Cento anni di Dino Gavina 

In occasione del suo primo centenario, la galleria Paradisoterrestre in collaborazione con il Comune di Bologna ha avviato dal 23 settembre scorso la mostra diffusa “Cento % Dino” per raccontare la meravigliosa vita e opera di Dino Gavina, il designer sognatore che ha sempre creduto nel potere salvifico della bellezza.

Proprio cento anni fa nasceva a San Giovanni in Persiceto Dino Gavina, storica firma del design italiano che nella sua carriera ha vantato collaborazioni illustri come quelle con Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Man Ray, Marcel Duchamp, Enzo Mari e Lucio Fontana. Per chi volesse immergersi nella “sua” Bologna consiglio un giro nello storico Ex Negozio Gavina in via Altabella 23 (angolo con via Oberdan) progettato da Carlo Scarpa all’inizio degli anni Sessanta. Ristrutturato nel 2019 per volontà di privati, lo spazio è entrato sotto il vincolo della Sovrintendenza e oggi è riconosciuto dal Fondo ambiente italiano (Fai)  come «una delle più significative presenze del moderno nell’antico tessuto edilizio bolognese».

Locandina della mostra © Paradisoterrestre

Per Gavina la bellezza era un’arma con cui difendersi dall’oblio, dalla bruttezza che l’urbanizzazione selvaggia diffonde nelle nostre città, disumanizzandole. Nel 1967, in occasione della presentazione del Centro Duchamp, le sue parole furono – non a caso – così profetiche: «la produzione è il mezzo di comunicazione più efficace del nostro tempo, un mezzo che può essere usato come veicolo di stupidità o di civiltà. La macchina che produce si configura così come un’arma meravigliosa o terribile e chi ne dispone ha il dovere di capire che cosa sta facendo». 

La storia professionale di Gavina ha inizio con l’allestimento di spazi scenici teatrali negli anni Quaranta, anni in cui lavorava al teatro La Soffitta di Bologna. Nel dopoguerra Gavina apre un laboratorio di tappezzeria in Via Castiglione in cui utilizza materiali di recupero per forniture militari e ferroviarie, iniziando nel frattempo a produrre e commercializzare i primi mobili. Nel 1960 Carlo Scarpa lo chiama a diventare presidente della Gavina spa che oggi rappresenta un importante premio di design industriale assegnato dal Salone del Mobile di Pesaro. L’arte, per lui, è sempre stata una scelta ostinata e coerente per distribuire democraticamente e attraverso i gesti quotidiani benessere, creatività e fermento. È alla sua sagacia che si deve Flos, nata dal suo sodalizio con Carlo Scarpa e Achille e Pier Giacomo Castiglioni. All’epoca (era il 1961) non esisteva una azienda di illuminazione al passo con i tempi e da questo punto di vista Flos si afferma immediatamente – attraverso pezzi iconici e ancora intramontabili come la celebre lampada Arco – come la prima vera azienda moderna a livello internazionale.

Dino Gavina, Achille e Pier Giacomo Castiglioni e Michele Provinciali fotografati accanto alla poltrona Sanluca sotto il portico di San Luca a Bologna, 1960 © Mauro Masera

Un’utopia, la sua, che continua da quando nel 2007 ci ha lasciato attraverso il suo marchio e il suo messaggio. Il suo lavoro è rimasto per anni incompreso, come fu per la collezione Ultrarazionale del 1968, seguita da Ultramobile nel 1971 e Metamobile con Enzo Mari nel 1974. Nati per superare una volta per tutte il funzionalismo astratto a favore di un recupero della forma nella sua armonia, questi progetti miravano a migliorare la qualità della produzione in serie e, usando le sue stesse parole, a «riscattare il cuore poetico delle cose». Gavina è stato un instancabile sperimentatore che non temeva l’ironia, il gioco e la fantasia e li ha portati trionfalmente nella produzione seriale, modificando l’immagine stessa del design. 

La mostra diffusa si svolge nella Sala d’Ercole a Palazzo d’Accursio, che, attraverso la riproduzione in scala reale della “casa nella casa”, una sorta di rifugio che Gavina realizzò all’interno della propria abitazione, presenta la dimensione più intima e domestica. La Galleria Paradisoterrestre, invece, nella sede di via de’ Musei mostra le fotografie inedite di Margherita Cecchini che ritraggono Gavina a casa e nello showroom di San Lazzaro di Savena, progettato dai fratelli Castiglioni, e la collezione Ultramobile. Il tributo a Gavina si concluderà simbolicamente il 7 novembre, giorno del suo centesimo compleanno.

https://paradisoterrestre.it/it/ 

Foto copertina; Dino Gavina, Ultramobile 1971 © Paradisoterrestre

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