Cose da fare in Romagna ad agosto

La parola ‘estate’, in Romagna, fa da sempre rima con spiagge, divertimento e lunghe giornate da trascorrere con i piedi sulla sabbia, dalle prime luci dell’alba fino all’ora di cena. Ma si fanno ogni anno più numerosi coloro che scelgono questa destinazione non solo per il mare, ma anche per l’ampia offerta di attività ed esperienze di cui è possibile godere: dalla scoperta della natura alla visita di borghi e città d’arte. Ecco, allora, un elenco non esaustivo di dieci buoni motivi per soggiornare in Romagna anche se non si ama particolarmente il mare, o se ci si vuole sorprendere seguendo itinerari inaspettati.

Parchi e riserve naturali 

La natura varia a seconda del lembo di territorio che si sceglie di visitare e sono davvero innumerevoli gli scorci su cui vale la pena soffermarsi. Partendo dal cuore del Montefeltro, tra Pennabilli (Rn) e il monte Carpegna, ecco il parco del Sasso Simone e Simoncello, che ospita una delle cerrete più vaste d’Europa. Di sicuro interesse anche le tante grotte e formazioni carsiche presenti sul territorio – dalle grotte di Onferno, nell’entroterra riminese, fino al parco regionale della Vena del Gesso, nella valle ravennate del Lamone – che furono importante fonte d’ispirazione per Dante nella stesura della sua ‘Divina Commedia’. Ma l’autentica perla dell’entroterra romagnolo è senza dubbio il parco nazionale delle Foreste casentinesi: un’area di circa 36.000 ettari, equamente divisa fra Emilia Romagna e Toscana, comprendente territori delle province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze. Le faggete vetuste del parco e la riserva integrale di Sasso Fratino sono patrimonio mondiale Unesco. Per molti studiosi, Sasso Fratino rappresenta oggi un laboratorio naturale, in cui apprendere il funzionamento degli ecosistemi e poter sviluppare strategie per la conservazione della biodiversità.

Castelli

Rocca di San Leo (RN)

Dal Medioevo al Rinascimento, la Romagna è stata teatro di attacchi sanguinosi e aspre contese tra famiglie rivali. Da Ferrara a Rimini, torri, rocche e imponenti castelli si susseguono e sono testimonianze senza tempo – il più delle volte magnificamente conservate – di una terra che fu frequentemente oggetto di conquista. È facile perdersi tra i borghi arroccati della Valmarecchia e della Valconca, nel Riminese, scenario della lunghissima disputa tra i Malatesta e i Montefeltro. Echi di battaglie e grida di vittoria sono destinate a dissolversi nel Ferrarese, ove la signoria d’Este era solita soggiornare in raffinate Delizie. Castelli e rocche raccontano inoltre, nel Forlivese, le gesta dei Manfredi e degli Ordelaffi, sempre pronti a difendere con forza i propri possedimenti. Da non dimenticare, infine, che la costa adriatica fu bersagliata anche dai saccheggi dei pirati turchi: per difendere le vie del mare furono erette numerose torri di avvistamento, tra cui quelle di Bellaria-Igea Marina e Cervia, quest’ultima destinata alla difesa della città e del suo tesoro più prezioso, il sale.

Ciclovie e percorsi ciclabili

Da qualche anno, la Romagna è considerata la destinazione ideale per coloro che amano muoversi in bicicletta: le province di Ferrara, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena offrono infatti un’infinità di percorsi ciclabili, da quelli alla portata di tutti a quelli più impegnativi, accessibili solo ai ciclisti esperti. Gli itinerari conducono inoltre alla scoperta delle rinomate eccellenze romagnole: borghi medievali, prelibatezze della tradizione enogastronomica e paesaggi naturali incantevoli. Che si tratti di bici da corsa, gravel, mountain bike o e-bike, la Romagna mette d’accordo tutti gli appassionati delle due ruote, comprese le famiglie con bambini al seguito. Particolarmente consigliata una ‘chicca’ nuova di zecca: Via Romagna, ciclovia che si estende per 463 chilometri e attraversa  quattro province, trenta comuni, venti rocche e borghi storici e oltre cento strutture bike-friendly (dai bike hotel ai centri di assistenza e noleggio biciclette). Inaugurato un anno fa, il percorso si snoda soprattutto su arterie secondarie e strade a bassa densità di traffico, sul modello delle grandi ciclovie del Nord Europa.

