I ciclisti del CUBO alla Granfondo del MONTE BIANCO

Pedalare al Monte Bianco

Nella successione delle partecipazioni alle granfondo di ciclismo non potevamo esimerci,

il gruppo rifiutato dalla Maratona delle Dolomiti che sta diventando sempre più una gara nella gara (sorteggio che privilegia pochi mentre per altre vie riescono a partecipare i soliti) aveva optato per questa non meno impegnativa pedalata che si distingue per la cornice “da alta quota”

La Granfondo del MONTE BIANCO, prevede come altre simili, percorsi di diverso kilometraggio adatti alle gambe di tutti i nostri atleti

Percorso lungo per Giuseppe ed Enrico e un Tommaso con poco allenamento

Mentre Massimo e Stefano se la “prendevano comoda” nel medio

Mauro, come in altre occasioni , curava le inquadrature e il reportage

Il fattore imprevisto è stato il caldo che in questi giorni imperversa sull’Italia e ben presto ci si è resi conto che non bastava essere oltre i 1500 m d’altezza. Anche qua la temperatura era al massimo e pedalare sulle salite sul far del mezzogiorno è stata un’ impresa

Inoltre le varianti inserite sul percorso erano dei muri secchi che hanno messo a dura prova le gambe dei nostri.

Per il percorso medio alla fine è stato micidiale anche il ritorno a Courmayeur da Prè Saint Didier, appunto col sole a picco, e non bastava che qualche valligiano avesse pensato di “innaffiare” i ciclisti col tubo da giardinaggio (come ai Giri d’Italia d’altri tempi).

A tutte le numerose fontane presenti sul percorso era quasi un tuffarsi di ciclisti in fuga.

Nel percorso lungo la salita del San Carlo, poco nota, si è rivelata ostica, con molti ciclisti al limite dell’autonomia e a causa della forte sudorazione la comparsa di qualche crampo.

Il gruppo poi si è ulteriormente cementato in una estemporanea gita di trekking nel parco del Gran Paradiso, spaventando i camosci, e qualche pastorella intenta a preparare formaggi.

La parte più faticosa alla fine è stato il rientro, con qualche fila in autostrada, a conferma che il clima torrido aveva spinto mezza Lombardia a cercare il fresco delle Alpi.

Comunque la zingarata ha sortito l’effetto di farci conoscere nuove strade e nuove salite

E il grido è il solito . . . . .TORNEREMO !

Per la redazione sportiva
Mauro Querzè

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