Il Bar Luna

Negli spazi della Galleria del Cinema Modernissimo (ex Sottopasso di Piazza Re Enzo) è arrivata Bar Luna, l’esposizione-installazione site specific inaugurata lo scorso 20 giugno 2024 e visitabile fino al prossimo autunno. Il progetto nasce dal felice sodalizio tra la giovane regista Alice Rhorwacher e Muta Imago, la compagnia teatrale di origini romane guidata dalla regista Claudia Sorace e il drammaturgo Riccardo Fazi, con la collaborazione di Thierry Boutemy, floral designer noto nel mondo della moda e del cinema per aver lavorato anche al fianco di Sofia Coppola, nel film Marie Antoniette (2006).

Bar Luna vede la luce in concomitanza di due eventi molto importanti per Bologna: il restauro e la riapertura al pubblico dello storico Cinema Modernissimo e il Festival Il Cinema Ritrovato, l’importante rassegna organizzata dalla Cineteca di Bologna, arrivata alla sua 38° edizione. Il viaggio inizia in una cucina dal sapore squisitamente familiare, dove non manca nessun elemento d’arredo tipico della cucina della nonna. Una stanza con due amache crea una sorta di anticamera tra il Bar Luna e la cucina e qui, il visitatore è invitato a sdraiarsi e rilassarsi, cullato dai rumori bianchi riprodotti nelle cuffie. Questo spazio viene definito dalla stessa Rohrwacher “l’aldilà”, un non-luogo, dove i confini dello spazio e del tempo iniziano a sfumarsi nella penombra. Una volta abituata la vista alla nuova condizione di buio, la passeggiata nello spazio può avere inizio

Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna (Aldilà), 2024, Courtesy Sara Cosimini
Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna (Aldilà), 2024, ph. Sara Cosimini

Il visitatore viene accompagnato in un’altra dimensione, in bilico tra sogno e realtà, tra terreno e spirituale, tra passato e presente. Varcata la soglia, il buio di un cielo stellato avvolge tutto e trasporta l’avventore lontano, nell’evanescente ricordo di un bar degli anni Ottanta, dove una radio trasmette David Bowie; questo è il Bar Luna. La sensazione è emozionante, a tratti quasi straniante: l’idea è quella di fluttuare nello spazio, distante anni luce dalla Terra. È come se il tempo si fermasse e con esso, scomparisse tutto ciò che fa parte del mondo conosciuto. Osservando bene, in questo tappeto scintillante, è possibile notare delle stelle che, per dimensione, differiscono dalle altre: sono in realtà due lenti, attraverso cui poter guardare.

Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna (Cinema Luna), 2024, Courtesy Sara Cosimini
Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna (Cinema Luna), 2024, ph. Sara Cosimini

In una si trova un piccolo diorama raffigurante il Bar Luna e nell’altra si scorge un giardino, realizzato da Boutemy, la rappresentazione metaforica della Terra vista dalla Luna. In un altro angolo, Rhorwacher e Duo Imago hanno costruito il Cinema Luna, una saletta che somiglia ai teatrini itineranti di burattini. Sullo schermo viene proiettato Le Fil Rouge, un cortometraggio della regista che racconta la storia di Orfeo e Euridice, narrata dall’inedito punto di vista della donna.

Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna, 2024, Courtesy Inside Art
Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna, 2024, Courtesy Inside Art

Il Bar Luna del Modernissimo è il riadattamento di un precedente lavoro, realizzato sempre a 4 mani (o meglio, a 6) dalla Rhorwacher e Muta Imago, lo scorso dicembre 2023 al Centre Pompidou di Parigi, nell’ambito di Rêver entre les mondes, la grande retrospettiva dedicata alla regista dall’istituzione francese. Entrambe le installazioni sono ideate per connettere lo spettatore all’immaginario poetico e creativo della regista. Vengono approfonditi alcuni temi cari alla Rhorwacher affrontati in modo particolare nel suo ultimo film, La chimera, uscito nel 2023. La pellicola, ambientata nell’Etruria degli anni Ottanta, narra le vicissitudini di un giovane archeologo inglese che si ritrova (suo malgrado) coinvolto in un traffico clandestino di reperti archeologici. Arthur, questo è il suo nome, ha il dono di percepire la presenza di tesori nascosti nel sottosuolo, dote particolarmente apprezzata dal gruppo di amici tombaroli, costantemente alla ricerca di beni di valore da rivendere sul mercato nero. Mentre la banda di delinquenti è alla ricerca di ricchezze solo per un mero profitto economico, il giovane inglese tenta disperatamente di scovare un passaggio nelle viscere della terra che lo possa condurre nell’aldilà, nella speranza di trovare così il modo di riunirsi a Beniamina, la donna amata e perduta. Proprio come Orfeo, partito per l’oltretomba alla ricerca della sua Euridice, anche Arthur compie un viaggio, avventurandosi nei meandri più oscuri dell’avidità umana e anch’esso, come l’eroe greco, si farà domande alle quali non troverà mai risposte: quali sono le nostre radici? Cosa ci lega al mondo?

Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna (Stelle), 2024, Courtesy Sara Cosimini
Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna (Stelle), 2024, ph. Sara Cosimini

Queste domande sono le stesse che vengono poste a tutti gli avventori di Bar Luna da una voce registrata, una volta alzata la cornetta di un vecchio telefono a gettoni. Tutte le risposte vengono salvate e rielaborate in una sorta di mosaico sonoro (curato dallo stesso Riccardo Fazi), che fa da sfondo al visitatore. Continuando il viaggio nell’universo creativo della regista, si trova un libro che è stato fondamentale per la sua formazione: si tratta di Corpo Celeste, scritto nel 1997 da Anna Maria Ortese. La regista ne resta talmente folgorata che nel 2011, prende spunto da esso per realizzare il suo primo lungometraggio, che si intitola proprio Corpo Celeste. Nel libro, la scrittrice spiega come si sia resa conto che non sia per forza necessario viaggiare nello spazio per scoprire i pianeti, dal momento che uno di essi già lo conosciamo e lo abitiamo.

Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna (Cucina), 2024, Courtesy Sara Cosimini
Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna (Cucina), 2024, ph. Sara Cosimini

L’idea di realizzare Bar Luna nasce da alcune domande che si sono fatte strada nella mente di Rhorwacher, dopo aver riflettuto sulle parole di Ortese: cosa vedremmo se questo bar fosse sulla Luna? Come apparirebbero da lassù il nostro mondo e le stelle? Probabilmente non sarebbero così diversi, proprio perché anche la Terra, come tutti gli altri pianeti, è un corpo celeste.

Foto copertina; Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna, 2024, Courtesy Inside Art

Sara Cosimini

Sara Cosimini

Storica dell'arte specializzata in Beni Storico-Artistici all'Università di Bologna. I suoi interessi principali sono incentrati sull'arte contemporanea.

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