Editoriale Cubo n. 25

di Vito Contento

Ha ragione Piero Angela (nella prefazione del bellissimo libro Carrocci Stregati dalla Luna scritto dagli storici della scienza UniBo Maria Giulia Andreatta e Marco Ciardi) a sostenere che l’allunaggio dell’Apollo del 20 luglio del 1969 è stato un evento epocale alla stregua della caduta dell’Impero romano d’Occidente, della scoperta delle Americhe, della Rivoluzione Francese e potrebbe segnare emblematicamente l’inizio di una nuova età storica: quella spaziale, informatica, digitale, della robotica e della genetica.

Il viaggio per la Luna è stato nella sua essenza molto diverso da quello per le Americhe. Le tre caravelle hanno tracciato una rotta che, da un punto di vista tecnologico, gli uomini avrebbero potuto percorrere molti secoli prima.  Ciò che era venuto a mancare fino al 1492 era stata la “visione”, il “sogno”, il coraggio, la caparbia e la smania di fama e ricchezza di un esploratore come Colombo. Quello di Armstrong, Aldrin, Collins invece è stato un viaggio, certo sognato nei secoli, che però si è realizzato il giorno stesso che è diventato tecnologicamente possibile. Quello dei tre navigatori, Colombo e i fratelli Pinzon, fu un’azione umanistica prima che tecnica, quello dei tre astronauti, viceversa, un’azione prima tecnica che umanistica.

Questa nuova età storica (successiva quindi alla contemporanea?) si caratterizza perché la velocità della tecnica sovrasta i necessari tempi di comprensione degli avvenimenti. Le novità tecnologiche, se non hanno preso in contropiede la fantascienza, prendono di sorpresa etica e società che non hanno il tempo per interpretarle, digerirle, armonizzarle con la natura, controllarle.

Non sbaglia lo stesso Angela anche a sostenere che c’è un evento che anticipa l’allunaggio, altrettanto epocale e tecnologico però tragico, a poter rivestire il ruolo di punto emblematico d’inizio di questa recente era: lo sgancio delle bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki il 6 e 9 agosto del 1945. Eventi dove la tecnica è parsa completamente dissociata dall’umanesimo.

Se quindi la novità epocale è che la velocità della tecnica è vertiginosa, diviene necessario un ancor maggiore sforzo dell’uomo nel proporsi di pilotarla e domarla utilizzando tutti gli strumenti delle scienze umanistiche, sfruttando come energia vitale tutta la saggezza che può ritrovare nel suo passato.

Mi piace l’idea di festeggiare questo cinquantenario con lo spirito di Astolfo ne L’Orlando Furioso che raggiunge la Luna in groppa all’ippogrifo perché è il luogo dove si ritrovano tutte le cose che si perdono in Terra.  Il satellite naturale dove si può ritrovare il senno perduto e le intere civiltà dimenticate.

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