Arte e cultura

Ravenna; mosaici mausoleo di Galla Placidia,

La terra di Romagna è antica millenni e ricca di testimonianze, grandi nomi e opere, in un mix di storia antica, cinema e teatro. Nelle città d’arte romagnole è possibile immergersi in una molteplicità di bellezze artistiche e senza tempo: basti pensare ai mosaici di Ravenna (patrimonio dell’umanità Unesco), agli itinerari sulle tracce di Dante esule, definito da alcuni ‘primo turista in Romagna’ all’anima spiccatamente rinascimentale di Rimini, ai tanti prestigiosi teatri che trasformano la Romagna in un vero palcoscenico a cielo aperto. L’Emilia Romagna ha dato inoltre i natali a due giganti del cinema italiano: Federico Fellini, nato a Rimini, città che egli definì ‘un pastrocchio, confuso, pauroso, tenero, con questo grande respiro, questo vuoto aperto al mare’ e Michelangelo Antonioni, nato e cresciuto a Ferrara. Quest’ultima fa da sfondo anche al suo capolavoro, ‘Al di là delle nuvole’, girato assieme al regista Wim Wenders.

Storia

Arco di Augusto a Rimini

Si dice che le radici dell’Impero Romano d’occidente affondino in Romagna. In effetti, tra reperti e tracce di antiche architetture, riecheggiano i fasti di Ravenna Capitale e della Rimini centro nevralgico di commerci e collegamenti con Roma. Qui sono nati alcuni grandi autori della letteratura latina: Sarsina (Fc) è patria del grande poeta e commediografo Tito Maccio Plauto. Con oltre ventidue secoli di storia alle spalle, Rimini (per gli antichi romani Ariminum) rappresentò uno snodo di importanti vie di comunicazione tra il Nord e il Centro Italia. Ariminum fu protagonista di due grandi opere decise dal Senato di Roma: le vie consolari Flaminia ed Emilia. La prima collega Roma a Rimini e termina all’Arco di Augusto. La via Emilia parte dal ponte di Tiberio e si estende per 100 km fino a Piacenza, attraverso le più grandi meraviglie della regione.

Con l’arrivo dei re, destituito l’ultimo imperatore Romolo Augustolo, Teodorico il grande nomina capitale dell’Impero Ravenna. La memoria di quegli anni di vivacità politica, sociale ed economica è conservata nei monumenti della città. Mosaici, dipinti e palazzi maestosi raccontano di una città viva, nelle cui strade si incrociavano papi e imperatori, re e regine: una città dal sapore orientale, capace di stupire ancora oggi per la sua raffinata bellezza.

Cibo

In Romagna è facile ritrovarsi a mangiare in compagnia: la proverbiale ospitalità romagnola si esprime alla perfezione con un invito a unirsi a tavola e una piadina pronta da scaldare sul testo. Dal mare alla montagna, alla riscoperta di borghi, colline e scorci dimenticati, ogni pranzo può essere un punto di partenza per un vero e proprio viaggio dei sensi, in cui la maestria di chef e ‘azdore’ (così vengono chiamate, da queste parti, le regine del focolare domestico) si sposa con la natura e l’ambiente circostante. Protagonista incontrastata della cucina romagnola è sempre la piada, cantata anche da Giovanni Pascoli in uno dei suoi componimenti più famosi: abbinata a pesce, affettati e verdure, è un cibo semplice e genuino, da gustare per strada o in riva al mare. Se poi si vuole indugiare in un bel brindisi, è d’obbligo che sia a base di Sangiovese, vitigno a bacca nera che prospera in tutto l’entroterra romagnolo.

Musica

il mitico Raoul Casadei scomparso nel 2021

Che sia liscio o pop, che sia un djset in riva al mare o un’improvvisazione a suon di jazz, è la musica – più del Sangiovese – a scorrere nelle vene dei romagnoli: lo dimostrano i tanti musicisti nati e cresciuti da queste parti. A cominciare dai celeberrimi Secondo e Raoul Casadei, artefici di quella rivoluzione che, già dal primo dopoguerra, ha trascinato il liscio dalle balere di provincia al cuore del patrimonio culturale e musicale italiano. Ma Romagna è anche sinonimo di rock: a confermarlo, il memorabile evento ‘Rockin ‘1000’, cui è stato di recente dedicato un film documentario. Ideata dal cesenate Fabio Zaffagnini nel 2014, ‘Rockin ‘1000’ è un’iniziativa lanciata per invitare la band statunitense Foo Fighters a tenere un concerto nella città di Cesena. Per raggiungere l’obiettivo, il 26 luglio 2015, 1000 musicisti (volontari e non professionisti, provenienti da tutta Italia) suonano tutti insieme e contemporaneamente il brano ‘Learn to Fly’. Il video di questa performance diventa virale su YouTube, con oltre 60 milioni di visualizzazioni, e raggiunge l’obiettivo prefissato: il 3 novembre successivo, i Foo Fighters avrebbero tenuto un concerto al Carisport di Cesena. A seguito del successo ottenuto, il team di ‘Rockin ‘1000’ decide di proseguire nel suo percorso, trasformandosi in un gruppo musicale che accoglie musicisti da tutto il mondo e organizza concerti in cui mille e più persone suonano contemporaneamente. I concerti finora realizzati si sono svolti negli stadi di Cesena e Firenze, a Saint Denis, Francoforte e persino all’aeroporto di Milano-Linate.

