Gli sport per over 50

Secondo l’illustre parere scientifico del professor Stefano Zaffagnini, direttore della clinica Ortopedica e Traumatologica II dell’istituto ortopedico Rizzoli e della scuola di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia di Unibo, gli sport ideali e le migliori attività per le persone over 50 sono il nuoto, la bicicletta e la camminata. Nel padel e nello sci bisogna fare molta attenzione perché sono a maggior rischio traumi. Molto importante è la preparazione atletica da svolgere durante la settimana… 

Il prof. Stefano Zaffagnini ha operato molti calciatori soprattutto per infortuni al legamento crociato anteriore, come Nicolò Cambiaghi e Lewis Ferguson, rispettivamente attaccante e capitano del Bologna, ma anche Mattia De Sciglio, ex juventino ora in prestito all’Empoli, Alex Ferrari e Leonardo Benedetti della Sampdoria. Nella sua sala operatoria, qualche mese fa, è finito anche Gherardo Sabatini, cestista della Fortitudo, per una ricostruzione del crociato anteriore e sutura dei menischi.  Zaffagnini è direttore della clinica Ortopedica e Traumatologica II dell’istituto ortopedico Rizzoli e della scuola di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia di Unibo. È anche uno dei 4 chirurghi italiani ammessi alla più importante società scientifica sulla chirurgia del legamento crociato anteriore chiamata “Acl Study Group”.

Prof. Stefano Zaffagnini - Alma Mater Studiorum
Prof. Stefano Zaffagnini – Alma Mater Studiorum

Prof. Zaffagnini quali sono gli infortuni ricorrenti nello sport?

«Nel calcio le lesioni meniscali e dei crociati sono abbastanza frequenti perché l’incidenza dei traumi aumenta con l’aumentare delle partite e degli allenamenti. Negli ultimi due anni ci sono stati aumenti notevoli delle lesioni del crociato e questo è da imputare al numero di partite che sono troppe. Il fisico sopporta, ma poi ad un certo punto crolla. I giocatori non hanno possibilità di recuperare dallo sforzo e dalla fatica.  Ci sono dei programmi di prevenzione sviluppati dalla Fifa che se eseguiti riducono i traumi del 30%.  Nel basket i traumi sono spesso legati a una posizione durante l’atterramento del salto oppure perché i giocatori cercano di fare dei terzi tempi e cadono. Però nel basket sono un po’ meno le lesioni del crociato». 

Quanto tempo ci mette in media uno sportivo a recuperare dopo l’intervento?

«Minimo 6 mesi, se poi sono giovani anche 8 perché il rischio di recidiva è più alto. Abbiamo fatto degli studi che dimostrano che sotto i 20 anni il rischio di “ri-rotture” o di rotture del ginocchio controlaterale è pari al 30%».

Per gli over 50 che praticano sport non a livello professionistico, quale attività consiglia?

«Ogni età ha i suoi sport e le sue attività. Bisogna evitare di fare i sunday fighters, ovvero i combattenti della domenica come vengono definiti in America, quelli che vogliono a tutti costi giocare a calcetto o a pallone quando hanno 50 anni. Adesso va moltissimo il padel, che però si gioca in un campo piccolissimo dove bisogna fare dei cambiamenti di direzione velocissimi per prendere la pallina, e questo porta a maggior infortuni.  Una bella biciclettata, nuotata o camminata sarebbero molto più salutari del padel. Se invece si preferisce il padel, bisogna stare attenti, non si può andare una volta a settimana pensando di essere pronti. Bisogna fare una preparazione atletica adeguata durante la settimana, come la palestra o la bicicletta, allora in questo caso il rischio di avere traumi si riduce. Con una buona preparazione atletica in generale, allenandosi bene tutti i giorni, quando si va a fare un determinato spot che ha maggior rischi, il corpo è più pronto e rischia di avere meno traumi. Dopo i 50 anni una bella camminata magari un po’ spedita, una biciclettata o cyclette o una nuotata sarebbero gli sport più adatti».  

Quanto sono importanti le attrezzature? 

«Sono molto importanti in alcuni tipi di sport come lo sci. In questo sport gli sci e gli scarponi devono essere adatti e gli attacchi preparati bene. Avere una buona preparazione atletica e una buona attrezzatura è fondamentale per l’incidenza dei traumi. Nello sci, soprattutto adesso con l’avvento degli sci carver, la forza G che si sviluppa in curva è altissima e se lo sci non si stacca diventa un dramma. Abbiamo visto un aumento di incidenza delle fratture del piatto tibiale, non si rompono più solo i legamenti, ma si rompono le ossa. Le fratture del piatto tibiale possono portare a conseguenze importanti come la sostituzione protesica di questa articolazione. Lo sci è uno sport molto a rischio di infortuni che graveranno sulla vita futura di queste persone».  

Quali altre attività sono più a rischio infortuni?

«L’unico sport poco rischioso è il nuoto perché usi tutto il corpo simmetricamente. Il basket, se fatto con gli amici stando attenti senza metterci troppa foga, si può fare. Così come anche la scherma. Se uno preferisce, invece, uno sport dove c’è un po’ di competizione anche il tennis va bene. La corsa può creare delle problematiche a livello articolare che possono essere significative, soprattutto se il soggetto è in sovrappeso.  I medici dovrebbero essere in grado di dire a certe persone cosa possono fare o cosa è meglio non fare». 

Quali sono gli infortuni più lunghi da recuperare?

«Le fratture del piatto tibiale sono lunghe e, come ho detto, spesso possono portare a conseguenze importanti come la sostituzione protesica. Le lesioni del tendine di Achille possono creare problemi che possono durare da 4 a 6 mesi. Con le lesioni di crociato prima di 6 mesi non si può tornare a fare sport. Questi sono i traumi più frequenti che hanno un impegno più lungo per la ripresa funzionale». 

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