DANTE E NAPOLEONE Miti fondativi nella cultura bresciana del primo Ottocento

Il progetto, curato da Roberta D’Adda e Sergio Onger, indaga valori, ideali e sentimenti che si addensarono intorno ai due personaggi, descrive un’epoca, i suoi protagonisti, il collezionismo, le tendenze, all’insegna di un comune denominatore: l’Europa.

Oltre 80 le opere in mostra: dipinti, sculture, disegni, stampe e medaglie provenienti da collezioni pubbliche e private, in dialogo con il percorso permanente della casa-museo di Paolo Tosio.
Il culto per queste due figure e per gli ideali che esse incarnano trova diverse testimonianze nelle collezioni italiane ed europee che si vennero costituendo in particolare nell’Ottocento, a Brescia, grazie a Paolo Tosio (1775 – 1842) nel suo palazzo, progettato da Rodolfo Vantini, prima sede della Pinacoteca cittadina a lui co-titolata, trasferita poi dal 1904 a Palazzo Martinengo e oggi sede dell’Ateneo. Una importante collezione d’arte con capolavori di Raffaello, Lotto e Moretto, pittura fiamminga e nord europea, opere neoclassiche e romantiche e decorazioni parietali, intorno al mito di Dante e Napoleone.
La mostra arricchisce e sottolinea la funzione didascalica già immaginata da Tosio per la sua abitazione, funzione certamente condivisa con i componenti del suo illustre cenacolo: quella di assegnare alla propria dimora una funzione civile, costruendo un proprio personale pantheon, selezionando e coltivando l’immaginario simbolico di cui si sarebbero dovuti nutrire i contemporanei.

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