Ambiente, luoghi e persone: la metamorfosi degli spazi universitari

di Francesca Sibilla.

L’Alma Mater vanta oggi un patrimonio edilizio interno ed esterno di vaste dimensioni che vede a Bologna il suo centro nevralgico ed attraversa diverse città della Romagna, sedi di campus universitari, integrandosi nei diversi tessuti urbani. Un bene collettivo che deve essere sempre curato, manutenuto e sviluppato nell’ottica di migliorare costantemente il rapporto tra luogo, ambiente e comunità.

Tassello fondamentale nella gestione di questo patrimonio è quello giocato degli spazi outdoor che hanno un ruolo decisamente rilevante dal momento che “concorrono alla definizione del benessere degli abitanti, avendo un peso nella percezione visiva del paesaggio, modificando o imprimendo connotazioni particolari all’identità dei luoghi”.Da queste premesse, contenute nel piano per l’arredo e l’allestimento delle aree esterne dei grandi plessi edilizi dell’ateneo bolognese, ha preso le mosse il progetto EXTra, parte delle azioni del settore Sostenibilità dell’Area Edilizia e Sostenibilità dell’Alma Mater, finalizzato proprio alla valorizzazione degli spazi esterni in ottica green.

Campus Forlì

Le esperienze più compiute in tal senso le troviamo nei campus della Romagna.  A Forlì il progetto di riqualificazione ha riguardato l’area esterna del moderno campus, il Teaching Hub, sorto dagli spazi lasciati vuoti dall’ex-Ospedale Morgagni. Circa 19.000 mq di superficie nel cuore del centro storico, sono stati trasformati in un’area attrezzata, in cui trovano collocazione diversificate attività di svago dedicate non solo agli studenti del Campus, ma anche ai residenti della zona, ai cittadini, ai bambini e agli anziani, rendendo il parco di fatto un nuovo spazio di relazione e mediazione fra la città e l’università, fra la storia passata e la vocazione futura di questi stessi luoghi. Nell’ambito di questo imponente progetto di riqualificazione è stata inaugurata anche la prima linea di arredi urbani targati Alma Mater con l’installazione di box color

Campus Forlì

pantone, diventati elemento distintivo nella percezione visiva dei luoghi collegati al nostro ateneo. Ideati per lo studio all’aperto, quando le temperature lo consentono, sono anche spazi ricreativi per consumare il pasto o concedersi uno stacco tra una lezione e l’altra. Con pannelli fotovoltaici che sfruttano le energie rinnovabili, elettrificati per la ricarica di dispositivi digitali, accessibili anche da soggetti con disabilità motorie, i box Alma Mater, unici nel loro design, sono già diventati un mix di utilità, funzionalità e modernità in perfetta armonia con l’ambiente. 

 

Campus Cesena

Altra esperienza di rilievo riguarda il campus di Cesena inaugurato alcuni anni fa nello spazio dell’ex Zuccherificio e realizzato sulla base del progetto di Vittorio Gregotti, noto architetto e urbanista italiano. In un’unica sede sono state riunite attività didattiche, di ricerca e amministrative relative ai corsi di studio di Ingegneria, Architettura e Psicologia e servizi agli studenti tra cui una biblioteca centralizzata. Circa 980 mq di spazio esterno sono stati valorizzati con un vasto parterre erboso, allestito con postazioni studio oggi molto vissute e frequentate da studentesse e studenti, diventati anche custodi di questi luoghi. L’area dispone anche di una casa dell’acqua, di un palcoscenico permanente elettrificato per svolgere, en plein air, lezioni, seminari, convegni ed altri eventi divulgativi legati alla terza missione dell’ateneo o alla vita universitaria. Anche a Cesena, lo spazio outdoor è stato arricchito da elementi di arredo progettati ad hoc con il tradizionale colore pantone Alma Mater: tre cornici a forma di panche, punteggiano le aiuole verdi all’ingresso del corso di laurea di Architettura offrendo la possibilità di sosta in ombra a ridosso di piante ed arbusti. 

