Auguri Sala Borsa, da 20 anni avanguardia della cultura multimediale

Sala Borsa compie vent’anni. Un traguardo importante, per uno dei luoghi più iconici della Bologna della cultura. Punto di riferimento e tappa obbligata per studenti, ricercatori, appassionati di lettura, semplici turisti. Inaugurata nel dicembre del 2001, Sala Borsa, da sempre all’avanguardia soprattutto nell’ambito della multimedialità, è sempre andata oltre la classica idea di biblioteca.

Esterno entrata Sala Borsa

Alle migliaia di documenti cartacei e audiovisivi, alle riviste e ai giornali consultabili, Sala Borsa ha affiancato la volontà di essere uno spazio comune, una moderna agorà, piuttosto che un freddo luogo di consultazione. Ma la sua storia è ben più lunga di questi ultimi due decenni, in cui la piazza coperta che si affaccia sul Nettuno ha cambiato pelle numerose volte. L’edificio che ospita le attività della biblioteca è permeato di storia. Infatti, è possibile ammirare al suo interno gli scavi che permettono di rivivere i primi insediamenti villanoviani del VII secolo a.C., la Felsina etrusca, la Bononia romana del 189 a.C. La sua piazza coperta, oggi intitolata ad Umberto Eco, nel corso dei secoli è stata sempre luogo centrale nello sviluppo urbano bolognese, riflettendo i cambiamenti continui della città. 

Da vera e propria cittadella fortificata sotto i Visconti, destinata a ospitare le truppe a difesa di Palazzo d’Accursio, la piazza coperta divenne Orto Botanico qualche secolo più tardi, nel 1568. Un risultato ottenuto grazie agli sforzi di uno dei bolognesi più celebri, Ulisse Aldrovandi. Ma fu solo l’ennesima fase di transizione. Perfetta per la sua conformazione e per la sua posizione strategica nella pianta cittadina, la piazza coperta diventerà, dalla seconda metà del XIX secolo, sede di importanti scambi economici e finanziari, sulla spinta della nascente borghesia bolognese. Un vero e proprio mercato nel cuore pulsante della città, che rimarrà attivo fino al 1903. Data in cui, a causa di un progressivo calo degli affari, la sede chiuderà. 

Con l’amministrazione socialista di Zanardi, Sala Borsa diventerà ospite della Cassa di Risparmio, e così sarà per mezzo secolo. L’edificio per come lo si conosce adesso inizia a prendere forma in epoca fascista, nel 1924, grazie all’ingegno e all’opera dell’ingegnere Francesco Tassoni. Vengono costruiti il secondo e il terzo ballatoio, che ancora oggi permettono di ammirare dall’alto la piazza coperta. La “nuova” Sala Borsa verrà inaugurata in grande stile il 17 luglio 1926 alla presenza del Ministro delle Finanze, il conte Volpi di Misurata.

Photo Credit Archivio Sef Virtus

Dal secondo dopoguerra fino agli anni Sessanta, Sala Borsa cambierà nuovamente pelle, trasformandosi in un moderno palasport. Non sono ancora i tempi di Basket City, ma Sala Borsa si dimostra ancora in anticipo sui tempi. Quasi a emblema della trasformazione dello sport in business, ospitava di giorno i consueti giri d’affari e la sera gli allenamenti degli atleti. Dagli incontri di pugilato ai match di pallacanestro, nei giorni delle partite il pubblico riempiva gli spalti laterali e faceva vivere di nuove emozioni uno spazio che conserva i ricordi di un’intera città. Ancora oggi è possibile ammirare all’interno dell’edificio alcuni iconici scatti che testimoniano quegli anni adrenalinici, dove prese le mosse anche una certa Virtus Pallacanestro, destinata a grandi successi negli anni a venire. 

Negli anni successivi lo spazio si trasformerà nella sede degli uffici amministrativi del Comune. In seguito al progetto di riqualificazione “Parco Urbano Piazza Maggiore”, nel 1999 si inizierà ad immaginare la piazza coperta come luogo deputato alla cultura. Ovvero a diventare quella Sala Borsa che oggi anima la vita sociale della città, il luogo che identifica forse più di tutti Bologna come città devota al sapere e alla cultura, insieme ovviamente al suo Ateneo. Buoni primi vent’anni, Sala Borsa! 

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