Economia delle arti

Venerdì 4 aprile 2025, alle 17:00, nell’aula seminari della Biblioteca Bigiavi, Guido Candela e Antonello Scorcu presenteranno la nuova edizione di “Economia delle arti”, edito da Zanichelli.  Giovanni Ramello discuterà del libro con i coautori. L’incontro sarà coordinato da Giorgio Tassinari.

La prima edizione è uscita venti anni fa. Ora il nuovo progetto editoriale prende le mosse dall’esigenza di rivedere gli argomenti perché i contenuti e i mezzi delle arti in questo ventennio si sono enormemente modificati, grazie soprattutto alle notevoli trasformazioni tecnologiche.

Si possono trovare nel libro numerosi contributi degli studiosi accomunati dall’interesse verso questi temi.

L’economia delle arti studia quell’insieme di beni (materiali) o servizi (immateriali) che si identificano per il loro elemento artistico. Davanti all’ampia e mutevole varietà delle arti, il problema è individuare ciò che fa assumere a un bene o a un servizio una specifica connotazione artistica, differenziandolo così dagli altri beni. Il tema è comune a tutte le espressioni artistiche. Citiamo ad esempio scultura, pittura, musica e cinema.

Si legge nella prefazione: “L’economia ha spesso considerato i beni d’arte come differenti rispetto ai beni agricoli e industriali, e il mercato dell’arte come una peculiare eccezione agli usuali meccanismi di funzionamento delle moderne economie. È invece importante riconoscere ai beni e ai servizi culturali e d’arte un ruolo cruciale nella formazione dei valori delle società e nel processo di crescita degli individui, andando oltre le dimensioni di puro consumo e produzione.” 

In passato, il lavoro di chi dipinge, recita, scrive, balla o canta veniva considerato “anomalo”, se non improduttivo. Ma artisti, intermediari e collezionisti hanno da sempre rivolto attenzione agli aspetti economici. Portiamo ad esempio, il libro dei conti del Guercino, conservato nella Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, che contiene l’elenco delle opere realizzate dalla sua bottega nel seicento, con la dettagliata specificazione dei soggetti dei dipinti, dei prezzi di vendita e dei nomi di committenti, acquirenti e intermediari.

Veniamo ai giorni nostri e consideriamo il museo (che ordina e valorizza le arti del passato, del presente e, forse, del futuro): strumento di trasmissione dell’arte, ma anche un’impresa con peculiari caratteristiche di gestione, di organizzazione, di relazioni e di politica dei prezzi di accesso. Questo è uno degli innumerevoli esempi riportati nel libro e che aprono al lettore, anche non esperto del settore, scenari inaspettati e di grande interesse riguardo a tutti gli aspetti economici del mercato delle arti.

Guido Candela, già professore ordinario di Politica economica, è stato professore Alma Mater presso il Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna. È stato preside della Facoltà di Economia, sede di Rimini, e membro del Senato accademico dal 2001 al 2006.

Antonello E. Scorcu è professore ordinario di Politica economica presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, dove insegna Economia della cultura. È stato cofondatore dell’European Workshop on Applied Cultural Economics (Ewace).

Franca Pili

Franca Pili

Segreteria CUBo

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