Collezioni Comunali d’Arte e La QUADRERIA

Visita alle Collezioni Comunali d’Arte e a La QUADRERIA
accompagnati da Giacomo Alberto Calogero, PhD in Arti visive,
Professore a contratto del Dipartimento di beni culturali dell’Università di Bologna
Il secondo piano del Palazzo Comunale di Bologna ospita le Collezioni Comunali d’Arte all’interno delle sale, fino al 1859 residenza dei Cardinali Legati, rappresentanti del potere pontificio. Il museo fu fondato nel 1936.

Il ricco patrimonio artistico custodito all’interno delle Collezioni Comunali spazia dal Duecento agli inizi del Novecento. Vi sono opere del Medioevo comprese in origine nella sezione medievale del Museo Civico: croci scolpite e dipinte, tavole di Vitale da Bologna e Jacopo di Paolo; inoltre importanti dipinti del Quattrocento e del primo Cinquecento, fino ad una nutrita serie di opere emiliane del XVII secolo e di altre scuole.

Le opere disposte negli ambienti storici derivano dal sedimentarsi di un variegato patrimonio, proveniente da donazioni di dipinti, mobili, arredi e suppellettili pervenute al Comune di Bologna nel corso dell’Ottocento e nel primo Novecento, che andò ad arricchire l’antica raccolta di testimonianze appartenute alle magistrature cittadine. In particolare si segnalano le opere provenienti da due importanti collezioni d’artista, Pelagio Palagi e Cincinnato Baruzzi, nonché quelle derivate da un collezionismo versato anche nel campo delle arti applicate e dell’arredo (eredità Pepoli e Rusconi).Sotto la volta affrescata della Galleria Vidoniana, trova posto una delle raccolte più importanti, che è anche all’origine del museo: diciotto tele di soggetto mitologico e allegorico, eseguite da Donato Creti, e nel 1744 donate al Senato bolognese dal committente Marcantonio Collina Sbaraglia .

La Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili restituisce alla città tavole e tele di maestri prevalentemente bolognesi, appartenenti al vasto patrimonio delle antiche Opere pie, dal 2014 riunite in ASP Città di Bologna. Non si tratta di un’esposizione, ma dell’apertura di un nuovo Museo della città, inaugurato il 24 novembre 2016. Sotto i riflettori, nella galleria curata da Marco Riccòmini, sono esposti circa cinquanta dipinti, dal Cinquecento al Settecento. Ogni stanza è a tema e riunisce opere simili per epoca o per stile.

Spicca la “Stanza del Gandolfi”, con ben sette tele di Ubaldo Gandolfi, commissionate dal marchese Gregorio Filippo Maria Casali Bentivoglio Paleotti, tra il 1768 e il 1776, da questi donate alla Confraternita del Baraccano, ora riunite per la prima volta tutte sotto lo stesso tetto.

Iniziativa realizzata con il contributo dell’Università di Bologna

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito o cliccando su "Accetto" acconsenti al loro utilizzo. Maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi