Avere vent’anni

Dal 24 aprile all’8 giugno 2025 torna Fotografia Europea, il festival culturale internazionale promosso dal Comune di Reggio Emilia e Fondazione Palazzo Magnani (Corso Garibaldi, 31) che dal 2006 promuove e tutela la fotografia contemporanea. Avere vent’anni è il tema che la direzione artistica del Festival, composta dal fotografo Tim Clark, lo storico della fotografia Walter Guadagnini e la curatrice Luce Lebart,  ha scelto per l’edizione di quest’anno, in un circuito di mostre, eventi ed iniziative che abbraccia molti luoghi della città, sia pubblici che privati.

Quante volte nella vita succede di pensare: “Potessi avere di nuovo vent’anni”? Una frase  diventata talmente iconica da essere quasi un modo di dire, ma che in realtà nasconde significati complessi. Da adulti, il ricordo della giovinezza coincide con un momento idilliaco; i vent’anni si identificano in un’età in cui tutto è possibile e i sogni sono a portata di mano. Ma cosa accadrebbe se venisse chiesto ad un ventenne cosa significa essere giovani? È questa la domanda che Fotografia Europea pone alla Generazione Z, i ragazzi che hanno vent’anni nel mondo di oggi. E la risposta, forse, potrebbe sorprendere l’adulto che tanto idealizza la giovinezza. Avere vent’anni significa vivere in un’età di contraddizioni: si è adulti, ma non abbastanza per vivere da soli; grazie ai new media, è possibile essere sempre connessi, eppure la solitudine e l’ansia sociale non sono mai state così radicate; le aspettative sociali possono diventare opprimenti e trovare un lavoro soddisfacente, una relazione stabile o, più in generale, dare un senso alla propria esistenza, risulta davvero complicato.

Daido Moriyama, From A Hunter, 1967, Courtesy Daido Moriyama Photo Foundation
Daido Moriyama, From A Hunter, 1967, Courtesy Daido Moriyama Photo Foundation

I progetti selezionati dal comitato scientifico di Fotografia Europea parlano di questo e molto altro, in un dialogo aperto nel quale sono i giovani ad avere l’ultima parola. I progetti selezionati puntano i riflettori su storie inedite e singolari, animate da quell’urgenza vitale e da quell’energia impetuosa che porta a credere, almeno una volta nella vita, di poter di cambiare il mondo. I suggestivi Chiostri di San Pietro (Via Emilia San Pietro, 44c), vero cuore pulsante del Festival, presentano dieci mostre che esplorano il tema di questa edizione, con risultati interessanti ed eterogenei.

Thaddé Comar, ItsRaining_HowWasYourDream, Courtesy Thaddè Comar
Thaddé Comar, ItsRaining_HowWasYourDream, Courtesy Thaddè Comar

Al piano terra, trova spazio Daido Moriyama: A retrospective, la mostra dedicata a Daido Moriyama, fotografo giapponese che, con il suo approccio visivo potente e sincero, riesce a raccontare come nessun altro la società giapponese del dopoguerra. Al piano superiore, Slowly and Then All at Once, il progetto inedito del fotografo britannico Andy Sewell, esplora varie forme di potere e protesta, in un invito alla partecipazione collettiva contro il cinismo e la rassegnazione. Mal de Mer, del fotografo italiano Claudio Majorana, è un viaggio nell’intricato mondo dell’adolescenza, dove dubbi e paure si fondono con visione pacifiche di paesaggi evocativi. In You don’t die, la giornalista iraniana Ghazal Golshiri e la photo editor francese Marie Sumalla accompagnano il visitatore in un viaggio di consapevolezza nell’Iran contemporaneo straziato dalle guerre, documentando la tragica morte della ventiduenne Mahsa Amini, a seguito delle violenze subite dalla polizia morale.

Lithuania. 2022-2023. © Claudio Majorana / Cesura
Lithuania. 2022-2023. © Claudio Majorana / Cesura

L’illegalità e il fascino dei rave e delle manifestazioni abusive sono al centro del progetto di Vinca Petersen, artista e fotografa britannica che nel suo Raves and Riots presenta una selezione di scatti proibiti in una celebrazione totale della giovinezza e dell’incoscienza. La fotografa documentarista Jessica Ingram accompagna il visitatore alla George Washington Carver High School, per seguire i cadetti nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta in We Are Carver. How Was Your Dream?, progetto del fotografo francese Thaddé Comar, esplora le nuove modalità di manifestazione e insurrezione della nuova era, governata da metodi di controllo sociale sempre più opprimenti.

Andy Sewell, Slowly and Then All at Once, 2019, Courtesy Andy Sewell
Andy Sewell, Slowly and Then All at Once, 2019, Courtesy Andy Sewell

La giovane fotografa di origini russe Toma Gerzha presenta Control Refresh, uno studio che si concentra sulle vite della Generazione Z in Russia e nell’Europa orientale, pesantemente influenzate dalla guerra causata dall’invasione russa dell’Ucraina. IfuckTokio – Dual main character di Kido Mafon, è un viaggio nella cultura giovanile di Tokyo che si accende dopo il tramonto del sole. Infine, Frammenti, della fotografa dominicana-francese Karla Hiraldo Voleau, è un’indagine che affronta temi sociali importanti, come le relazioni affettive, prendendo ispirazione dai Comizi d’Amore di Pier Paolo Pasolini.

Le mostre di Fotografia Europea sono accompagnate da altrettanti eventi collaterali, sparsi in giro per la città di Reggio Emilia. Tra i tanti, sono da segnalare l’esposizione dedicata al grande fotografo Luigi Ghirri e la rassegna Giovane Fotografia Italiana – Premio Luigi Ghirri, l’open call dedicata alla valorizzazione dell’opera di artisti under 35, ospitate entrambe nelle sale di Palazzo dei Musei (Via Lazzaro Spallanzani, 1). Anche quest’anno, Fotografia Europea si configura come uno dei Festival più all’avanguardia e completi dedicato alla fotografia, aperto sia ai professionisti del settore che agli avventori meno esperti, ma curiosi.

Foto copertina: Vinca Petersen Riot Boy 1998 Courtesy Vinca Petersen

Sara Cosimini

Sara Cosimini

Storica dell'arte specializzata in Beni Storico-Artistici all'Università di Bologna. I suoi interessi principali sono incentrati sull'arte contemporanea.

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