Distal, tra innovazione e sostenibilità

Quarantacinque mila  metri quadrati di spazio, circa cinquecento persone tra strutturati e non, attività di didattica, ricerca e servizi per gli studenti. Il plesso di Viale Fanin, dove è situata la sede principale del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (Distal) dell’Università di Bologna, è uno dei più grandi del campus bolognese. Dal punto di vista scientifico è tra i maggiori centri a livello europeo per la ricerca agraria, oltre a distinguersi come esempio virtuoso di sostenibilità e risparmio energetico. Serena Venturi, coordinatore gestionale di laboratorio e Domenico Ricucci, responsabile del plesso bolognese, ci raccontano le tappe di questo cammino.

Mentre l’Ateneo si appresta a varare il primo piano energetico triennale, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro Alimentari (Distal) diretto da Rosalba Lanciotti, fa da apripista in tema di efficientamento energetico con una serie di innovazioni promosse nel tempo per abbattere i consumi. Nato dall’unificazione di cinque dipartimenti in seguito alla riforma Gelmini, il Distal svolge oggi attività di didattica e ricerca nei settori tipici dell’agroalimentare in due sedi principali, Bologna e Cesena, e nelle strutture di Ozzano, Cadriano, Imola e Tebano. 

Qualche mese fa si è concluso il progetto di sostituzione nei circa 2mila metri quadrati di serre dove vengono svolte ricerche su piante orticole, ornamentali e lotta ai parassiti. L’intervento ha portato all’installazione di 420 lampade a Led al posto delle 240 alogene che, oltre a far lievitare i consumi, comportavano elevati costi di raffrescamento, surriscaldando l’ambiente di circa tre gradi in più.

Il rinnovamento dell’illuminazione del plesso serricolo, che permetterà un risparmio di energia elettrica significativo, è stato preceduto dalla sostituzione di oltre 4mila punti luce, in parte plafoniere con 4 tubi neon, in parte plafoniere stagne dislocate nel resto dell’edificio, con un abbattimento del 4% rispetto ai consumi totali del plesso, pari a circa 60mila euro all’anno. Il rinnovamento dell’edificio non ha rappresentato un costo, perché faceva parte di una maggior scontistica che l’azienda vincitrice della gara aveva proposto in fase di aggiudicazione del contratto multiservizi, investimento che rientrerà nei prossimi tre anni. Per il progetto sono stati impegnati sette mesi di lavoro. Non va poi dimenticata la corretta gestione del rifiuto, in questo caso, speciale, per l’elevato contenuto di calomelano”, affermano Serena Venturi e Domenico Ricucci. 

Centro Serre presso il Plesso di Viale Giuseppe Fanin – Bologna, 2015, Foto di Salvatore Mirabella

Già oggetto di interventi di riqualificazione energetica, le serre, sono state interessate in passato dalla sostituzione dei motori per l’apertura delle finestre così da favorire la fuoriuscita di aria calda e abbattere i costi di raffrescamento nei mesi autunnali e primaverili, mentre il plesso di Viale Fanin ha visto la creazione di una nicchia ecologica con l’installazione di circa mille metri quadrati di tetti verdi. “Un intervento diffuso nel Nord Europa per mantenere il calore durante l’inverno che permette da anni di abbassare la temperatura negli spazi interni soprattutto d’estate, contenendo i costi di raffrescamento” aggiunge Serena Venturi.

Le politiche di sostenibilità sposate dal Distal non riguardano solo la sede di Bologna, sebbene gli edifici del patrimonio immobiliare del Dipartimento abbiano età e caratteristiche strutturali molto diverse e non sia semplice adottare gli stessi standard in tutte le sedi. Recentemente, ad esempio, si sono conclusi i lavori sull’impianto fognario del Centro didattico sperimentale di Cadriano. Il progetto ha previsto l’installazione di una vasca di fitodepurazione per il recupero delle acque reflue, la prima in ateneo, che saranno riutilizzate per l’irrigazione di alcuni terreni gestiti dall’Azienda Agraria dell’Università. E’ proprio grazie all’expertise del gruppo di ingegneria idraulica, coordinato dal vicedirettore del Distal Attilio Toscano, che il Dipartimento ha sviluppato un progetto realizzato con il contributo dell’Area Edilizia e Sostenibilità dell’ateneo. “Su questo fronte, non abbiamo ancora dati a riguardo, ma le aspettative sono alte. Ulteriori interventi di riqualificazione della sede di Cadriano saranno previsti anche grazie ai fondi del Pnrr che andranno ad aggiungersi agli importanti investimenti dell’Ateneo”, conclude Serena Venturi.


La vera svolta – precisa Domenico Ricucci- sarà la gestione remota degli impianti che permetterà il monitoraggio e controllo dei servizi attraverso un sistema più integrato e puntuale. Intervento non semplice che richiederà la riprogettazione e sostituzione di impianti esistenti, in grado di apportare benefici nel lungo periodo”. Nel frattempo molto è anche lasciato ai buoni comportamenti della comunità accademica, invitata proprio poche settimane fa dal Magnifico rettore ad adottare semplici gesti quotidiani in tutte le strutture dell’ateneo che possono fare la differenza e garantire la piena sostenibilità dell’istituzione nel tempo.

Foto copertina; plesso di Viale Giuseppe Fanin – Bologna, 2013, ©Università di Bologna

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