Cug e pari opportunità

Il Cug (Comitato unico di garanzia) ha elaborato il Piano delle azioni positive per il quadriennio 2022-2025. Tante le iniziative promosse per il personale per realizzare le pari opportunità, migliorare le condizioni di lavoro, contrastare le discriminazioni. La professoressa Martina Vincieri, nel suo ruolo di presidentessa, ci anticipa i punti salienti su cui il Comitato lavorerà durante il suo mandato.

 

Professoressa Vincieri, rispetto agli ambiti di competenza che ruolo ha il Cug?

Il Comitato ha funzioni propositive, consultive e di verifica; la sua attività è svolta in favore di tutto il personale dell’Ateneo, anche non strutturato.

Cosa si intende per Piano di Azioni Positive?

I piani di azioni positive sono volti a favorire l’uguaglianza sostanziale sul lavoro tra uomini e donne, le condizioni di benessere lavorativo, la prevenzione o rimozione di discriminazioni, violenze morali, psicologiche, mobbing, disagio organizzativo all’interno dell’Ateneo. Nel Piano 2022-2025 proposto dal Cug sono state individuate attività di formazione, sensibilizzazione e comunicazione, misure rivolte alla promozione e tutela delle pari opportunità, misure per il benessere lavorativo e la conciliazione lavoro-tempi di cura. 

La pandemia ha trasformato le condizioni di lavoro. Misure per accompagnare questa trasformazione?

Il Cug intende promuovere le misure utili al mantenimento di un ambiente di lavoro sereno e che valorizzi il benessere delle persone. L’attività formativa prevista per il 2023 sarà dedicata in particolare al tema del lavoro a distanza. Saranno organizzati cicli di incontri sui rischi associati ad ambienti di lavoro sempre più virtuali ed è previsto lo sviluppo di una policy organizzativa in tema di disconnessione dal lavoro con suggerimenti e raccomandazioni su aspetti dell’organizzazione del lavoro e delle attività rilevanti a questo fine.

E sul fronte del benessere lavorativo come si interverrà?

Anzitutto rafforzando la conoscenza di strumenti e organismi di tutela presenti in Ateneo. Saranno realizzati e aggiornati periodicamente documenti che presentano la rete dei servizi disponibili per le lavoratrici e i lavoratori e saranno programmati incontri rivolti al personale presso le strutture dell’Ateneo. E’ previsto, inoltre, il potenziamento del servizio di assistenza psicologica e il coinvolgimento del personale sulle situazioni di disagio lavorativo vissute: l’idea è quella di una maggiore sensibilizzazione attraverso, ad esempio, la realizzazione di video o di una breve pièce teatrale. Tra le azioni promosse v’è anche la creazione di una brochure informativa, una sorta di dizionario, sui fattori di rischio psicosociale presenti nell’ambiente di lavoro.

Sono previste indagini di clima o di stress lavoro correlato?

Lo stress lavoro-correlato è un tema che mantiene molta rilevanza e su questo fronte il Cug rafforzerà la collaborazione con il Servizio per la salute e la sicurezza delle persone nei luoghi di lavoro al fine di condurre le periodiche indagini valutative e formulare azioni positive. Alcune delle iniziative proposte dal Comitato si configurano come azioni preventive, formative e informative, in relazione allo stress da lavoro. 

Sulle pari opportunità rispetto alle carriere del personale tecnico-amministrativo cosa sappiamo?

Dai dati più recenti relativi alla ripartizione del personale per genere nei livelli di inquadramento si osserva che le donne ricoprono meno frequentemente rispetto agli uomini posizioni di dirigente e ruoli di Elevata professionalità (Ep). Questo è riportato nella relazione annuale 2021, che evidenzia anche come le donne siano le principali destinatarie delle misure di conciliazione. Il Cug intende promuovere iniziative e continuare a riflettere sugli importanti temi delle pari opportunità e della conciliazione vita-lavoro. Prosegue, inoltre, l’opera di raccolta ed analisi di dati disaggregati per genere e la pubblicazione annuale del Bilancio di genere dell’Ateneo, promosso dal Comitato. 

E sul versante accademico?

Anche in questo caso il tema delle pari opportunità è oggetto di attenzione attraverso l’elaborazione e il costante aggiornamento del Bilancio di genere che raccoglie dati rivelatori dei punti di forza e insieme delle criticità e stimola riflessioni sulle possibili azioni positive da intraprendere per realizzare una piena uguaglianza di genere.

Con quali altre figure e strutture il Cug lavora in maniera sinergica?

V’è un confronto costante con la Delegata per l’equità, l’inclusione e la diversità, prof.ssa Demaria, con la Delegata per il benessere lavorativo, prof.ssa Villano, nonché con la Consigliera di fiducia, prof.ssa Giusberti, ed una stretta collaborazione con i settori dell’Ateneo dedicati alle tematiche promosse dal Cug. 

Il nostro Ateneo è tra i pochi ad avere adottato il Piano per l’uguaglianza di genere (Gep). Il ruolo del Cug in questa partita? 

Nel gruppo di lavoro che ha elaborato la proposta di Gender equality plan 2021-2024 era presente la prof.ssa Siboni, presidente del precedente Cug. Il nuovo Comitato collaborerà all’implementazione e verifica periodica dello stato di attuazione del Gep, che contiene misure considerate azioni anche del Piano di azioni positive 2022-2025; il riferimento è ad esempio alla diffusione delle più recenti linee guida approvate in Ateneo in tema di equilibrio di genere e pari opportunità. 

Rischi e sfide nei prossimi anni? Parlerei soprattutto di un serio impegno nella promozione delle pari opportunità e nella valorizzazione del benessere lavorativo attraverso il coinvolgimento e la partecipazione del personale stesso al quale il Comitato si rivolge.

Possiamo ricordare come entrare in contatto con il Comitato?

Si può scrivere un’e-mail all’indirizzo cug@unibo.it 

Per saperne di più: https://www.unibo.it/it/ateneo/organizzazione/organi/cug

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