Art City Bologna sotto il segno di Ulisse Aldrovandi

Dal 27 gennaio al 5 febbraio si svolge a Bologna l’undicesima edizione di Art City, il consueto appuntamento con l’art week di mostre, eventi e iniziative speciali promossa da Comune di Bologna e BolognaFiere, che quest’anno torna ad accompagnare Arte Fiera con oltre cento eventi.

Per questa undicesima edizione i luoghi spaziano tra differenti tipologie, offrendo nuove esperienze e punti di vista rinnovati sulla città: al classico Mambo, che funge sempre da padrone di casa e ai già noti Padiglione de l’Esprit Nouveau, Oratorio di San Filippo Neri e Palazzo Bentivoglio si affiancano siti noti alla città ma forse un po’ meno indagati come luoghi d’arte come il Nuovo Parcheggio Stazione di via Fioravanti, la Sala Convegni Banca di Bologna a Palazzo De’ Toschi, il Cassero Lgbt+ Center, Alchemilla a Palazzo Vizzani, il LabOratorio degli Angeli, la Sala Studio di Teatri di Vita, la rinascimentale Cisterna di Valverde e lo spazio Kappa-Noun situato nel Comune di San Lazzaro, con il quale Art City supera i confini urbani e arriva a riempire l’intera area metropolitana di Bologna. 

Jonas Mekas, As I Was Moving Ahead Occasionally I Saw Brief Glimpses of Beauty (still da film), 2000, © The Estate of Jonas Mekas

Prosegue le celebrazioni avviate nel 2022 per il centenario dalla nascita di Jonas Mekas la mostra Under the Shadow of the Tree curata dal duo Francesco Urbano Ragazzi presso il Padiglione de l’Esprit Nouveau, l’Oratorio di San Filippo Neri ospita Seeking Blue Gold installazione site-specific del duo anglo-argentino Lucy + Jorge Orta, a cura di Cristina Francucci e Tatiana Basso. Palazzo Bentivoglio apre i suoi spazi dedicati alle mostre a un percorso monografico su Patrick Procktor, protagonista imprescindibile, ma tuttora poco noto, del panorama artistico londinese degli anni Sessanta e Settanta con A View From a Window, curata da Tommaso Pasquali con allestimento di Davide Trabucco.

Nel Nuovo Parcheggio Stazione – Roof 5°piano Xing presenta il progetto Bstrd della coreografa di origine greca Katerina Andreou, mentre negli spazi del Cassero Lgbti+ Center si incontra il mondo grottesco di Nathalie Djurberg, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 2009. È un intervento site specific ideato per il LabOratorio degli Angeli il progetto Guarda caso di Eva Marisaldi, a cura di Leonardo Regano. A San Lazzaro di Savena, Kappa-Noun ospita la personale No Boundaries di Gerold Miller curata da Valerio Dehò. 

Come è stato lo scorso anno con Tino Sehgal, lo special project invita ancora una volta il pubblico a immergersi in vere e proprie opere d’arte viventi con il lavoro Have a Good Day! nato dalla collaborazione tutta al femminile di Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė e Rugilė Barzdžiukaitė. Come collettivo Neon Realism, nel 2019 le tre artiste hanno ottenuto il Leone d’Oro per la migliore Partecipazione Nazionale con il Padiglione della Lituania nell’ambito della 58° Biennale di Venezia con la bellissima installazione Sun & Sea (Marina), a cura di Lucia Pietroiusti. 

Eva Marisaldi, Parties II, Computer, servomotori, software, legno, metallo, plastica, inchiostro, pennello, 2006, © Eva Marisaldi

Come per le due precedenti edizioni, per l’ideazione e lo sviluppo dell’identità visiva è stata confermata la collaborazione con Filippo Tappi e Marco Casella che quest’anno scelgono mostri e figurazioni di fantasia ispirati a quelli apparsi nelle narrazioni antiche e utilizzati dai cartografi medievali e rinascimentali per rappresentare l’ignoto. Riferimento ideale è anche la figura di Ulisse Aldrovandi (1522-1605), padre fondatore delle scienze naturali di cui Bologna sta celebrando i 500 anni dalla nascita.

Il programma completo di Art City Bologna 2023 sarà pubblicato in prossimità della rassegna sul sito artcity.bologna.it. 

Immagine di copertina: Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė, Rugilė Barzdžiukaitė, Have a Good Day!, 2023, © Modestas Endriuška 

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