ART CITY 2019 | 1,2,3 febbraio | Scopri G.P. BEDINI !!!

Bologna, c’è molto da sapere: “Giovanni Paolo Bedini (1844-1924) Il fascino della spensieratezza” | Conversazione con l’associazione Bologna per le arti, e un quiz! 😀

Si possono ammirare a Palazzo d’Accursio, sala d’Ercole I piano, le opere dello straordinario artista bolognese Giovanni Paolo Bedini (1844-1924), ancora per pochissimi giorni, sempre gratuitamente e fortunatamente anche nella ghiotta occasione di ART CITY (orario mostra: venerdì 1 e domenica 3 febbraio ore 10-20, sabato 2 febbraio ore 10-24).

La veste nuova, olio su tela. Opera scelta come simbolo per la mostra ‘Il fascino della spensieratezza’

Ho incontrato il presidente dott. Gianarturo Borsari, il curatore Giuseppe Mancini e l’esperto di arte dott. Andrea Mantovani Lambertini, dell’Associazione Bologna per le Arti che ha curato l’allestimento della mostra in ogni suo aspetto.

Perché Giovanni Paolo Bedini, probabilmente, è ignoto alla maggioranza dei cittadini bolognesi?

‘l’associazione Bologna per le Arti’ risponde il dott. G. Borsari, ‘si propone di riportare all’attenzione del pubblico pittori bolognesi di notevole interesse, molto apprezzati all’estero, spesso con quotazioni internazionali di grande rilievo ma che non godono di uguale fama nella città natale, Bologna’.

Ha usato il termine ‘riportare all’attenzione’ quindi questi artisti hanno goduto di notorietà in città?

‘gli artisti che abbiamo proposto in questi quasi venti anni di attività dell’associazione sono stati elementi di riferimento per l’ambiente artistico del loro periodo. Per esempio GP Bedini fa parte del Circolo Artistico Bolognese, fonda la Scuola professionale per le Arti Decorative (oggi Liceo Artistico Arcangeli) e la Società Francesco Francia e terrà la cattedra di Elementi di Figura all’Accademia delle Belle Arti.’

Si avvicina il denso fine settimana di Art City, perché il pubblico dovrebbe inserire la visita a ‘Il fascino della spensieratezza’, perché preferire GP Bedini?

‘La mostra offre un’occasione unica, difficilmente ripetibile in futuro, perché le opere presenti, circa settanta, torneranno nelle case private a cui appartengono, alle gallerie private per la vendita e nei depositi di alcuni musei cittadini. Le mostre che proponiamo sono camei, allestimenti di rilievo: Mario De Maria e Alfredo Protti vennero premiate dalla Presidenza della Repubblica; Alfredo Protti e Luigi Bertelli furono le mostre più visitate di Arte Fiera nei rispettivi anni. A. Protti ebbe, durante Arte Fiera, 7.000 presenze in un solo giorno.’

Quindi, meglio esserci… e sperare di non fare la fila come per Ugo Guidi.

Sorride il presidente ’Si, per Ugo Guidi la fila per entrare alla mostra arrivava a Via Castiglione, l’allestimento era a Palazzo Ratta. I vigili ci aiutarono a mantenere la scorrevolezza nella via.’

Al curatore della mostra Giuseppe Mancini, artisticamente, perché GP Bedini?

Studio accademico, acquarello su carta

‘per la bravura che già si rivela nei primissimi lavori, presenti in mostra esempi quali Magnifico scalone in stile, lo Studio accademico acquarello completato a soli 19 anni. Questa maestria tecnica si manterrà durante tutta la lunga carriera di GP Bedini e si rivelerà nella cura dei dettagli, nei giochi offerti da specchi e candele, nella sontuosità di abiti, mobili e tappezzerie. Questi aspetti sono tutti presenti nel dipinto scelto per rappresentare la mostra. La veste nuova. GP Bedini affascina con la delicatezza e l’armonia dei suoi colori conducendo l’osservatore in scene intime che siano ambientate in un ricco salotto, come in Difficile decisione o colte su un prato, come in Coppia sotto l’ombrello blu, scene che sempre propongono un momento gioioso, spensierato. La raffinatezza, la spensieratezza e la gioia accompagneranno il visitatore uscendo dalla sala d’Ercole’.

