Gabriela Piana, una vita per l’insegnamento con un progetto nel cuore

Questo mese intervistiamo la professoressa Gabriela Piana, laureata con lode in Medicina e Chirurgia all’Alma Mater Studiorum Università di  Bologna nel 1977, specializzata, sempre con lode, in Odontoiatria e Protesi dentaria nel 1980 e in Igiene e Medicina preventiva nel 1990 a cui si aggiunge un Master in Amministrazione e Gestione dei Servizi sanitari nel 1996 presso la Regione Emilia– Romagna. 

Ma il suo cv non si ferma qui; ricercatore universitario dal marzo 1983. Professore associato dal 2000 con insegnamenti in Pedodonzia, Odontoiatria Preventiva e di Comunità e in Odontoiatria per pazienti con particolari necessità presso i cdl dell’Università di Bologna in Odontoiatria e Protesi dentaria e in Igiene Dentale. Coordinatore del progetto di dottorato di ricerca in Odontoiatria per Disabili presso l’Università di Bologna dal 2009 al 2016. Direttore del Master in Odontoiatria Infantile e Ortodonzia Intercettiva dal 2018 al 2023. Responsabile del servizio di assistenza odontoiatrica per disabili in età evolutiva e di odontoiatria infantile della clinica Odontoiatrica del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università di Bologna dal 2000. Autore di pubblicazioni nazionali e internazionali negli ambiti di Odontoiatria Pediatrica, Traumatologia dentale, Odontoiatria per pazienti con particolari necessità e relatore a congressi nazionali e internazionali inerenti all’Odontoiatria Infantile.

 In sintesi una vita passata a studiare e a trasferire conoscenza ed esperienza ai suoi studenti. Ma, oggi, ci racconterà anche di un suo progetto che interessa l’intera comunità in cui viviamo. 

Seguiteci nella lettura…

Mancano pochi giorni alla sua meritata pensione…come potrebbe riassumere in poche righe questa esperienza che l’ha vista prima dietro ai banchi universitari e poi come docente sempre qui a Bologna?

«Nella mia vita universitaria da sempre, già da studentessa, mi ha coinvolto l’innovazione e da sempre ho considerato l’aggiornamento scientifico la strada maestra. L’università mi ha dato, come docente, le opportunità di stimolare la mia curiosità di aggiornamento sui temi del mio lavoro (l’odontoiatria infantile, l’odontoiatria per pazienti con particolari necessità, e l’odontoiatria preventiva e di comunità) e di poter coinvolgere gli studenti in questo percorso. Gli studenti rappresentano per me lo stimolo al confronto con i temi scientifici, sanitari e tecnologici della professione odontoiatrica e la sfida per accendere in loro la passione per il paziente e la sete di aggiornamento. I giovani che ho incontrato mi hanno dato segno della loro motivazione e della loro dedizione alla crescita culturale e all’acquisizione di competenze cliniche e relazionali con i pazienti: questo mio giudizio positivo è un’altra opportunità che l’Università di Bologna mi ha dato. Un’ulteriore opportunità è stata contribuire nel 1999 all’apertura del servizio di assistenza odontoiatrica per disabili in età evolutiva e di odontoiatria infantile presso la Clinica Odontoiatrica. Il servizio, di cui da allora sono responsabile, è nato con il contributo di finanziamenti universitari, per i quali la mia gratitudine va al prof. Fabio Roversi Monaco, allora rettore, e di donazioni private, per le quali la mia gratitudine va all’ing. Franco Castellini, allora proprietario della ditta produttrice di apparecchiature medicali Castellini. Questo Servizio, in cui le parole chiave sono apprendimento cooperativo, rapporto di alleanza terapeutica tra studenti, docenti, tutor e pazienti, centralità della relazione con il paziente, oggi rappresenta il segno di come la collaborazione generi risultati molto superiori alla somma degli addendi che partecipano al progetto».

I giovani, tema a lei molto caro. Quali sfide dovranno affrontare e quali sono le sue maggiori preoccupazioni?

