…dove tu stai, anche io sarò

…dove tu stai, anche io sarò è il suggestivo titolo della personale che Labs Contemporary Art (Via Santo Stefano, 38) dedica a Giuseppe Pietroniro, artista che vive e lavora a Roma. Inaugurata lo scorso 24 gennaio e visitabile fino al 1 aprile 2026, la mostra, a cura di Giuliana Benassi, presenta un nucleo di opere inedite che si integrano nello spazio della galleria, dialogando con le caratteristiche del luogo e componendo un unico intervento site specific.

Artista poliedrico e sfaccettato, Giuseppe Pietroniro si distingue fin dai primi anni Novanta per una pratica volta a riconfigurare lo spazio e a sovvertire la prospettiva canonica. Muovendosi tra diversi medium — dalla fotografia al disegno, dall’installazione alla scultura — Pietroniro dà vita ad articolate narrazioni corali, pensate per mettere in crisi il concetto di percezione e riconfigurare lo spazio come altro da sé. In questa occasione espositiva, l’artista si lascia guidare dall’identità della galleria — luogo che un tempo ospitava l’ospitale San Biagio, complesso religioso medievale dedicato all’assistenza dei malati — intessendo con i suoi spazi un dialogo a tutto tondo in cui la dimensione scenica si fonde con quella narrativa, dando vita a suggestive ambiguità percettive.

Giuseppe Pietroniro, Codirosso, 2025, codirosso, Ph. Manuel Montesano

Sovvertendo le regole accademiche, nelle opere di Pietroniro i muri diventano superfici vergini su cui scrivere flussi di pensieri. In questo contesto, il brano estratto dal testo Sibillina (2025) di Giuliana Benassi, contenuto nel foglio curatoriale, diventa un meta-testo che oltrepassa la dimensione cartacea per entrare nello spazio espositivo, rappresentando il primo dispositivo di inganno e utopia.

Il ritmo narrativo fonde lo spazio scenico e quello testuale, sovrapponendoli e ribaltando le convenzioni: alla linea sottile della grafite è affidato il compito di intessere e svelare il filo logico della trama. Gli spazi e le pareti della galleria diventano, per Pietroniro, un grande foglio A4 su cui sviluppare una narrazione al contrario: tutto è già svelato, anche se ancora non compreso. Attraverso il disegno — prima forma di espressione razionale dell’essere umano, dai tempi dei dipinti rupestri — l’artista accompagna l’osservatore ai confini di un universo parallelo, composto da forme riconoscibili ma in cui nulla è come sembra. La percezione viene messa alla prova: nelle opere il reale si confonde con l’immaginario e le regole vengono sovvertite attraverso giochi prospettici e architettonici, capaci di creare modelli e forme che ingannano lo sguardo.

Veduta della mostra …dove tu stai, anche io sarò, Courtesy Labs Contemporary Art, Ph. Manuel Montesano 

Lo spazio si trasforma in un vero e proprio palcoscenico in cui si muovono i racconti autonomi delle opere, instaurando un gioco sulla percezione fatto di ambiguità e seduzioni prospettiche. Le opere di Pietroniro sono architetture impossibili, ma allo stesso tempo perfettamente plausibili, strizzando l’occhio al ribaltamento prospettico di matrice escheriana. Con interventi minimi, lo spazio viene alterato e l’occhio inizia a dubitare di ciò che vede. Lavori come Tutti in uno (2026) mirano a sfondare le coordinate ambientali, presentando vere e proprie architetture dell’impossibile che, nel loro mondo, risultano totalmente credibili. L’ambiguità visiva inganna la percezione dello spettatore, invitandolo a dubitare di ciò che vede e stimolando una riflessione più ampia su come la realtà venga costruita attraverso il filtro dello sguardo. Lavorando per stratificazione, attraverso un raffinato processo che fonde collage e disegno manuale — come nei disegni a matita su carta di cotone del 2025 — e giustapponendo immagini e moduli, Pietroniro fissa nuove coordinate spaziali, generando inediti e sorprendenti punti di vista.

Veduta della mostra …dove tu stai, anche io sarò, Courtesy Labs Contemporary Art, Ph. Manuel Montesano 

L’asse narrativo si sposta dal disegno alla pittura con la serie Modulo Pinto (2025), in cui il colore, steso a campiture piatte e uniformi, segue schemi geometrici precisi, suggerendo spazi inclinati, distorti e non convenzionali. Le opere sfidano la percezione canonica della prospettiva e attivano la dicotomia tra mondo ideale (utopia) e realtà problematica (distopia). La narrazione muta nuovamente diventando presenza tangibile e carnale nelle sculture Anvil (2025) e Codirosso (2025). La farfalla e l’uccellino rappresentano un momento: il volo è reso in potenza, cristallizzato nell’istante stesso dell’azione, a simboleggiare fragilità e resilienza. In …dove tu stai, anche io sarò la pluralità di linguaggi e di media restituisce un universo sospeso tra realtà e finzione, tra fragilità e forza, tra sospensione e sogno, in cui gli attori recitano la propria parte, guidati dalla sapiente regia di Pietroniro.

Giuseppe Pietroniro, Disegno, 2025, Ph. Manuel Montesano

Foto copertina:Giuseppe Pietroniro, Anvil (dett.), 2025, Ph. Sara Cosimini

Sara Cosimini

Sara Cosimini

Storica dell'arte specializzata in Beni Storico-Artistici all'Università di Bologna. I suoi interessi principali sono incentrati sull'arte contemporanea.

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