Fabiana Mattioli vince sulla neve e in cattedra
di Medea Calzana.
Una vita da fuori classe; la nostra collega e socia CUBo vince sulla neve e in cattedra. Fabiana Mattioli sorride. L’energia che sprigiona è contagiosa e lei, si capisce subito, è una fuori classe. Docente di Fondamenti romanistici del diritto europeo presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Bologna. E da studentessa una carriera universitaria impressionante: tutti i 23 esami sostenuti nel corso di studi sono stati superati con la votazione di 30/30 e ben 21 con il conferimento della lode.
Giusto per dare qualche numero. Subito dopo, la domanda che viene spontanea è: “ma come ha fatto?”. È anche chi, quest’anno, è salita più spesso sul podio degli ultimi campionati universitari di sci, battendo le altre colleghe provenienti dagli atenei di tutta Italia. «Sono arrivata prima della mia categoria, poi sono arrivata terza a livello nazionale di tutte le donne e prima delle eccellenze (ogni ateneo sceglie i migliori)». Se si dovesse trovare una formula per capire una figura poliedrica come Fabiana Mattioli, si dovrebbe partire dal suo inizio di giornata: «Mi sveglio felice, mi piace quello che faccio, ho molta energia e tantissimi interessi». Non solo il diritto, di cui è un’eccellenza tanto da essere chiamata anche dall’Unione Europea come consulente legale, ma anche il teatro, la danza e lo sci, ovviamente.
La professoressa Mattioli rompe con gli stereotipi canonici del docente di materie giuridiche. Stereotipi datati e spesso fuori luogo, ma nel sentimento comune è ancora valido immaginarsi come docente di diritto un signore, piuttosto anziano, col cappotto un po’ così e quell’aria un po’ così, per citare una canzone (Genova per noi cantata da Paolo Conte, ndr). E invece lei, quasi inconsciamente, è il simbolo dell’Alma Mater più viva e modello internazionale: professoressa chiamata a insegnare ad Harvard, in Brasile e a Cipro. «Vinsi il dottorato una settimana dopo la mia laurea, dissi no a Bruxelles. Io non volevo fare la carriera accademica, ma tutti quelli con cui ho dato gli esami mi hanno chiesto di continuare a collaborare. E poi mi dissi: “Perché no?”. E ho scelto Fondamenti romanistici come materia: la sento affine perché è evolutiva e copre diversi saperi, è una materia elastica, flessibile».
Ha vissuto in diversi Paesi dove ha dovuto e potuto reinventarsi più volte: dall’America del Nord a quella del Sud, dalla Spagna all’Inghilterra e poi Francia e Germania, fino a volare in Asia, a Shanghai. «Concentro le mie lezioni il primo semestre, lavorando quasi non-stop. Però gli altri mesi o vado all’estero per insegnare o scrivo e faccio ricerca. Stando all’estero la tua esperienza viene moltiplicata, si amplifica. Ho avuto miriadi di esperienze e sono giunta alla consapevolezza che la vera ricchezza è il tempo. Perché il tempo non lo moltiplichi, lo perdi e basta, il denaro no».
Forse il cammino è ancora lungo, ma se fosse proprio lei la prima rettrice donna di Unibo?


“se fosse proprio lei la prima rettrice donna di Unibo? ”
Magari non è una buona idea, dicono che quando si entra in carica la persona si trasformi. E noi Fabiana la vogliamo sempre così.