Al Bologna Festival i Musiciens du Louvre Genaux con il mezzosoprano Vivica Genaux

di Giovanni Neri

Il 24 maggio al Teatro Manzoni di Bologna con Les Musiciens du Louvre si è esibita Vivica Genaux, mezzosoprano di origine statunitense, ma da tempo italiana di adozione. 

Un concerto a doppia faccia. Un insieme barocco nel quale però mancano flauti e corni: l’unico fiato è un fagotto; archi per lo più di impostazione barocca ma con impugnature sia barocche che moderne e il povero violoncello obbligato a non usare il puntale e quindi faticosamente stretto fra le gambe dell’esecutore. Ovviamente esclusione negli archi dei tiracantini con faticose accordature tramite i pioli. Inutile che ripeta quanto ho già affermato molte volte in altri posts: questo tipo di orchestre erano previste per piccoli ambienti e non per grandi sale.  Comunque un insieme affiatato in cui manca un direttore, diretto quindi dal primo violino in funzione di Konzertmeister.  Discorso a parte per il mezzo soprano Genaux. D’accordo, di Marilyn Horne non ne nascono spesso (mai, direi al momento) ma l’ipotetico confronto è impietoso. La mezzosoprano francese ha una voce un po’ opaca, piuttosto flebile soprattutto nella agilità che nella prima parte del concerto sfumava spesso nel portato mentre la scansione individuale delle note è fondamentale per la riuscita vocale dei brani barocchi. Va detto che la situazione è migliorata nella seconda parte del concerto (forse la voce si era scaldata) ma la qualità della voce ovviamente non può migliorare. Certamente una buona capacità interpretativa nelle arie cantabili e segnatamente nella famosa “Cara sposa“.  Da segnalare alcuni aspetti divistici del mezzosoprano del tutto innecessari. Un concerto di medio calibro che però ha suscitato l’entusiasmo di una parte del pubblico, soprattutto nella galleria il che fa pensare a una possibile claque. A pensar male… Un bis molto apprezzato.

Programma

Georg Friedrich Händel Agrippina: Ouverture

Georg Friedrich Händel Rinaldo: “Abbrugio, avvampo e fremo”

Nicola Porpora Angelica: “Il piè s’allontana”

Georg Friedrich Händel Rinaldo: “Venti, turbini, prestate”

Georg Friedrich Händel Rodelinda regina de’ Longobardi HWV 19: Ouverture

Georg Friedrich Händel Parnasso in festa: “Dopo aver perduto il caro bene…Ho perso il caro bene”

Nicola Porpora Il martirio di San Giovanni Nepomuceno: “Vanne nel vicin tempio…Fremer da lungi io sento”

Georg Friedrich Händel Rinaldo: “Cara sposa”

Nicola Porpora Semiramide regina dell’Assiria: “Come nave in ria tempesta”

Johann Adolph Hasse Fuga e Grave in sol minore per archi e b.c.

Nicola Porpora Polifemo: “Alto Giove”

Georg Friedrich Händel Ariodante: “Dopo notte”

Leggi anche il blog Kurvenal dell’autore Giovanni Neri

E-mail: giovanni.neri@unibo.it

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