Alumni cum laude: l’Ad AideXa Federico Sforza

Federico Sforza è stato uno studente dell’Alma Mater Studiorum, laureato  in economia e successivamente alla Bologna Business School (Bbs), rappresenta uno dei numerosi talenti che ha avuto successo dopo il percorso formativo universitario. Per questo motivo l’Ad di Banca AideXa è stato scelto per inaugurare la nuova rubrica del CUBo ‘Alumni cum laude’. 

E’ passato qualche anno dalla laurea cum laude conseguita presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, quanto di quella esperienza formativa sta incidendo nei suoi successi professionali?

«Tantissimo l’Alma Mater in generale, la facoltà di economia prima poi la Bologna Business School (Bbs), sono state le pietre miliari iniziali di un percorso di continuo apprendimento e stimolo per il mio percorso professionale e imprenditoriale. Ho co-fondato Banca AideXa nel 2020, con la missione di supportare in modo concreto il segmento delle Pmi italiane. Nonostante rappresentino il 50% del Pil, sono ancora poco ascoltate e servite dal mondo bancario. Chiunque lavori nell’ambito della finanza sa bene che gli imprenditori e le imprenditrici hanno esigenze finanziarie molto specifiche, tra cui spiccano proprio la velocità, la trasparenza e la semplicità dei servizi finanziari. Ci siamo resi conto che il modello di servizio delle banche tradizionali troppo spesso non è pensato per soddisfare queste esigenze effettive degli imprenditori e venire incontro ai loro ritmi di lavoro. Un servizio digitale e innovativo come quello di Banca AideXa vuole andare a colmare proprio questi vuoti. E’ stato un percorso evolutivo lungo, con tanti successi e alcuni insuccessi, con tante esperienze che mi hanno formato e hanno aggiunto un tassello: questo percorso è partito proprio da Bologna».

Il percorso formativo e le opportunità offerte dall’UniBo dunque sono state fondamentali?

«L’avvio di Banca AideXa non sarebbe mai stato possibile senza l’esperienza vissuta in Alma Mater. Non solo strettamente accademica con i corsi ‘hard’, da micro a macroeconomia a tecnica bancaria, ma anche e soprattutto con le numerose attività extracurriculari a cui ho avuto accesso che hanno stimolato la mia curiosità sin da subito – che in altre università probabilmente non avrei trovato. Ad esempio nel lontano 92, ancora con i calzoni corti, vengo invitato da un prof. del primo anno a una presentazione del premio Philip Morris per il marketing, a cui ho avuto accesso grazie al docente che mi ha prestato il Pc per fare la presentazione finale (ero in Aula Magna ad ascoltare, me lo ricordo come se fosse oggi): quest’esperienza mi ha subito fatto cambiare la prospettiva e conoscere il mondo aziendale».

E’ stato in Erasmus? 

«Si, l’anno successivo all’esperienza raccontata sopra, ho fatto l’Erasmus in Olanda, sempre sotto consiglio di un altro prof. che mi ha consentito di aprirmi al mondo, oltre che seguire esami di management, stage in aziende come Heineken,  e conoscere il mondo della consulenza, che sarebbe poi diventato il mio primo lavoro in McKinsey. L’aiuto dei professori per la tesi, mi ha consentito nuovamente di viaggiare e di parlare col Commissario Europeo per la Concorrenza a Bruxelles. Più avanti, la possibilità di tenere lezioni agli studenti sia di economia che dell’Mba, affinando le mie capacità di comunicazione, motivazione e trasferimento della conoscenza».

Dalle sue parole emerge che l’Alma Mater ha contribuito nel fornirle le chiavi ‘giuste’ per riuscire nella sua attività professionale e imprenditoriale?

«Si, in sintesi, non è solo l’esperienza accademica che ha contribuito alla mia carriera e alle mie scelte, ma anche e soprattutto il mondo di opportunità a cui ho avuto accesso in Alma Mater in quattro anni indimenticabili: esperienze vere in azienda, in finanza, in marketing, che hanno ‘shaped’ i miei interessi e la mia curiosità. Ero entrato all’università pensando di fare il commercialista a Bologna, e oggi mi trovo a fare l’imprenditore dopo aver girato il mondo – grazie alle esperienze di Bologna! Questo insieme di esperienze diverse mi hanno fatto cambiare il percorso di studi in base ai miei interessi. E grazie all’elevata flessibilità del percorso, mi ha consentito un’elevata ‘differenziazione’ del Cv, standing out anche rispetto a chi arrivava da prestigiose università del mondo e trovare subito il mio primo lavoro in McKinsey con una web application, dove sono entrato dopo quattro anni. Poi ha condizionato tutti i passi successivi del mio percorso professionale e personale».

