A seguito del Giro

A Sestola , a vedere il Giro

E’ un rito per noi ciclisti della domenica andare ogni anno sulle strade del Giro d’ Italia per vedere i corridori veri spendere sudore sulle epiche salite che nel corso degli anni abbiamo anche noi provato a valicare. A volte maledicendo questa passione che ci porta a faticare, zigzagando in salita tornante dopo tornante, tra la gente che sale a piedi e ti saluta sorridendo per poi fulminarti, appena passato, con un sarcastico :”Poveretto, alla sua età ancora lì a pedalare!”.

Lo sappiamo che ora ci si può godere una tappa di salita comodamente seduti sulla poltrona di casa con le riprese dall’elicottero che ti fanno entrare nella corsa in ogni momento e ti fanno apprezzare le immagini dello scatto del gregario che in una giornata di libertà cerca di agguantare una vittoria di tappa che gli garantisca, oltre ad un guadagno immediato, il rinnovo del contratto anche per il prossimo anno, però esser lì in mezzo è un altro modo di vivere l’evento. E’ un mondo pieno di figure che oltre agli atleti provvede a muovere un settore dello sport veramente importante. Basta stare sulle strade dal mattino per vedere tutti lavorare alacremente per le più svariate incombenze. Dal collocare gli striscioni pubblicitari o i portali dei traguardi volanti fino ai massaggiatori e meccanici che si frazionano sul percorso per predisporre i rifornimenti.

Quest’ anno il Giro è passato abbastanza vicino a noi e quale migliore occasione per sconfinare nel Modenese per vedere la corsa Rosa arrivare a Sestola. Un bell’ arrivo in salita sulle strade che battiamo anche in inverno per andare a sciare al Cimone. La tappa dopo Sestola saliva per la vecchia strada verso Pian del Falco e Passo del Lupo e il cronista, conoscendola, ha avuto l’ idea di fermarsi un po’ prima per non dover spremere sudore sugli stretti tornanti che fanno soffrire.

A inizio giornata ci eravamo già sorbiti la salita che dalla fondovalle del Panaro (un fiume tra più belli della nostra regione) saliva a Pavullo e dopo il piccolo aeroporto si buttava giù per i tornanti che scendevano allo Scoltenna prima di salire verso Sestola passando per Fanano. La giorno fortunatamente era soleggiato ma già fermarsi a Sestola un po’ sudati mi aveva infreddolito.

Arrivando in anticipo abbiamo assistito al rito del passaggio della carovana pubblicitaria, rumorosa e strombazzante come sempre, prima di metterci in attesa di veder comparire l’ elicottero che annuncia l’ arrivo dei primi.

E’ buffo pensare all’attesa che si consuma per poi veder sfrecciare in pochi secondi gli atleti curvi sul manubrio. Alla testa della corsa ecco due gregari lasciati liberi per un giorno di gloria. I loro nomi si ricordano forse per un giorno e poi rientrano nell’ insieme della squadra. Son passati i tempi dell’euforia entusiasta per quel ragazzo pelato che attaccava le salite staccando tutti. Il ricordo di Marco Pantani a dieci anni dalla morte è sempre presente al Giro. E ben presto tutto finisce; come prima tutti salivano trepidanti, gli stessi ora cercano la strada più rapida per rientrare verso casa commentando in maniera dotta quanto appena visto. Noi ciclisti via veloci per la bellissima discesa che ci riporta in fondovalle; poi sul falsopiano tutti allineati e coperti a evocare la tecnica di squadra con cambi frequenti per non perdere la velocità.

Bella giornata, da ripetere.

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Michele Contento

Michele Contento

Vice Presidente

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