Davide Ranaldi si è esibito nel Chiostro della Basilica di Santo Stefano

di Giovanni Neri

Il giovane pianista Davide Ranaldi, si è esibito lo scorso 30 giugno nel Chiostro della Basilica di Santo Stefano a Bologna, nell’ambito dei concerti organizzati da Bologna Festival, sezione Talenti. 

Un giovane di ‘belle speranze’ che però dovrà tenere a bada ‘il giovanile ardore’ e non scambiare l’interpretazione con il rallentamento dei tempi. E’ quanto è successo per la fantasia chopiniana iniziata con un languore che non si addice al compositore di Żelazowa Wola che molti approcciano come una sorta di esangue rappresentante della prima metà dell’800 mentre, come molte sue composizioni comprovano, era dotato di spirito e sangue seppure fiaccato dalla Tbc. 

Ma certamente il brano di apertura del concerto è stato quello ‘meglio’ eseguito. Che le variazioni ‘Paganini’ di Brahms op. 35 siano ai vertici tecnici del pianismo è noto (Brahms giovane era di una tecnica strabiliante come comprovato dall’incontro con i coniugi Schumann) e richiedono mano di acciaio e precisione millimetrica. Non è il caso di Ranaldi che ad esempio già nella seconda variazione del primo libro ha avuto difficoltà con le triadi presenti così come nella difficilissima variazione undicesima del secondo libro.

E non sono mancate le note false. Le ‘Paganini’ prima di essere eseguite in pubblico debbono essere maturate a lungo anche perché il confronto con la classica registrazione di Michelangeli e – più recentemente – di Yuja Wang può essere impietoso. Quanto alla sonata di Prokof’ev è la più nota (insieme alla sesta) e non può diventare un farraginoso studio con profusione di pedale e sonorità sempre eccessive. Naturalmente successo di un pubblico di bocca buona e due bis fra i quali un accattivante e scadente pot pourri di temi di canzoni napoletane. 

Programma

Fryderyk Chopin Fantasia in fa minore op.49

Johannes Brahms  Variazioni su un tema di Paganini op. 35

Sergej Prokof’ev Sonata n.7 in si bemolle maggiore op.83

Leggi anche il blog Kurvenal dell’autore Giovanni Neri

E-mail: giovanni.neri@unibo.it

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