I miei viaggi in Corea del Nord per conto dell’Unesco

In questo numero celebriamo anche noi i 50 anni della Convenzione Unesco (1972-2022). E chi meglio del prof. Rocco Mazzeo poteva raccontarci la sua incredibile esperienza. Quando da consulente dell’Unesco si è recato svariate volte in Corea del Nord per studiare e restaurare i dipinti murali delle tombe ipogee risalenti all’epoca della dinastia Koguryo (I secolo a.C – VI secolo d.C). 

I viaggi del nostro presidente, dunque, ci svelano una Corea del Nord inedita, sconosciuta e affascinante. Il Paese asiatico, infatti, vive isolato dal resto del mondo all’indomani della capitolazione dell’Impero giapponese, avvenuta il 15 agosto del 1945. Kim Il-sung, il primo dittatore di Pyongyan, approfittando della debolezza nipponica, si mise alla testa dell’esercito rivoluzionario popolare e conquistò il potere instaurando il regime comunista. 

Grazie ai racconti del prof. Mazzeo, non essendo permesse telecamere occidentali indiscrete nel Paese governato da Kim Jong-un, riusciamo a scoprire come vive un popolo chiuso da decenni in una sorta di ‘bolla temporale’. Il Nord Corea, come ci ha confermato il nostro corrispondente, non è stato ancora risucchiato dal vortice della globalizzazione che rende tutte le nazioni uguali. Ma è riuscito a cristallizzarsi in un tempo e in una dimensione diversa dalla nostra. Un mondo parallelo nel quale è impossibile penetrare, a meno che non si abbia in tasca uno speciale visto rilasciato dall’organizzazione delle Nazioni Unite.

Queste sono le ragioni, chiamiamole narrative, che rendono questi diari ‘orali’ preziosi e avvincenti. Sembra quasi di leggere un libro di avventure o di assistere ad un film del mitico Indiana Jones. Il personaggio interpretato da Harrison Ford entrato da decenni nell’immaginario collettivo perchè rappresenta l’archetipo dell’archeologo coraggioso che sfida i cattivi per difendere i tesori dell’antichità da tombaroli o collezionisti senza scrupoli. L’eroe, infine, riesce sempre a salvare i preziosi reperti archeologici, restituendoli ai musei per essere esposti e ammirati. Diventando patrimonio di tutti. Il paragone con il personaggio hollywoodiano e il nostro prof, potrebbe apparire un tantino esagerato, ma se ci pensiamo bene anche Rocco Mazzeo con le sue conoscenze scientifiche, equazioni, alambicchi e formule chimiche, contribuisce a proteggere, restaurare, conservare, valorizzare il patrimonio storico, culturale e naturale dell’intera umanità. Non solo quello italiano, ma anche di tutti quei siti patrimonio Unesco sparsi nel mondo. Fosse anche per salvare dall’incuria del tempo le tombe ipogee nordcoreane.

Abbiamo deciso di dividere il racconto dell’ex agente 007 Unesco, scusate consulente, in due video differenti. In quello sopra vengono descritte le sensazioni provate dal professore nell’aereo che da Pechino lo porta a Pyongyang. Il ricordo dell’estrema gentilezza, tutta orientale, dimostrata delle hostess durante il volo. I sedili in pelle comodi e larghi con i poggiatesta artigianali lavorati all’uncinetto. Un viaggio che ricorda l’Italia degli anni 50 e 60 del Novecento, riportando la mente alla ‘dolce vita’ raccontata da Federico Fellini nei film con Anita Ekberg e Marcello Mastroianni.  Rievocando un modo diverso, quasi più lento, di viaggiare. Certamente più comodo di quello riservatoci oggi dalle efficienti e moderne compagnie aeree low-cost, dove ogni centimetro e chilogrammo viene conteggiato per assicurarci un viaggio economico, ma poco confortevole.

Appena sceso dall’aeromobile gli viene immediatamente sequestrato il cellulare. Così il nostro inviato ha finalmente il tempo per riflettere senza distrazioni. Leggere quel libro che da tempo aveva cominciato e mai terminato a causa della mancanza di tempo. Mangiare il cibo caldo servito nei piatti di fine porcellana, anziché gustarli freddi per la smania di fotografarli e postarli su Facebook o Instagram per la gioia dei pochi follower. Gli occhi godono di questa bellezza culinaria nella loro pienezza, senza l’ausilio di obbiettivi o filtri ‘alteranti’ degli smartphone.

Ci sembra quasi di mangiare con lui i gustosi ravioli tricolori, piatto tipico della tradizione culinaria nordcoreana, specialità di cui il prof. va ghiotto. Di immaginarlo, mentre le minute mani della cameriera lo imboccano (foto di copertina, ndr). Una gentilezza, ci tiene a precisare,  quasi imbarazzante! E come dimenticare, il tratto di strada che dall’aeroporto conduce all’unico albergo della città, dove il turista veniva obbligato ad omaggiare la grande statua in bronzo dell’ormai scomparso dittatore Kim Jong-il. Autostrade vuote a 6 corsie senza semafori e governate da avvenenti vigilesse, utilizzate dal regime come arma di ‘distrazione di massa’. Non solo per colpire i pochi turisti di passaggio, ma bensì tutti gli uomini nordcoreani che avevano e hanno tutt’ora la fortuna di incrociale lungo il loro percorso.

Il secondo video, infine, racconta la delicata apertura delle tombe ipogee. Della paura provata dagli scienziati, di trovare rovinate le antichissime e delicate pitture murali. Gli studi effettuati in loco e gli strumenti utilizzati per trovare quella soluzione chimica capace di risolvere il problema di conservazione. L’idea del ‘gel verde’, steso come una maschera di bellezza sulla pittura e capace di restaurarla senza togliere il pigmento del colore originale. Peccato, però, che questa non sia un storia a lieto fine. Almeno per le tombe ipogee della dinastia Koguryo. Il preparato, infatti, non sarà utilizzato per proteggere quelle opere murarie che avevano prodotto l’invenzione, ma troverà la sua applicazione  per il restauro della ‘Maestà’ del Cimabue, conservata in Strada Maggiore all’interno della chiesa dei Servi di Maria a Bologna e per il ‘Pulpito’ di Donatello a Firenze.

Speriamo di avervi fatto fare un piacevole viaggio alla scoperta di un luogo lontano e inaccessibile ai più. Sia ben chiaro, inoltre, che lo scrivente o la redazione non ha alcuna simpatia o antipatia particolare per il regime nordcoreano, ma tutte le valutazioni contenute in questo reportage sono considerazioni dovute ai ricordi che rievoca. Un mondo e una realtà parallela che non esiste, un viaggio nel tempo e nello spazio, capace di riportare il lettore attento a epoche passate che forse non ha nemmeno vissuto, ma che riesce immaginare grazie ai libri, ai film o ai racconti di viaggiatori come Marco Polo, Cristoforo Colombo o Rocco Mazzeo.

Nel prossimo reportage andremo in Cina, dove il nostro inviato Unesco ci narrerà della straordinaria bellezza delle centinaia di statue dell’Esercito dei guerrieri di terracotta, conservate nell’hangar che protegge il mausoleo del primo imperatore Qin Shi Huang.

 

Galleria fotografica delle tombe ipogee

dinastia Koguryo (I secolo a.C – VI secolo d.C)

e scatti di alcuni luoghi visitati durante il viaggio del prof. Rocco Mazzeo

in Corea del Nord dal 2004 fino al 2017

 

 

 

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