Enormi rocce gonfiabili invadono Piazza Maggiore

Le gigantesche rocce gonfiabili atterrate in Piazza Maggiore, frutto dell’installazione itinerante ideata dallo studio australiano Eness, sono riuscite a far discutere i bolognesi, creando tanta curiosità attorno ad esse e stimolando un vivace dibattito natalizio che certamente ha aumentato la pubblicità e dunque le visite al sito dove sono state posizionate. 

Nonostante le gigantesche rocce che hanno invaso Piazza Maggiore nel periodo natalizio siano già state smontate e trasferite in un altro sito, le polemiche nate attorno alla loro installazione non si sono ancora del tutto sopite. “Iwagumi Dismisura” è il nome del progetto itinerante realizzato dallo studio australiano Eness, che è arrivato per la prima volta in una città europea, in un allestimento site-specific dal 21 al 26 dicembre.

Il progetto pluripremiato è già stato esposto a Singapore, Melbourne e Dharhan. L’idea si fonda su una pratica tradizionale dell’estetica giapponese: l’iwagumi, composizione asimmetrica di rocce naturali inserite in armonia in un ambiente naturale, soggetta al cambiamento della luce, installate nel nostro caso all’interno di un paesaggio urbano. L’artista Nimrod Weis ha dichiarato di credere: «nel potere di portare l’arte nella vita quotidiana, capace di accendere l’immaginazione».

Dismisura è un’opera interattiva che prende vita quando circondata dal pubblico. Quando i visitatori si avvicinano, le rocce rispondono con paesaggi sonori ispirati alla natura, intrecciando melodie e suoni ambientali reali. Con il calare del sole, l’opera si trasforma: le rocce si illuminano, mutano colore e reagiscono al passaggio di ogni persona, creando un’esperienza immersiva in continua evoluzione.

L’inventore della parola Umarell’s Danilo Masotti, ha scritto nei suoi profili social:«Da domenica in via Indipendenza sarà disponibile alla cittadinanza l’installazione Masagni, che consiste in una serie di sassi enormi e ecosostenibili in peltro disseminati lungo tutta la via. All’interno di essi si potranno ascoltare dei gran urli registrati dalla famiglia Munchi di Mezzolara durante le loro discussioni ordinarie a tavola ogni sera: litigi su chi ha mangiato l’ultima fetta di torta, dibattiti accesi su dove parcheggiare la domenica, e memorabili scambi di opinioni sul fatto che “la mortadella non si taglia così”, “i tortellini non si chiudono così” e la gnola del tram. Insomma, la colonna sonora autentica della convivialità bolognese. Questa installazione, realizzata dall’artista di Budrio Domenico Sassaroli, verrà posizionata sui binari del tram. In questo modo vuole spiegare che i binari non devono fare paura: bisogna solo stare attenti, e i sassi grossi sono molto attenti a non rimanere incastrati nelle rotaie. L’installazione resterà lì fino a che non verrà messo il tram. I sassi saranno in totale 208 e ognuno avrà un odore particolare riferito alle eccellenze bolognesi: ci sarà il sasso che fa odore di pizza di Altero, il sasso che fa odore di canale, il sasso che fa odore di finestrella e così via. Menzione speciale al Sasso BM che emetterà il suono della chitarra del celebre brano Apache. Ci saranno anche sassi raffiguranti tutti i sindaci della storia di Bologna, un po’ come al Mount Rushmore in America che c’è la montagna dei presidenti».

Certamente l’installazione è stata altamente instagrammabile ed è comparsa nei selfie e reel di migliaia di persone che per caso o di proposito sono passati dalle parti di Piazza Maggiore in quei giorni.

Alla redazione è arrivato anche un video realizzato e montato con l’IA che vede come protagonisti il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il leader delle Sardine Mattia Santori e gli iconici megaliti che si spostano come fossero delle navicelle spaziali…

 

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