Il concerto del pianista italo-sloveno Alexander Gadjiev al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna

di Giovanni Neri

La rassegna “Grandi Interpreti” di Bologna Festival ha proposto lo scorso giovedì 19 maggio, il concerto di Alexander Gadjiev, astro emergente della nuova generazione di pianisti. Sul palco del Teatro Manzoni il musicista italo-sloveno ha eseguito composizioni di Chopin e Schumann.

Un concerto a due facce con un prolungato intervallo dovuto a problemi fisici del solista che però ha portato a termine il concerto.  Un concerto totalmente dedicato al romanticismo con alcune delle composizioni più significative del periodo. La prima parte chopiniana è anch’essa suddivisibile in due parti. Decisamente insoddisfacenti la polonaise e le mazurche. Nel primo pezzo il “rubato” (quelle leggere nuances ritmiche che sono concesse all’esecutore per meglio sottolineare gli aspetti interpretativi del brano eseguito) è in realtà diventato una “rapina” con eccessi di libertà tali da sfigurare l’ordito musicale.  (A parere di chi scrive – ma sarei interessato a riascoltare la registrazione – sono addirittura saltate due battute successive all’esposizione iniziale arpeggiata).

Pause interminabili, velocità improvvise, lentezza esasperante nella parte intermedia etc. Nelle mazurche (e segnatamente nell’ultima eseguita) è mancata quell’aura un po’ misteriosa che ne caratterizza lo spirito in favore di un positivismo estraneo ai brani. Molto meglio la sonata, non tanto nel primo tempo dove è mancata la caratteristica grandiosità, ma nei tempi successivi e – segnatamente – nella marcia funebre e nella sua parte cantabile. Di buona (ma non ottima) esecuzione l’ultimo tempo: per la perfezione si dovrebbe ascoltare la registrazione di Benedetti Michelangeli. Un’ottima interpretazione della fantasia schumanniana se si eccettua  la difficilissima parte finale  del secondo tempo dove il tempo puntato – così caro a Schumann – richiede l’esecuzione di salti trascendentali e lì le note false si sono sprecate. Se il malessere dell’esecutore riguardava – come si diceva in sala – un’ artrite della mano possiamo trovare un’attenuante. Ovviamente nessun  bis e un buon successo di pubblico.

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