CUBoFEST 11 ottobre 2025: 🚩 Visita guidata ai LABORATORI DI RESTAURO ALLA FORTEZZA DA BASSO dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze
In viaggio verso Firenze 11 ottobre2025
Visita guidata ai LABORATORI DI RESTAURO ALLA FORTEZZA DA BASSO dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze e alle Cappelle Medicee
Partenza in BUS Gran Turismo ad uso esclusivo da Bologna ore 7.15 Pensilina 25 Autostazione e ore 07.30 piazzale della Certosa in direzione Firenze.
Arrivo verso le ore 09.30-09.45 e visita guidata ai laboratori di restauro alle ore 10.00, suddividendo in due gruppi i partecipanti. Pranzo e tempo libero per passeggiata per il centro. Dalle ore 14.45 visita delle Cappelle Medicee, suddividendo in due gruppi i partecipanti.
Al termine, verso le ore 17.30, partenza per il rientro a Bologna.
Organizzazione tecnica On Travel S.r.l. di Rizzati S. & Molinari A. Via Correggiari, 5/7 – 44121 Ferrara Tel. 0039-0532 243550 – Fax 0039-0532 206983 info@on-travel.it www.on-travel.it C.F. e P.I. 01921420384
Un’occasione unica per visitare uno dei laboratori di restauro di eccellenza annesso all’Opificio di Pietre Dure di Firenze. I laboratori sono noti non solo per il restauro di opere d’arte in legno policromo, dipinti su tela e tavola come anche di tessuti e materiale lapideo e bronzeo ma anche per la presenza di un avanzato laboratorio scientifico che affianca i restauratori nel corso dell’intero progetto di intervento. Di particolare impatto sono gli ambienti che ospitano i laboratori che, solo in questa occasione, si potranno visitare.
Un po’ di storia dei laboratori di Restauro
L’antico Opificio fu fondato da Ferdinando I de’ Medici, come manifattura artistica specializzata nella lavorazione delle pietre dure, e operava nella “Galleria dei lavori” ubicata agli Uffizi. La manifattura continuò la sua attività anche sotto la dinastia lorenese, impegnandosi fino alla fine del XIX secolo nella decorazione della Cappella dei Principi in San Lorenzo e anche nella creazione di prestigiosi oggetti artistici in pietre dure destinati ad arredare le dimore granducali o essere donati ai Grandi di tutta Europa. Con la nascita del Regno d’Italia e la fine del Granducato di Toscana, venne a mancare il principale committente dell’Opificio, che rischiò così la chiusura. Grazie all’allora direttore, Edoardo Marchionni, l’Istituto allargò l’attività anche al settore del restauro.
Il moderno Opificio svolge la sua attività in tre settori principali: la conservazione propriamente detta, tramite gli undici Settori specialistici di restauro; la ricerca, sia pura sia soprattutto applicata ai casi in corso di restauro, organizzata intorno al Laboratorio scientifico; la didattica tramite la Scuola di Alta Formazione e di Studio, una delle tre Scuole di restauro ufficiali dello Stato.
La sua attività si svolge oltre che nelle tre sedi (sede storica via degli Alfani, sede della Fortezza da Basso, sede alla sala detta “delle bandiere” in Palazzo Vecchio), anche all’esterno, sia in forma di cantieri operativi sia di consulenze tecnico-scientifiche, applicandosi, su richiesta, a tutti i beni di interesse storico-artistico sottoposti alla tutela pubblica.
Iniziativa realizzata con il contributo dell’Università di Bologna

