Bartolomeo Cesi

’Dipingere il silenzio: Bartolomeo Cesi nell’età della Controriforma’. E’ partita la raccolta fondi per la prima mostra monografica del pittore bolognese Bartolomeo Cesi. Progettata e curata, in occasione del Giubileo, dalla professoressa Vera Fortunati, l’inaugurazione è prevista a novembre 2025 e proseguirà nel 2026 ai Musei Civici d’Arte Antica di Bologna.   

La mostra è stata promossa dal Comune e dall’Arcidiocesi, con la collaborazione della Pinacoteca Nazionale e dell’Università. Dedicata al pittore Bartolomeo Cesi (Bologna, 1556 – 1629), importante protagonista della scena artistica bolognese dell’epoca, avrà anche un percorso diffuso in città per ricostruire il vivace clima politico-religioso che in quegli anni la caratterizzava.

Le opere dell’artista, soprattutto a tema religioso, sono presenti e saranno visibili al pubblico anche in altre sedi, nella loro collocazione originaria: nella chiesa della Certosa, nella cappella di Santa Maria dei Bulgari in Archiginnasio, nella chiesa di San Domenico e in quella di Santo Stefano, in aula Prodi a San Giovanni in Monte, a Palazzo Fava e a Palazzo Magnani.

L’iniziativa è stata inserita sul portale dedicato alle erogazioni Art Bonus per raccogliere fondi a sostegno della sua realizzazione. I versamenti consentono un credito di imposta pari al 65% dell’importo donato, che può essere anche di poche decine di euro. Si può aderire consultando il sito: https://artbonus.gov.it/190-musei-civici-darte-antica-settore-musei-civici-bologna.html

Nella proposta presentata per l’inserimento nel portale di Art Bonus si legge:

“Il pittore bolognese Bartolomeo Cesi, pittore del silenzio e “vero poeta conventuale” nell’età dei Carracci, è stato protagonista indiscusso della scena artistica bolognese tra la seconda metà del Cinquecento e i primi anni del Seicento e si contraddistingue per una poetica del tutto originale, capace di elaborare modelli diversi dai suoi contemporanei.

Francesco Arcangeli ne descrive sia la profonda religiosità sia l’alacre attività al servizio degli ordini religiosi, soprattutto dei Certosini. Fu proprio questo aspetto a caratterizzare la sua espressione artistica, tanto da suggerire alla critica il parallelismo con il grande artista e mistico spagnolo Francisco de Zurbaran, di cui si vuole rendere conto nella mostra bolognese”.

Franca Pili

Franca Pili

Segreteria CUBo

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