Borghi medievali

Castello di Montefiore Conca (RN)

Brisighella, Montefiore, Mondaino, Bertinoro, Montegridolfo, San Leo sono solo alcuni dei pittoreschi borghi che costellano le colline romagnole. Assai diversi fra loro per vocazione e caratteristiche, questi piccoli comuni sono però accomunati dalla medesima voglia di farsi conoscere e apprezzare, essendo spesso ai margini dei percorsi turistici più battuti. Impossibile, in questa sede, soffermarsi su ciascuno di essi: è sufficiente ricordare che racchiudono tesori stupefacenti, come la fortezza medievale di San Leo, che si erge su un maestoso strapiombo roccioso ed è avvolta dalla leggenda del suo prigioniero più famoso, il conte di Cagliostro.

Eventi

Non solo Notte Rosa: soprattutto nella bella stagione, la Romagna pullula di eventi di ogni genere e destinati a tutte le età. Le strade risuonano di note nei festival musicali all’aperto, come Artisti in piazza, a Pennabilli (Rn) nei mesi di giugno, luglio e agosto; o il Ferrara Buskers Festival, kermesse degli artisti di strada nota ormai in tutto il mondo, in calendario dal 24 al 28 agosto (con anteprima a Comacchio il 23 agosto). Cibo prelibato e vini del territorio scorrono a fiumi nelle numerose sagre e feste popolari dedicate alle eccellenze locali: solo nel mese di agosto, il fitto cartellone romagnolo prevede almeno una cinquantina di eventi mangerecci, fra i quali la Sagra della zucca e del cappellaccio a San Carlo (Fe), dall’8 al 18 agosto, o la Sagra della sfoglina di Massa Lombarda (Ra), in cui le professioniste e i professionisti della sfoglia fatta a mano si sfidano a colpi di mattarello. Ampio spazio anche per cultura (come al Plautus Festival di Sarsina, fino al 18 agosto nella città natale del celebre commediografo) e sport all’aria aperta (da praticare, ad esempio, sul nuovo lungomare di Rimini, recentemente inaugurato).

Cammini


Il cammino di San Francesco da Rimini a La Verna lungo 114 km

L’intera regione è attraversata da una fitta rete di itinerari pedonali che, sulla scia delle antiche vie di pellegrinaggio, abbraccia rinnovate forme di turismo spirituale, sostenibile e ‘slow’ (lento). Non resta, dunque, che imbracciare lo zaino e mettersi in strada, per intraprendere uno degli oltre 15 cammini accuratamente tracciati. In Romagna, in particolare, si segnalano il Cammino di Dante, quello di San Francesco (da Rimini a La Verna), e l’antico cammino di San Vicinio.

 

Il Cammino di Dante è un itinerario ad anello tra la Romagna e il Casentino e ripercorre l’ideale percorso, compiuto dal poeta agli inizi del XII secolo, tra le città di Ravenna e Firenze. Il tracciato si sviluppa lontano dalla strada asfaltata e ha come estremi la tomba di Dante a Ravenna, punto d’inizio del percorso, e il museo ‘Casa di Dante’ a Firenze. Attraversa, dunque, i luoghi dell’esilio dantesco, menzionati in vari passi della Divina Commedia.

Il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna ripercorre alcuni luoghi visitati dal Santo nel suo viaggio in Valmarecchia del 1213. Caratterizzato da numerosi conventi e insediamenti sacri – tra cui quello delle Clarisse e dei Frati Minori a Sant’Agata Feltria e il convento di Sant’Igne, sorto nel 1244 nel bosco ai piedi della rupe di San Leo – il percorso recupera antichi sistemi viari e si ricongiunge a La Verna con gli altri cammini del centro Italia dedicati alla figura del Santo, per arrivare sino a Roma. In Romagna il cammino attraversa la valle del fiume Marecchia e dieci comuni, situati nelle provincie di Rimini e Forlì-Cesena. 

Il Cammino di San Vicinio, infine, è uno dei più antichi in Italia e si sviluppa su un itinerario circolare lungo quasi 350 chilometri, tra le provincie di Forlì-Cesena, Arezzo e Rimini. Prende il nome da San Vicinio, primo vescovo di Sarsina e figura importante del processo di evangelizzazione della provincia ravennate.

 

Foto copertina: discesa Rocca di Castrocaro Terme

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