Ido Arad e Veriko Tchumburidze in concerto all’Auditorium Manzoni
di Giovanni Neri.
Hanno debuttato all’Auditorium Manzoni di Bologna lo scorso 10 marzo, il direttore Ido Arad e la giovane violinista Veriko Tchumburidze.
Partirei dalla fine: che senso ha proporre in due concerti consecutivi una sinfonia di Dvořák (nel concerto di ieri sera la settima, certamente non il capolavoro del compositore boemo)? Chi si occupa della programmazione dei concerti (se mai esiste..) ha mai sentito parlare di altri compositori famosi dello stesso periodo? E di periodi diversi? Una ciliegina sulla torta di un concerto da dimenticare (con l’orchestra nella quale solo il primo violino ha mantenuto la coccarda ukraina. Male non fare paura non avere…). Viene proposta la solita violinista giovanissima (Veriiko Tchumburidze) di cui nella presentazione si fanno meraviglie (in realtà non eccezionali). Un suono piccolissimo e flebile (in certi acuti addirittura inesistente – e non sono debole di udito e risiedo in decima fila), un’intonazione spesso incerta, il sincronismo con l’orchestra randomico e laddove finalmente si sente il suono dello strumento una qualità decisamente scadente, addirittura in certi casi gracchiante. Il famosissimo concerto di Mendelssohn avrebbe meritato ben altro esecutore, e non una carneade qualsiasi catapultata dalle solite agenzie che fanno il bello e cattivo tempo con il teatro spacciando per fenomeni artisti (?) di secondo piano. Si può solo auspicare che questo sia stato il primo ma soprattutto ultimo scempio musicale in fatto di strumenti ad arco nella stagione sinfonica. Ma poi Dio li fa e poi li accompagna… Il direttore Ido Arad non è stato da meno. Totale scompenso fra le differenti sezione dell’orchestra, ottoni straripanti, un gesto spesso limitato all’indicazione del tempo (e con le braccia quasi costantemente in sincrono) e assenza di spunti interpretativi degni di questo nome. Ma anche questo da dove è stato raccattato e gli spettatori paganti non avrebbero diritto a concerti di qualità almeno media? Persino il pubblico bolognese (notoriamente di bocca buona) ha decretato un successo molto limitato. Ed è tutto dire…
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