Bologna Montana Art Trail

Bologna Montana Art Trail è un progetto ambizioso che unisce arte, natura, sport e vita all’aria aperta collegando diversi comuni dell’Appennino tosco-emiliano e siti di interesse storico, archeologico e naturalistico. Il percorso, lungo circa cento chilometri, sarà inaugurato il 1° giugno. Tra i siti che si incontrano lungo il cammino anche la vasta area di Monte Bibele, dove gli archeologici dell’Università di Bologna lavorano da anni e hanno contribuito a realizzare, insieme al Comune di Monterenzio, il più importante centro per la conoscenza delle culture celtiche ed etrusche del IV-III secolo a.C. 

C’è anche il Cinghiale Celtico di Monte Bibele nelle prime cinque opere del Bologna Montana Art Trail, percorso di Land Art realizzato lungo l’Appennino tosco-emiliano. Un’installazione ambientale a cura dell’artista Gianluigi Zeni, realizzata in salice, larice e liane, che rappresenta il dio Moccus, protettore dei cacciatori e delle foreste, caro al popolo dei celti. L’animale era usato come simbolo su stendardi di guerra, monete, armature e vasellame oltre che sugli abiti, racconta Antonio Gottarelli, professore Alma Mater-Pam che da quarantacinque anni lavora nel centro di ricerca di Monte Bibele e dal 2010 è direttore del Museo archeologico di Monterenzio. Il percorso attraversa infatti anche il territorio di questo Comune e le municipalità di Loiano, Monghidoro, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro e Firenzuola che saranno collegate da un unico sentiero che si sviluppa tra boschi, borghi e luoghi di elevato valore storico e naturalistico.

S. Giorgio e il Drago, Enrico Menegatti, Comune di S. Benedetto Val di Sambro

Oltre al cinghiale celtico, nel 2023, sono state realizzate altre quattro opere: Il Lupus Lujanes, il Soffione, Le Colonne della Memoria e S. Giorgio e il Drago. L’obiettivo? Realizzare una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto che si avvale di elementi del paesaggio circostante secondo l’approccio della Land Art, movimento artistico nato negli anni Sessanta e Settanta con lo scopo di portare l’arte fuori dai tradizionali contesti museali e urbani, immergendola direttamente nella natura. «Una forma espressiva che si distingue per la sua relazione intima con il paesaggio e per l’utilizzo di materiali come terra, rocce, foglie, legno e acqua per creare opere effimere, integrate nell’ambiente circostante e farci riflettere sul nostro rapporto con la natura», spiega Daniele Maestrami, presidente dell’associazione Viva il Verde, che ha concepito questo progetto insieme a Ermanno Pavesi, vice-sindaco di Monzuno e assessore alla Cultura, Ambiente e Comunicazione Istituzionale dello stesso Comune.

Colonne della Memoria, Paolo Vivian, Comune di Monzuno

Un progetto nel progetto dal momento che il percorso non era tracciato ed è frutto anche di operazioni di recupero e ripristino del territorio. Nel corso dell’inverno inoltre è stato completamente risistemato in seguito alle frane causate dalle alluvioni dello scorso anno e attualmente sono in corso lavori di rifinitura per renderlo pienamente fruibile in occasione dell’inaugurazione. «Ai dieci artisti individuati fino ad ora sono state richieste opere anche in relazione alle caratteristiche naturalistiche, alla flora e alla fauna dei luoghi dove le opere sono poi collocate e alla storia di questi luoghi, ma non escludiamo, in futuro, di predisporre un vero e proprio bando per le opere rimanenti che già quest’estate raddoppieranno con ulteriori installazioni fino ad arrivare ad una cinquantina in tre anni. Essendo poi queste opere soggette al deterioramento degli agenti atmosferici, il percorso si configurerà come un’opera sempre viva, un work in progress, richiedendo il costante concepimento di nuovi soggetti e la loro graduale sostituzione».

Il Soffione, Marta Zucchinali, Comune di Monghidoro

Le installazioni sono collocate in punti accessibili e panoramici, facilmente raggiungibili anche a piedi. Altro segno distintivo del progetto: le opere prendono forma lungo il sentiero, in tempo reale, durante la rassegna Bologna Montana Land Art in occasione del festival annuale Bologna Montana Evergreen Fest. Il primo bilancio è molto positivo dal momento che, nel 2023, circa tre-quattromila visitatori hanno visitato le installazioni, numero destinato a crescere. Con uno sguardo rivolto al futuro, si punta a promuovere sempre più eventi, festival, visite guidate, attività sportive, pratiche per il benessere e tante altre iniziative anche per organizzazioni pubbliche e private che potranno sceglierlo per percorsi formativi non convenzionali e attività di team building.

Lupus Lujanes, Rodolfo Liprandi, Comune di Loiano

 

«In un momento storico in cui la sensibilità ambientale e l’interesse per forme artistiche innovative vanno di pari passo – conclude Daniele Maestrami – iniziative come il Bologna Montana Art Trail evidenziano la bellezza e la fragilità della natura invitando gli spettatori a riflettere sulle proprie interazioni con l’ambiente e sulla nostra responsabilità verso il pianeta». 

Foto copertina; cinghiale celtico, Gianluigi Zeni, Comune di Monterenzio

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