A Cesena Innova-Mente, un progetto per un’istruzione motivante, milaniana
L’innovazione, perché si radichi e sia autentica, non si trasferisce, ma si costruisce. L’approccio all’innovazione non può essere nozionistico. «Le nuove tecnologie non sono fini a se stesse – afferma il responsabile del Centro di ricerche e studi per l’informatica applicata alla didattica (Criad) prof. Alessandro Ricci – ma diventano una meta-competenza, ossia uno strumento funzionale alle altre discipline didattiche. Con il progetto Innova-Mente vogliamo creare una forte sinergia fra pensiero computazionale e pensiero pedagogico. Questo significa concretamente percorrere l’ultimo miglio, cioè mettersi a disposizione del territorio».
Chi insegna negli istituti di ogni ordine e grado conosce bene i momenti in cui l’attenzione degli studenti risuona, quando si riesce reciprocamente a coinvolgere e a essere coinvolti. Allo stesso modo, conosce la sensazione di parlare nel vuoto, quando il confronto e l’approfondimento restano muti. Secondo l’impostazione della Scuola di Francoforte, un processo formativo può dirsi realmente riuscito quando la scuola diventa uno spazio di risonanza, non da intendersi nella sua accezione prettamente emotiva, ma piuttosto nel suo significato di saper creare connessione tra studenti e docenti, in cui entrambi diventano poli attivi, vibrano e si trasformano reciprocamente.

Anche da questi presupposti è nato a Cesena il progetto Innova-Mente, coordinato dal Criad, Centro di ricerche e studi per l’informatica applicata alla didattica, e guidato da un gruppo di lavoro che include docenti afferenti ai dipartimenti di informatica, scienza, ingegneria, psicologia e scienze dell’educazione. E insegnanti delle scuole di diverso ordine e grado.
L’auspicio è: «di creare una comunità di pratica sul territorio – afferma il prof. Alessandro Ricci del Dipartimento di informatica, scienza e ingegneria del Campus di Cesena – capace, anche tramite la tecnologia, di sviluppare percorsi umani, finalizzati al benessere della vita scolastica e alla creazione di una scuola motivante». La visione alla base di Innova-Mente trova pieno riscontro nel Piano nazionale scuola digitale (Pnsd) e nella convinzione fondamentale che, per riuscire ad attuare nella sostanza gli auspici e le indicazioni espressi nel Pnsd, siano necessarie delle azioni di coinvolgimento, profonde, di radicamento, coniugando, in modo armonioso, la cultura digitale con le esperienze dei territori, a partire dalle dinamiche delle persone, studenti e docenti.
«Va rimessa al centro una visione – sottolinea il prof. Ricci citando Alessandro Baricco – secondo cui il tempo che si passa a scuola sia percepito piacevole come quello che si trascorre al sole. In Innova-Mente vogliamo costruire, in modo comunitario, degli ambienti di apprendimento, autentici, risonanti, vibranti, portando a fattor comune il valore del pensiero computazionale, delle meta-competenze, e affrontare le opportunità offerte dalla intelligenza artificiale». La tecnologia ha ormai raggiunto un ritmo di aggiornamento elevatissimo. In questa direzione, la migliore possibilità è impadronirsi di quelle che si possono chiamare meta-competenze, ovvero competenze metodologiche, che possano aiutare ad acquisirne altre. Il pensiero computazionale costituisce una meta-competenza, e il coding rappresenta il contesto operativo in cui la si può apprendere, ovvero la programmazione informatica, che, proprio per questo motivo, è stata introdotta, nei suoi aspetti culturali e metodologici, nei programmi educativi delle scuole.

«Come sottolineato dal prof. Andrea di Sessa – prosegue Ricci – il pensiero computazionale è soprattutto capacità di organizzare un pensiero in modo logico, in modo destrutturato. La pedagogia della risonanza, unita al pensiero di meta-competenza, deve mettere l’informatica alla base della costruzione di una forma di apprendimento. Detto questo, penso che la questione fondamentale resti l’ultimo miglio, è perciò necessario investire molte più energie in quella direzione».
Avere cura di un ultimo miglio delle innovazioni tecnologiche sui territori rappresenta la mission del progetto, in quanto Innova-Mente punta ad adattare, analizzare e comprendere metodi e tecnologie, senza calare tout court modelli, ma modificandoli, eventualmente espandendoli e innovandoli, a partire dalla cultura dei territori stessi.
A tal proposito, il gruppo Innova-Mente, coordinato da Ylenia Battistini, una giovane laureata in Scienze dell’informazione, ha realizzato una delle sue iniziative di maggiore successo: uno sportello di consulenza gratuita rivolto alle scuole che presentano propri progetti di attività di coding e di pensiero computazionale, unite all’intelligenza artificiale.