Rimanendo in Romagna nella sede di Cesenatico è stato ultimato il progetto di riqualificazione di un ex magazzino un tempo utilizzato per la conservazione del pesce e convertito in una sede didattica, moderna e funzionale che ospita il corso di laurea in Acquacoltura. La sede è stata arricchita da un’area verde esterna formata da dune di erba e allestita con arredi unici che richiamano, nella forma, le specie marine ospitate nei nostri mari.

Tanti i cantieri che riguarderanno anche la sede di Bologna a partire da Palazzo Poggi, nel nucleo storico, che ospita oggi la direzione generale e il rettorato, cuore politico e amministrativo dell’ente. I lavori qui interesseranno lo storico “giardino della fontana”, spazio di collegamento tra l’ingresso su Largo Trombetti ed il Cortile della Specola e da lì all’interno del palazzo. Gli obiettivi principali saranno proprio il recupero del giardino a partire dall’elemento fondativo ed evocativo principale: la fontana. Previsti inoltre un collegamento carrabile, percorsi pedonali che si trasformeranno in occasioni di sosta integrandosi con le aiuole esistenti rimodellate, il tutto sarà realizzato con materiali ecocompatibili e drenanti, creando un prezioso spazio verde in un’area densamente antropizzata quale è il centro storico. Tra spazi interni ed esterni si creerà così uno stretto legame, ristabilendo una relazione percettiva visiva e di comfort ambientale tra i due sistemi di pieni e di vuoti: i vuoti esterni – strade e portici – e quelli interni – giardini e corti. 

Fuori dal nucleo storico, il progetto più compiuto interesserà il campus Navile che ospita diversi corsi di studio scientifici e sarà destinato a diventare una vera e propria Cittadella della Scienza. Il progetto si integra al sistema del corridoio ecologico primario, prevedendo spazi aperti verdi che si affacciano sul canale Navile, permeabili ed integrati con il sistema dei parchi urbani preesistenti. La valorizzazione dello spazio esterno prevederà l’installazione di nuove piantumazioni, arredi Alma Mater per fruire dell’ombra e spazi per lo studio en plein air, un’area attrezzata con palco per favorire lo svolgimento di attività outdoor, aspetto peraltro cruciale per contingentare le attività al chiuso in periodo di pandemia. 

Proseguendo sulla scia del cambiamento e in ottica di inclusione della comunità studentesca, nei mesi primaverili, è stata inoltre lanciata la “Goal Survey – Valorizziamo insieme le aree dell’Ateneo” con l’obiettivo di raccogliere suggerimenti e proposte sulle aree universitarie interne ed esterne da riqualificare.  L’iniziativa, nata dagli studenti presenti nel Green Office dell’ateneo, comitato che promuove iniziative e progetti sulla sostenibilità, ha messo a punto un questionario per raccogliere le opinioni dei pari su ulteriori future aree di intervento. Dall’identificazione delle segnalazioni pervenute, nei prossimi mesi, prenderà forma un contest per raccogliere i progetti di riqualificazione degli spazi più innovativi.

Spazi interni ed esterni si collocano così lungo un’unica direttrice e in un rapporto dinamico tra gli uni e gli altri, tra struttura e ambiente. L’outdoor si trasforma in spazio maggiormente rispondente ai nuovi stili di vita, diventa una sorta di estensione e prolungamento dello spazio interno che viene anch’esso riqualificato e rivalorizzato all’interno di un percorso di partecipazione attiva, conoscenza e innovazione. Luoghi accoglienti, di incontro e scambio, gli spazi universitari diventeranno sempre più nuclei di vita sociale, culturale, sportiva e educativa, veri e propri centri di divulgazione per la comunità accademica e per la cittadinanza, in armonia con i loro territori; ciò in linea con il ruolo dell’università come agente di cambiamento verso una transizione sostenibile. Una grande sfida ed anche una grande e importante opportunità. 

 

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