Die Walküre di Wagner

Lo scorso 17 ottobre, presso l’Auditorium Manzoni del Teatro Comunale di Bologna, è stata rappresentata la prima giornata della Tetaralogia di Richard Wagner, il Die Walküre. Nelle due date previste del 17 e 19 ottobre, sulla scia del successo dell’altra opera wagneriana rappresentata in giugno, l’Auditorium Manzoni ha proseguito il suo ambizioso progetto di portare sul palco ogni Musikdrama del Der Ring des Nibelungen. Tale progetto mantiene viva la storia culturale che lega la città di Bologna al compositore tedesco e rinnova ancora una volta la dedica a Marino Golinelli, affiancandosi alla sua fondazione con l’intento di realizzare una proposta culturale integrata ed articolata per il pubblico del Comunale.

Offrendo un utile preambolo al lettore è bene riportare in questo articolo anche un breve estratto, molto incisivo, declamato durante l’incontro serale di presentazione dell’opera (tenutosi il 16 ottobre, presso l’Auditorium Enzo Biagi in Sala Borsa) da Alberto Mattioli che, dopo aver raccontato la vita dell’autore, ha voluto offrire delle ‘’istruzioni per l’uso’’ utili per la prima giornata del Der Ring des Nibelungen. Si riporta alle righe che seguono una considerazione capitale che Mattioli ha estratto da I drammi musicali di Richard Wagner (par. 3 pg. 142, ndr) scritto da Carl Dahlhaus: «S’ingannerebbe chi credesse che ogni traccia dell’opera in musica di conio tradizionale, con la sua alternanza di recitativo semplice, recitativo drammatico, arioso e aria, sia cancellata nel Musikdrama. Non si tratta beninteso di plaudire all’ascolto banalizzante ed angusto di chi misconosce la novità del Musikdrama e, pur di non restare a mani vuote, s’appiglia alle vestigia d’una forma preterita, l’ascolto di chi, inetto a comprenderla, seleziona della ‘’melodia infinita’’ singoli segmenti cantabili e ne fa oggetto d’un godimento musicale che percepisce il ‘’resto’’, decisivo, come mero contorno, come sfondo indistinto».

Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Una pratica è dunque necessaria per cominciare a comprendere Der Ring des Nibelungen ed ogni Musikdrama che lo compone, rivolgersi a ciascuno ascoltandolo per intero. Grazie all’audace iniziativa del Teatro Comunale di Bologna di portare tutta quanta la Tetralogia sul palco è stato possibile continuare questo lungo atto di catabasi nelle viscere dell’epica alto tedesca di secondo Ottocento. Con il Die Walküre questo processo conoscitivo prosegue, introducendo nuovi personaggi come Siegmund e Sieglinde rispettivamente rappresentati da Stuart Skeleton, tenore e Sonja Šarić, soprano. 

Aprendosi con il primo atto la première del 17 ottobre, diretta da Oksana Lyniv già direttrice dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna per il Prologo, ha rappresentato musicalmente la prima scena in cui i protagonisti Siegmund e Sieglinde si incontrano presso la capanna del terzo personaggio: Hunding, rappresentato da Albert Pesendorfer, basso. Conducendo l’orchestra con magistrale capacità la direttrice ha principiato l’attacco ed ecco che sul palco i primi attori compaiono, ciascuno capace di rendere le emozioni dei personaggi con una sensazionale espressività gestuale e facciale, utili a ricreare quell’ambiente drammatico che permea il primo atto, iniziato con il classico senso di pietas antica e chiusosi con l’incestuoso amore di due fratelli intenti a fuggire dal feroce Hunding.

Sulle vette del Wingolf, la giogaia delle valchirie, al cominciamento del secondo atto, torna a dominare il palco la figura di Wotan, rappresentato ancora per questa Valchiria dalla potente voce di Thomas Johannes Mayer, sempre capace di rendere il personaggio divinamente. Notare di quest’ultimo l’abito molto particolare, dalla giacca con mostrine utile ad indicare il comando degli dei, alla raffinatezza che capo per capo vestiva il cantante, anch’essa voluta per una resa della divinità il più possibile adatta al contesto. In quest’atto secondo la critica ben inscenata dalle tribolazioni recitate dai cantanti. Il momento in cui Wotan discute con Fricka (rappresentata da Atala Schöck, mezzosoprano) alla presenza della valchiria Brünnhilde (rappresentata da Ewa Vesin, soprano) evoca il tipico elemento di critica wagneriana alla società borghese del secondo Ottocento: una moglie che richiama il marito al suo dovere, il quale, cercando di soddisfarla, finisce per contorcersi nel dubbio ed agire col solo fine di sedare i caprici di una moglie intransigente. Il senso di dubbio, di dissidio interiore, recitato da Mayer è stato unico, indice del contatto profondo fra il cantante ed il personaggio che rappresenta con la sua performance, non soltanto canora, quanto principalmente espressiva.

interpreti con Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
interpreti con Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Infine l’atto terzo, che racchiude i due pezzi più famosi del Die Walküre, la celeberrima cavalcata e l’evocativa magia del fuoco. In quest’atto la scena si sposta, seguendo la fuga di Brunhilde dalla furia di Wotan sino al monte di Midgard. Durante quest’ultimo atto è stato possibile assistere al momento di tensione drammatica maggiore di tutta la rappresentazione. Infatti, quando Wotan raggiunge sua figlia la valchiria comincia un dialogo in cui entrambi sono mossi a commozione estrema l’uno a causa delle scelte dell’altro. La sequenza che più fra tutte ha contribuito ad accresce il vero senso del Musikdrama wagneriano, nonostante l’assenza della scena, è stata senz’altro quella della stretta di mano fra padre e figlia. In questa, realizzata con la semplice camminata dei due protagonisti dai lati opposti del palco a congiungersi nell’esatto centro, è emersa tutta la drammaticità del senso dell’abbandono, avvolta entro un senso d’affetto paterno, reso perfettamente dalla tenue coreografia e dalla marcata espressività dei volti dei cantanti.

Cantanti con Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
Cantanti con Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Per quanto, come già poc’anzi precisato, mancasse in questo Die Walküre come nel precedente Das Rehingold la componente scenica, entrambi gli spettacoli sono stati magnifici. Al netto di questa mancanza e di una lieve indecisione nelle voci delle valchirie all’attacco del secondo atto, la premiere de La Valchiria ha coronato con un grande successo l’audace iniziativa del Teatro Comunale di Bologna di rappresentare l’Anello del Nibelungo nella sua interezza. Rimanendo quindi nell’attesa per gli spettacoli che vedranno la seconda giornata del Siegfried (prevista per le giornate del 13 e del 15 giugno 2025) e la terza giornata del Götterdämmerung (prevista per le giornate del 24 e del 26 ottobre 2025) termina questo articolo offrendo al lettore la frase che chiude La Valchiria nelle fiamme e lascia lo spettatore nell’attesa del prossimo spettacolo:

«Chi teme la punta della mia lancia, mai attraversi il fuoco!»

Foto copertina: Oksana Lyniv direttrice dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Lascia un commento