divulgazione

All’Università di Bologna è nato il Centro di Ricerca dipartimentale sulla Comunicazione Scientifica (Cerco). “L’attenzione del dipartimento di Chimica industriale ‘Toso Montanari’ a questi temi è segno di grande preveggenza, una scelta affatto usuale per un dipartimento universitario: si è capito che occorre investire sulla ricerca e sullo studio di nuove e innovative tecnologie sulla divulgazione. L’insegnamento, ricordiamolo, è il primo luogo di diffusione scientifica, anche se ha metodi naturalmente molto diversi dalla comunicazione pubblica della scienza” – queste le parole della responsabile scientifica, prof.ssa Laura Corazza.

Uno degli aspetti caratteristici dei nostri tempi è senza dubbio la contraddizione di una civiltà globale figlia di una società dipendente dai progressi della scienza, in cui tuttavia la parola scienza appare spesso carente nella comunicazione pubblica. È lapalissiano che con il rigore e la complessità dei suoi linguaggi la scienza possa intimorire; allo stesso tempo per un ricercatore divulgare la scienza in maniera efficace risulta una impresa spesso ardua, visto il suo profilo tradizionalmente chiamato a seguire la linea del pensiero critico e scettico e molto meno quella dei processi comunicativi.

In altre parole, ciò che è prevalente per lo scienziato non è tanto se la conclusione che emerge dal suo studio sia o meno di gradimento per il pubblico, e se il suo modo di comunicarlo sia coinvolgente e partecipato, bensì se tale conclusione possa risultare la conseguenza logica delle premesse del ragionamento e se tali premesse siano, soprattutto, vere.

Riprese per il documentario sui 100 anni della chimica industriale a Bologna

Con l’affermarsi del ruolo della terza missione dell’Università, all’interno dell’Accademia è diventato sempre più cogente ed urgente realizzare ricerche scientifiche che analizzino e sviluppino nuovi modi, efficaci, innovativi di trasmettere il sapere scientifico e fare divulgazione, all’interno di contesti sia formali (la scuola e i luoghi istituzionali della educazione) che informali.

Interrogarsi sulla comunicazione scientifica significa quindi dedicare attenzione anche ai luoghi della educazione formale e informale, di cui gli scienziati portano una quota di responsabilità sociale e un obbligo etico, non solo per doveri istituzionali.

Con questi presupposti è stato costituito da pochi mesi, all’interno del dipartimento di Chimica Industriale ‘Toso Montanari, il Centro di Ricerca sulla Comunicazione Scientifica (Cerco), con responsabilità scientifica affidata alla prof. ssa Laura Corazza. 

Obiettivo di mandato della prof.ssa Corazza, pedagogista ed esperta nella sperimentazione di nuovi formati di audiovisivi per la ricerca e la didattica, è quello di sollecitare lo studio di linguaggi/ambienti massmediali e attività di public engagement, al fine di contribuire alla ricerca sulla divulgazione scientifica nella direzione del dialogo, del coinvolgimento e della partecipazione del pubblico. 

Commenta così la responsabile scientifica: “L’attenzione del dipartimento a questi temi è segno di grande preveggenza, è stata colta l’urgenza di investire sulla ricerca nell’ambito della divulgazione con l’uso delle tecnologie. L’insegnamento, ricordiamolo, è il primo luogo di divulgazione scientifica, che ha metodi naturalmente molto diversi dalla diffusione della scienza nella comunicazione pubblica”. 

Riformulare il discorso scientifico in un formato comunicativo non è un semplice problema di linguaggi. Si tratta di un processo estremamente complesso in cui intervengono diversi fattori, tra i quali la conoscenza, gli interessi del pubblico target, i contenuti da trasmettere, le strategie da mettere in campo. 

“Vogliamo avvalerci di tanti linguaggi e codici espressivi differenti; per questo motivo il Centro vede tra i propri collaboratori Robert Seatter (Head of BBC History), Enrico Masi (regista cinematografico), Ruggero Rollini (comunicatore della scienza), Beatrice Scialoia (regista teatrale e doppiatrice), Marco Zanichelli (visual designer)”.

Riprese per il documentario sui 100 anni della chimica industriale a Bologna

Il Centro è nato con l’intento di proporsi anche come un punto di raccordo per le ricerche dipartimentali collegate ai temi della comunicazione e della sostenibilità della chimica. “La chimica è una scienza che, in molti ambiti, può essere motore di sostenibilità e di economia circolare. Far conoscere le sue potenzialità significa aiutare la crescita collettiva nella giusta direzione” – chiarisce la professoressa. 

Nei bandi europei, in fase di rendicontazione e valutazione ex post dei progetti di ricerca, è diventata sempre più rilevante l’attenzione dedicata al tema della divulgazione scientifica dei risultati; quindi, nel contesto di un dipartimento, si apre potenzialmente uno spazio di riflessione per comprendere se sia più efficace affidare questa attività a professionisti esterni, oppure se in una prospettiva di medio-lungo periodo sia più opportuno sviluppare e valorizzare competenze specifiche interne all’accademia.

“È prematuro fare ipotesi di sviluppo di attività in questa fase; certamente, nel caso di finanziamento dedicato, potremmo in futuro dedicarci anche allo studio e alla successiva realizzazione di progetti di divulgazione scientifica dei risultati, con riferimento naturalmente al nostro Dipartimento” – conclude Laura Corazza.

 

Foto copertina prof.ssa Laura Corazza

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