“Del vedere e del sentire”: L’ORATORIO di SAN ROCCO | venerdì 13 novembre 2020 – ore 18:00 SOSPESA

Visita a

L’ORATORIO DI SAN ROCCO

Venerdì 13 novembre 2020

Ore 18:00

accompagnati dal Dott. Tommaso  Pasquali

PHD in Arti visive del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna

a seguire, dalle 18:45 alle 19:30:

TRA IL SACRO E IL PROFANO

Brani di Vivaldi, Donizetti, Verdi e Ponchielli eseguiti dalla Corale Lirica San Rocco

diretta dal M° Marialuce Monari, Docente presso il Conservatorio “A.Boito” di Parma

Per  lo studio e le sue prove, la Corale San Rocco utilizza questo prestigioso Oratorio. In esso si svolgono anche i numerosi eventi musicali promossi dal Circolo Culturale Lirico Bolognese.

Ritrovo davanti all’ingresso della Chiesa di San Rocco, in via Calari 4, alle ore 17.45

Massimo 30 ingressi riservati ai Dipendenti UNIBO, Soci CUBo e loro familiari

Su prenotazione | Ingresso 20 euro

PRENOTA QUI!

Le prenotazioni sono accettate fino ad esaurimento posti, comunque non oltre il 31/10/ 2020

N.B. Per qualsiasi comunicazione inerente a questo evento, scrivere esclusivamente a     unibo.cubo.mostrearte@unibo.it indicando nell’oggetto gli estremi della visita.

Costruito nel 1614 sopra la chiesa della Compagnia di Santa Maria della Pietà e di San Rocco e a questa collegato da tre rampe di scale, l’Oratorio dedicato al santo protettore e guaritore dei malati di peste, era destinato esclusivamente ai confratelli, che qui si riunivano in preghiera e per dedicarsi alle pratiche penitenziali previste dal loro statuto, che comprendevano una forma di autoflagellazione, comunitaria e al buio, simile a quella della Confraternita dei Battuti.

La ricchezza ed il prestigio raggiunti dalla Compagnia bolognese di San Rocco del Pratello, composta in gran parte dai filatoglieri, gli artigiani della seta, ai quali era stato fatto divieto di riunirsi in società, sono testimoniati dall’apparato decorativo dell’Oratorio, eseguito a partire dal 1626 da alcuni dei più noti artisti all’epoca attivi a Bologna.

Il soffitto, suddiviso in diciotto riquadri da una ricca cassettonatura dipinta a motivi geometrici, è composto da sfondati prospettici quadrati o esagonali, attraverso i quali si offrono ritagli di cielo in cui sono dipinte le figure allegoriche delle Virtù e i Santi patroni di Bologna. Ogni dipinto è opera di un diverso artista dell’Accademia degli Incamminati, fondata dai Carracci:  Francesco Barbieri detto il Guercino (1591 – 1666) che dipinse San Rocco imprigionato; mentre il San Rocco trovato morto è di Giovanni Francesco Gessi (1588 – 1649), e San Rocco ritrovato dal Marchese Gottardo è di Giacomo Cavedoni (1577 – 1660).

Iniziativa realizzata con il contributo dell’Università di Bologna

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