Federico Sforza

Quale percorso universitario consiglierebbe a un giovane diplomato che nutre interessi per l’economia, la finanza etc…?

«Consiglierei il percorso più flessibile, che consenta di esplorare al massimo le proprie curiosità con la massima apertura mentale durante gli anni universitari. Fondamentali per lo sviluppo personale e professionale. Indipendentemente dal percorso specifico scelto, che si abbia la passione per la finanza, per l’economia, per il management o per l’imprenditorialità, consiglierei di sperimentare il più possibile. Ogni esperienza che il giovane fa, sarà un tassello del proprio sviluppo, che magari tornerà utile anni dopo e contribuirà alla formazione professionale e personale e del percorso della propria via. Sperimentare, sperimentare, sperimentare è il mio motto. Ogni esperienza contribuirà a differenziare il proprio profilo e la propria personalità, facilitando l’inserimento nel mondo del lavoro». 

Cosa cerca dai neo laureati che collaborano con lei? 

«Ricerchiamo giovani che spiccano non solo per il track record accademico, che deve essere comunque eccellente (a prescindere dal background economico, ingegneristico o umanistico), ma anche e soprattutto per la curiosità intellettuale e la voglia di essere pronti a mettersi in gioco senza smettere mai di imparare. Il nostro motto è ‘pronti a ogni impresa’, e cerchiamo talenti così: senza paura di fare le cose e sbagliare, che hanno fame di imparare e dei talenti da mettere in campo».

Bologna è la città giusta per studiare e successivamente per trovare lavoro?

«Anticipo che sono molto di parte, essendo nato e cresciuto a Bologna. Assolutamente si per tanti motivi. Principalmente perché è una città aperta, internazionale, multiculturale per natura, così come l’Alma Mater che è il cuore pulsante e motore di Bologna. Da un punto di vista accademico, beh è l’università più antica del mondo ed è eccellente in quasi tutte le facoltà da secoli. Da un punto di vista lavorativo, ospita eccellenze internazionali, leader nei rispettivi settori, che possono offrire opportunità straordinarie per un giovane talento motivato: dalla motor valley al settore delle macchine industriali, dal turismo al digital nella moda. Senza dimenticare che l’università eccellente e più antica del mondo si trova al centro dell’Italia con trasporti eccellenti che consentono di catturare ogni opportunità nazionale ed estera facilmente, sperimentando il più possibile».

Cosa cambierebbe nell’università di oggi?

«Cercherei di dare un taglio ancora più pragmatico e pratico, facilitando al massimo lo scambio di esperienze tra mondo accademico – fondamentale per la solidità del background – e mondo imprenditoriale e manageriale. Stimolerei un maggior scambio tra i due mondi, anche a livello dei professori e dei programmi. L’Alma Mater è già molto evoluta rispetto ad altri atenei italiani e ha fatto passi da gigante, ma sono convinto che si possa fare ancora di più, avendo vissuto il mondo accademico americano. In Usa è normale avere insegnanti che sono anche imprenditori, è normale ottenere crediti per corsi-progetti reali in azienda, è normale ottenere borse di studio e finanziamenti per la propria azienda durante gli studi. E’ anche normale utilizzare i propri corsi per lavorare nel concreto per la propria startup, aiutati dagli insegnanti nel concreto sul campo. Chiaramente servono mezzi importanti e sostenuti dal tessuto economico ed imprenditoriale. UniBo e Bologna hanno tutti i requisiti per accelerare ulteriormente questo percorso: la solidità, la storia, il livello scientifico e tecnologico, e soprattutto le persone, siano essi accademici di professione, imprenditori, manager o giovani talenti». 

Esperienze all’estero: dove e per quanto tempo mentre si studia? Meglio dopo la laurea o come primo impiego?.

«Ovunque, il più presto possibile e sempre! Sperimentare, sperimentare e ancora sperimentare. Cogliendo le opportunità che Alma Mater Studiorum offre!».

Luca de Poli *

 

 

*Classe ’70, doppia laurea magistrale in Economia e Relazioni Internazionali Comparate. Autore di tre libri, di cui due saggi di storia contemporanea e uno per bambini, più volte premiati. Nel mondo della finanza dal 1990 dove ha ricoperto più ruoli, anche progettuali (alcuni rivolti al Terzo Settore). Giornalista pubblicista, attualmente è Wealth Manager & Private Asset Advisor per Azimut. Sposato, ha due figlie: Bianca e Asia.

Luca De Poli

 

Foto di copertina: Federico Sforza

 

 

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