Il curatore della mostra racconta nel catalogo, il primo dedicato all’artista bolognese, ‘quello che vuole mostrare Bedini è un Settecento meno sofisticato (rispetto a G. Boldini, NdR), più leggero e disinvolto e soprattutto attento all’espressività e agli accenni psicologici delle figure, nelle quali riecheggia una dolce nostalgia di questo secolo. Tra i numerosi esempi di queste composizioni si possono considerare opere quali Colloquio galante, Suonatore di violino e In salotto.’

Il percorso espositivo è suddiviso in tre sezioni, Giuseppe Mancini e i giovani collaboratori di Bologna per le Arti, tutti studenti di Storia dell’arte, sono a disposizione per accompagnare i visitatori che desiderano approfondire la conoscenza oltre i pannelli esplicativi.

Nell’ultima sezione c’è un piccolo olio su tela, una figura femminile che si libra nel cieloGiuseppe Mancini perché è il tuo quadro preferito?

‘Figura femminile è possibile sia un quadro che simboleggia la rinascita, concepito da GP Bedini nel momento che chiude un periodo difficile, la perdita prematura della prima moglie, Erminia Fabbri. Nella tela la figura femminile si muove dal buio verso la luce e il cielo si squarcia in un lampo. GP Bedini si sposerà nuovamente con Gaetana Teresa Rossi nel 1885, nello stesso anno fonda la Scuola per Arti decorative e all’inizio dell’anno successivo nascerà la secondogenita, Giulia Giuseppina Laura. I ritratti di entrambe le donne sono presenti in mostra nella seconda sezione’.

GP Bedini è per pochi, è poco considerato nella sua città natale e quindi come si allestisce una mostra come questa?

‘Sono necessarie almeno sessanta, meglio settanta opere per allestire una mostra’ ci spiega il dott. Andrea Mantovani Lambertini, esperto d’arte e attivo membro dell’associazione ‘si inizia quindi una delicata e pervasiva opera di ricerca. Un passaparola nell’ambiente dei collezionisti, una ricerca che spesso, come in questo caso si spinge all’estero. Per GP Bedini abbiamo avuto contatti con un collezionista inglese che ha messo a disposizione le tele in suo possesso ma… non sono giunte. I costi di trasporto e, in particolare, di assicurazione sono molto alti e spesso fuori portata per un’associazione come Bologna per le Arti, la cui attività è completamente autofinanziata’.

Autofinanziata mi fa pensare al denaro e su questo tema vorrei proporre ai lettori un quiz. La parete della mostra presentata nella foto che segue ospita tre tele, da sinistra a destra: Giovanni Muzzioli, Giovanni Boldini, Domenico Induno.

 

Qual è il valore stimato complessivo delle opere della parete? Chi si avvicinerà di più, secondo l’insindacabile parere del dott. G. Borsari riceverà un favoloso (?) gadget messo a disposizione dal CUBO UniBo. Scrivete a cubo.info@unibo.it mettendo nell’oggetto della mail QUIZ BEDINI.

 

Dott. Borsari, siamo oltre le 14.000 presenze, la mostra è già un successo e ancora deve esserci il week end del terrore (ART CITY). E dopo, tutti a riposo? Le tele, i soci di Bologna per le Arti?

‘Le tele sì, andranno a riposare, di nuovo invisibili. Noi stiamo già pensando alla prossima edizione che celebrerà il ventennale dell’associazione e che riguarderà ZZZAC!’ qui si è abbattuta la mannaia della censura. Avendo promesso di non svelare tutto con 10 mesi di anticipo sarà possibile raccontare nuove storie che passo passo ci porteranno pronti alla sorpresa che l’Associazione Bologna per le Arti sta preparando per i concittadini bolognesi.

Salutiamo e ringraziamo il presidente dott. G. Borsari, il curatore G. Mancini e l’esperto d’arte Andrea Mantovani Lambertini per la conversazione, l’accurata visita riservata ai soci CUBO e al personale dell’Università di Bologna e per avere condiviso con noi le chiacchiere informali all’aperitivo organizzato per ‘CIN CIN con… l’arte!’ di cui condividiamo alcuni scatti invitando tutti a partecipare alla prossima occasione.

 

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Franca Pili

Franca Pili

Segreteria CUBo

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