«I giovani sono l’asset più prezioso della nostra società. E’ nostro dovere fare il massimo per consentire loro di esprimere al meglio il loro potenziale; questo vale in tutti i contesti, non solo in quello accademico. La valorizzazione dei giovani è un tema a me molto caro: la mia esperienza di docente universitaria, che ha avuto anche la fortuna di fare dei più giovani uno dei propri ambiti di specializzazione, mi porta ad avere particolarmente a cuore il loro futuro. Quando parliamo di giovani spesso tende a prevalere un senso di scoramento, ma confrontandomi con loro quotidianamente io ho una visione positiva. Esistono sì criticità sistemiche, come la povertà giovanile (secondo Unicef l’Italia è tra i paesi con il tasso di povertà infantile più elevato, circa il 17% della popolazione) e l’abbandono scolastico, per citarne due delle principali. Nonostante questo, rimango positiva perché vedo negli stessi giovani parte della soluzione al problema. Dalla mia prospettiva di docente vedo emergere una generazione di giovani sempre più attenta alle tematiche sociali e sono certa che questa loro sensibilità li porterà a essere sempre più parte attiva nella costruzione di una società più inclusiva e attenta al prossimo».

In questi anni è riuscita a lanciare, in veste di presidente, anche l’OdV ‘Ambulatorio odontoiatrico solidale’, vuole raccontarci questo meraviglioso progetto?

«Come ci dice Lancet, una tra le più importanti riviste mediche al mondo, la salute orale rappresenta un importante indicatore sociale: le patologie orali hanno una prevalenza molto elevata nelle fasce deboli della popolazione, che non vedono soddisfatte le loro necessità di cura. Le patologie orali, responsabili di dolore e di importanti limitazioni funzionali (mangiare, parlare), estetiche e psicologiche, hanno un impatto estremamente negativo sulla qualità di vita della persona e amplificano il disagio sociale. Da qui il mio sogno: aprire nella nostra città un ambulatorio odontoiatrico dove le persone in condizione di disagio socioeconomico ricevano cure odontoiatriche a titolo completamente gratuito. Il mio sogno in poco tempo è diventato il nostro sogno: è nata l’OdV “Ambulatorio odontoiatrico solidale” con 20 soci fondatori, persone con storie, esperienze e culture molto diversificate. L’Ambulatorio odontoiatrico solidale è necessario perché il Servizio sanitario non sempre è in grado di fornire queste prestazioni nonostante i livelli essenziali di assistenza garantiscano le prestazioni odontoiatriche alle fasce di popolazione in condizione di vulnerabilità economica. Criticità sono qualità di prestazioni e tempi di attesa. Questa necessità è amplificata dalla crescente situazione di disagio socioeconomico e dai flussi migratori, di cui molti minori non accompagnati. La sfida che con l’OdV vogliamo vincere è quella di migliorare la salute orale e di conseguenza la qualità di vita delle persone delle fasce più deboli della nostra società bolognese. Abbiamo ricevuto dalle istituzioni un locale in via D’Annunzio, al Pilastro, la cui ristrutturazione comporta per noi un importante impegno, in cui sono già iniziati i lavori. Per accelerare la nostra operatività sui pazienti, abbiamo allestito un ambulatorio a villa Pallavicini, in cui abbiamo iniziato a lavorare sui pazienti. Ad oggi sono 19 gli odontoiatri che operano a titolo gratuito. Stiamo lavorando con il Dipartimento Welfare e Promozione del Benessere di Comunità del Comune di Bologna e con la Caritas per definire le modalità di accesso dei pazienti vulnerabili, dando la priorità ai bambini. Abbiamo avviato le procedure per convenzionare l’Ambulatorio odontoiatrico solidale con il Corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria e con il Corso di laurea di Igiene Dentale, perché gli studenti, i nostri preziosi giovani, possano fare un tirocinio che li porti non solo a confrontarsi con aspetti sanitari di particolare complessità, ma anche a relazionarsi con le diversità. Quelle diversità che permetteranno loro di porsi quelle domande che aiutano a comprendere il mondo che ci circonda, anche nei suoi aspetti di disagio ed emarginazione. E per la mia esperienza di tantissimi anni con i diversamente abili, tutto ciò che è diverso ci porta a diventare non solo operatori sanitari migliori, capaci di sviluppare un rapporto empatico con il paziente, ma anche persone più consapevoli, quindi migliori».

L’Ambulatorio odontoiatrico solidale oggi di cosa e di chi ha bisogno? 

«Di voi, delle istituzioni, delle aziende! In sintesi della comunità: che ci stia vicino e che ci supporti. Solo un anno fa pensavamo che fosse un sogno, oggi speriamo di replicare questo caso di successo anche in altre città. Questo è il contagio che ci piace!»

Grazie Professoressa, facciamo tutti il tifo per l’Ambulatorio odontoiatrico solidale di Bologna e verremo a trovarla con forze nuove per supportarla in questo meraviglioso progetto che parla di inclusione, dignità e speranza.

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