Auditorium Manzoni: il romanticismo di Schumann e Mendelssohn con Roberto Abbado e Benedetto Lupo

di Giovanni Neri.

Un concerto all’insegna del romanticismo si è tenuto lo scorso lunedì 17 ottobre all’Auditorium Manzoni di Bologna. Al piano Benedetto Lupo mentre Roberto Abbado ha diretto i maestri della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna.

Roberto Abbado è una vecchia conoscenza del pubblico bolognese e anche questa volta non ha disatteso le aspettative. Va detto che la ‘scozzese’ di Mendelssohn goes down very easily come tutta la musica del compositore nato ad Amburgo, nel senso che è orecchiabile e non richiede particolare sforzo intellettuale.

Ma questo non toglie nulla alla sua qualità. Che la sua famiglia di banchieri  fosse molto agiata lo si deriva non solo dalla sua storia (ogni domenica si faceva un concerto a casa con tutti i componenti), ma anche dal fatto che il suo ‘Grand Tour‘ è stato uno di quelli più ampi e prolungati della fine del ‘700 spaziando dall’Italia al nord della Scozia. E certamente molto della sua formazione è anche derivata dal rapporto privilegiato che ebbe con Goethe. Le sue esperienze di viaggio hanno molto influenzato la sua musica e in particolare le sinfonie (ricordiamo anche la ‘italiana’).

Abbado ha comunque estratto dalla partitura tutti i risvolti musicalmente più validi con un risultato di ottima qualità. Molto più controversa è stata la prestazione di Lupo. Nel concerto Schumanniano troppo spesso per eccesso interpretativo ha pesantemente modificato il ritmo e lo stesso dicasi per le sonorità. E anche dal punto di vista tecnico ci sono state incertezze (segnatamente nella cadenza del primo tempo ‘annegate’ in un eccesso di pedale). L’orchestra lo ha assecondato anche se non si è fatta mancare una ‘stecca’ clamorosa dei corni nell’ultimo tempo.  Insomma un’esecuzione che ha lasciato molto a desiderare. Molto migliori i due bis: un intermezzo Brahmsiano e un brano dai Phantasienstücke di Schumann. Qui il percorso interpretativo non ha avuto scossoni e l’intima significatività dei due brani è stata messa correttamente in risalto. Un buon (non strepitoso) successo di pubblico se si eccettua il solito scalmanato che ha bisogno di urlare “bravo” come se fosse un esperto particolare (e in un certo senso lo è…).

Programma

R.Schumann  Concerto per pianoforte e orchestra in la minore, op.54

1 Mendelssohn-Bartholdy  Sinfonia n. 3 in la minore, op. 56  “Scozzese”

Articolo dal blog Kurvenal dell’autore Giovanni Neri

E-mail: giovanni.neri@unibo.it

 

Foto copertina credits @Andrea-Ranzi. Un grazie particolare alle colleghe dell’ufficio stampa Skill&Music Carla Monni e Irene Sala – Fondazione Teatro Comunale di Bologna – per le foto e il comunicato stampa. 

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