Alla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia Il magico mondo di OZ di Olimpia Zagnoli

Seguendo un filo rosso che va da Bruno Munari a Gio Ponti (passando per Gianni Rodari e L. Frank Baum) si entra, proprio come dal sentiero di mattoncini gialli che percorre la piccola Dorothy, in un coloratissimo e divertente mondo che, per ironia della sorte (o forse no) è quello di OZ, la giovane e geniale illustratrice emiliana Olimpia Zagnoli.

Dal 24 settembre 2021 al 16 gennaio 2022 la Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia, sua città natale, ospita le sue figure ricurve ed energetiche, i suoi paesaggi stilizzati e le sue allegre geometrie negli spazi espositivi dei Chiostri di San Pietro in una mostra – Caleidoscopica. Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli – a cura di Melania Gazzotti che ripercorre dieci anni della sua carriera.

Olimpia Zagnoli è partita dall’Emilia e in breve tempo ha raggiunto la fama oltreoceano grazie al suo segno inconfondibile, conquistando il mondo dell’editoria, della moda e della comunicazione. Chi ha visitato la mostra si è divertito a ritrovare il suo tratto inconfondibile che tante volte abbiamo incontrato in oggetti di uso comune: chi non ha usato almeno una volta tazzine e latte di caffè o pacchetti di fazzoletti di carta decorati con le sue allegrissime sagome? 

Poster per la Giornata internazionale contro l’Omo-Lesbo-Bi-Transfobia, Comune di Reggio Emilia, 2021, @ 2021 Olimpia Zagnoli

Il mondo di OZ, fatto di disegni, stampe, neon, tessuti, sculture in ceramica, legno e plexiglas ci raccontano gli anni Ottanta, le pubblicità di allora fatte di giornate di sole, gelati al cuore di panna e abiti colorati, ma il suo segno va anche molto più in là nel passato, arrivando alle origini del design pubblicitario, ai pattern optical che riportano alla mente le psichedelie degli anni Sessanta, tra giochi di linee, curve e luci alla Achille Castiglioni a giunoniche bagnanti alla Gio Ponti come quelle meravigliosamente immortalate nei vasi Richard Ginori. Un segno profondamente italiano quello di OZ, debitore dei più grandi maestri e che centra in pieno anche il gusto internazionale e cosmopolita; basti pensare alla solida collaborazione con la longeva rivista americana “The New Yorker”, per la quale OZ racconta la più vivida attualità, dal lockdown ai diritti delle comunità LGBTQ+. 

La scelta della curatrice è di far entrare nel magico mondo di OZ attraverso un ambiente totalmente immersivo che possa rendere in modo ancora più autentico la complessità del suo universo creativo. Per questo a fare da padrone è indubbiamente il giardino di sculture dove cinque sagome colorate invitano lo spettatore alla festa di luci e colori che lo aspettano, opera site specific realizzata grazie al contributo della casa di moda Marella, a riprova di quanto sia forte l’influenza di questa artista anche nel mondo della moda e di quanto questa mostra sia anche un tributo alla genialità emiliana.

Entrando negli spazi interni, i colori e le forme prendono curve inaspettate o si spezzano in geometrie essenziali e raccontano un mondo sfaccettato, buffo ma in realtà serissimo perché ci parla di sesso, amore, psicologia e soprattutto diritti da difendere per un mondo di uguaglianza e integrazione, come per l’illustrazione realizzata in occasione della giornata contro l’omobitransfobia, ricorsa il 17 maggio scorso e realizzata per la sua città, rimasta esposta per tutto il mese di maggio negli spazi generalmente dedicati alle affissioni di manifesti pubblicitari. 

Insomma: anche se il tempo è poco, chi può scappi a Reggio Emilia e si faccia trascinare in questo percorso di mattoncini gialli e, se si vuole scoprire qualcosa di più su questa magica artista dai tondi occhiali rossi consiglio una sbirciatina al suo sito web (olimpiazagnoli.com) e alla sua pagina Istagram @casafutura, in cui l’artista racconta la sua ricerca di una dimora a Milano, regalandoci delle piccole incursioni in interni da sogno. 

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