Costruire il cielo

Fino al 6 aprile 2025, la Fondazione Sabe per l’arte di Ravenna ospita Costruire il cielo, personale di Alex Corno, scultore monzese, classe 1960. Curata da Pierluca Nardoni, l’esposizione segna una tappa importante nella carriera ultradecennale dell’artista, evidenziando la sua evoluzione stilistica. Realizzata con il patrocinio del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna e in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, la mostra è una celebrazione di equilibrio tra materia e spirito.

Pierluca Nardoni e Alex Corno si conoscono da circa un decennio. Il loro primo incontro è legato ad un progetto di libro d’artista promosso dall’editore Diego Torri di Milano. In quell’occasione Nardoni curò un dialogo tra le opere grafiche di Corno e testi di poesie pascoliane. Quell’esperienza ha segnato l’inizio di un rapporto di stima reciproca, culminato nella curatela di Costruire il cielo. Il titolo stesso della mostra – frutto di un’intesa tra curatore e artista – riflette il dualismo che caratterizza l’opera di Corno: la forza fisica del fabbro e la leggerezza spirituale di un costruttore di costellazioni.

In mostra sculture tridimensionali di diverse dimensioni, un’opera pittorica e un rilievo a muro. La selezione, curata da Nardoni, si è concentrata sulle creazioni più recenti dell’artista che si distinguono per l’uso di colori brillanti come elemento cardine. L’idea di privilegiare questa produzione è stata supportata anche da Francesco Tedeschi, coordinatore del comitato scientifico della Fondazione e docente presso l’Università Cattolica di Milano che conosce Corno sin dai tempi in cui entrambi erano allievi di Luciano Caramel.

Vista esposizione Alex Corno, Costruire il cielo, Fondazione Sabe per l'arte Ravenna
Vista esposizione Alex Corno, Costruire il cielo, Fondazione Sabe per l’arte Ravenna

L’evoluzione stilistica di Corno è evidente nel passaggio dall’uso di materiali grezzi e non trattati a una più recente adozione del colore come elemento distintivo. Se negli anni Novanta l’artista privilegiava metalli recuperati – spesso corrosi, bruniti o arrugginiti – oggi le sue opere si distinguono per l’uso di acciaio e inox dipinti con colori accesi come rosso, giallo acido e turchese. Un cambiamento non solo estetico, ma anche simbolico, racconta Nardoni: «il colore alleggerisce visivamente le sculture e conferisce loro una dimensione spirituale e cosmologica. Corno è un costruttore del cielo, capace di saldare volumi che sembrano aspirare al volo malgrado la pesantezza intrinseca del materiale. Lo stesso allestimento è stato pensato per valorizzare la dimensione cosmologica delle sculture, enfatizzando la loro aspirazione verso l’alto». Costruire il cielo non è quindi solo il titolo della mostra, ma un vero e proprio manifesto artistico che riflette la capacità di Corno di coniugare materia e spirito, terra e cielo.

Alex Corno, Rinascimento 2, 2024, h cm 36 x 43 x 32, ferro dipinto
Alex Corno, Rinascimento 2, 2024, h cm 36 x 43 x 32, ferro dipinto

Molteplici sono le dialettiche che animano le opere di Corno e che emergono dalle scelte di Nardoni: pesantezza e leggerezza, materia e spirito, staticità e movimento, tradizione e innovazione. Lo stesso processo creativo di Corno è segnato da una tensione costante tra progettualità e spontaneità. Sebbene l’artista utilizzi disegni preparatori per immaginare pesi e proporzioni, la realizzazione delle sue opere avviene spesso in maniera intuitiva, con una manualità che richiama l’artigianato. Il risultato sono sculture che combinano forme geometriche e linee sinuose.

L’esposizione è anche un invito a riflettere sulla scultura come linguaggio in continua trasformazione. La selezione di alcune delle opere più colorate sottolinea infatti il coraggio di Corno nel ridefinire la serietà della scultura attraverso la vivacità cromatica. Un appuntamento imperdibile partito dal desiderio di riportare in Italia un artista che, dopo un decennio negli Stati Uniti e tre personali a Dallas, ha saputo evolvere il suo linguaggio in una direzione nuova e stimolante, uno scultore capace di trasformare il ferro in poesia visiva.

Alex Corno, Costruire il cielo, Fondazione Sabe per l'arte Ravenna
Alex Corno, Costruire il cielo, Fondazione Sabe per l’arte Ravenna

La missione della Fondazione Sabe per l’arte

La Fondazione Sabe per l’arte, situata a Ravenna in via Govanni Pascoli 31, è nata per volontà di Norberto Bezzi e della scultrice Mirella Saluzzo e si è rapidamente affermata come un polo per la promozione dell’arte contemporanea. Si distingue per il suo impegno nella valorizzazione delle molteplici declinazioni della scultura, dalle opere tradizionali alle installazioni sperimentali.

Ogni mostra è accompagnata da eventi collaterali e cataloghi inediti pensati per lasciare una traccia duratura delle esposizioni. 

Il comitato scientifico è coordinato da Francesco Tedeschi, docente di storia dell’arte contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ed è composto dai professori che hanno insegnato o insegnano all’Università di Bologna: Claudio Marra, Federica Muzzarelli e Claudio Spadoni, già direttore del Museo d’Arte della città di Ravenna. La direzione artistica è affidata invece a Pasquale Fameli, critico d’arte e studioso affiliato all’ateneo bolognese.

Foto copertina:Alex Corno, Costruire il cielo, Fondazione Sabe per l’arte Ravenna

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