Green Pass in Unibo: tutte le info

L’inizio del nuovo anno accademico si avvicina rapidamente. E l’imperativo in tempo di pandemia per l’Università di Bologna è rendere sempre più sicuro l’accesso all’attività didattica per studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo. L’ateneo si è dunque adeguato alle indicazioni contenute nel decreto-legge n.111, approvato dal governo lo scorso 6 agosto.

L’utilizzo delle mascherine e del distanziamento rimangono norme basilari di comportamento collettivo, così come il divieto di accedere ai locali in caso di temperatura corporea superiore a 37.5°. La didattica rimarrà comunque in modalità mista per l’intero primo semestre, per dare tempo alla campagna vaccinale di dispiegarsi ulteriormente e per permettere anche a chi non può vaccinarsi indipendentemente dalla sua volontà di partecipare senza rischio alle attività didattiche. In un’intervista a Repubblica, il prorettore Mirko degli Esposti, responsabile della sicurezza in Ateneo, ha dichiarato intanto di stare provando a aumentare la capienza complessiva delle aule, dove possibile. Puntando in alcuni casi alla possibilità di ospitare il 100% degli studenti in presenza.

Anche in ambito universitario, dal primo settembre al 31 dicembre di quest’anno, verrà richiesto per tutte le attività in presenza il Green Pass. Nessuna esclusione: il certificato verde sarà obbligatorio per il personale universitario, docente, ricercatore, tecnico amministrativo e anche per il personale Cel (Collaboratori ed esperti linguistici). Il Green Pass è ottenibile, ricordiamo, dopo aver effettuato la prima inoculazione o il vaccino monodose da almeno 15 giorni, o in seguito al completamento del ciclo vaccinale, oppure se si è risultati negativi a un tampone molecolare o rapido eseguito non oltre 48 ore prima, o in ultimo se si è guariti dal Covid nell’arco dei sei mesi precedenti. Ancora incerto però a chi spetterà l’accertamento del possesso della certificazione, con lo stesso prorettore Mirko Degli Esposti che ha affermato la necessità di un’indicazione più precisa da parte del Ministero.

Va ricordato come la non disponibilità del certificato verde varrà come ‘assenza ingiustificata’. A partire dal quinto giorno di assenza si verificherà la sospensione del rapporto di lavoro, la quale comporta anche lo stop alla retribuzione e a qualunque altro compenso. Saranno effettuati controlli a campione tra la popolazione studentesca per verificare il possesso del certificato.

Capitolo campagna vaccinale. Continua la caccia ai non immunizzati da parte delle istituzioni sanitarie. Al momento sarebbero circa duemila le persone non vaccinate nel comparto della formazione (scuola e università) a Bologna, dato dunque che non divide tra le due istituzioni formative e che comprende però anche chi non può vaccinarsi per ragioni di salute. Da settembre, come affermato dal direttore Paolo Bordon, al fine di aumentare il numero dei vaccinati l’Ausl metterà a disposizione degli iscritti all’Alma Mater due postazioni vaccinali. Una sarà negli spazi dell’ex Bodoniana, in via San Donato 19/2, l’altra sarà al Navile o al Lazzaretto – non c’è ancora stata la decisione definitiva – per venire incontro alle esigenze degli iscritti alle facoltà di Chimica e Ingegneria. Fino al 10 settembre inoltre sarà operativa la postazione mobile in piazza Maggiore dove potersi vaccinare senza prendere appuntamento. Per il personale docente, ricercatore e amministrativo ricordiamo che per prenotare la vaccinazione basta andare sul sito dell’Ausl oppure recarsi in un punto Cup.

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