Il Campus di Cesena commemora i dodici docenti universitari che non si piegarono al Fascismo

di Francesca Montuschi.

Al Campus di Cesena si è svolta nella mattinata di giovedì 14 ottobre, una cerimonia commemorativa per ricordare i dodici docenti universitari che non si piegarono al Fascismo.  Presenti il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, il presidente del Campus Massimo Cicognani, l’assessora regionale alla scuola, università, ricerca e agenda digitale, Paola Salomoni e il presidente Anpi Forli-Cesena, Miro Gori.

«Ricevo dalla vostra signoria l’invito a prestare giuramento secondo il disposto dell’art 18 del Decreto Regio 1927 del 28 agosto 1931, ma debbo con rincrescimento informarla delle ragioni che mi trattengono dallo aderirvi. Se, come appare dal contesto dell’articolo citato, con la nuova formula mi si chiede di contrarre impegni di natura prettamente politica, debbo fare osservare che questi sono del tutto estranei alla materia esclusivamente tecnica del mio insegnamento: almeno quale ho impartito ormai per lunghi anni e con risultati, che non sta a me valutare, ma di cui la mia coscienza è paga. Tale era, del resto, il mio stretto dovere di sereno cultore di scienza e insegnante, dovere che assunsi volonterosamente entrando alla Università di Stato, e che sarò ben lieto di continuare ad assolvere ancora, se potrò farlo con animo sgombro da ogni preoccupazione e con quella libertà di indirizzo che è necessaria ad ogni attività di pensiero. Tengo a sottolineare che questa mia decisione è estranea ad ogni spirito partigiano, ma soltanto il desiderio di conservare intatta la libertà di pensiero, che considero come il bene più prezioso e più geloso della mia personalità di uomo e di studioso. Attenderò le sanzioni che le Autorità accademiche prenderanno a mio riguardo; se queste dovessero troncare presto la mia vita di studioso, ne proverò certamente dolore, ma mi rimarrà la soddisfazione, per me superiore a qualsiasi altra, di aver agito lealmente, oggi come in passato».

Con la ricorrenza del 90 esimo anniversario dall’obbligo per i docenti universitari di giuramento di fedeltà al fascismo, al Campus di Cesena, Giacomo Garaffoni, drammaturgo e regista cesenate, ha letto con profonda intensità le parole, dense di coraggio e dignità, tratte dalla lettera scritta dal professor Mario Carrara, uno dei 12 docenti universitari che rifiutarono il giuramento al Fascismo.

Convocato in Rettorato nell’autunno del 1931, il professor Mario Carrara comunica al Rettore che ritiene estranea alla materia esclusivamente tecnica del suo insegnamento qualunque richiesta di “contrarre impegni di natura prettamente politica”. Potrebbe giurare solo in presenza di assicurazioni scritte sulla possibilità di mantenere intatta la propria libertà di pensiero e di insegnamento, senza alcun dovere di indole politica. Ricevuto da più parti, nei giorni successivi, il consiglio di chiedere spontaneamente il collocamento a riposo, per evitare più gravi conseguenze, rifiuta il compromesso e si mostra intransigente nel perseguire le proprie scelte, pagandone le conseguenze.

Un altro docente, Bartolo Nigrisoli, riferisce in una lettera indirizzata proprio all’amico Mario Carrara del proprio rifiuto del giuramento per non “rinunziare alla mia libertà di pensiero ed alla mia dignità di insegnante di chirurgia”. Ricorda anche una “calorosa dimostrazione di simpatia” ricevuta da parte degli studenti.

Sono dodici i docenti che non aderirono al giuramento di cui tre giuristi (Francesco ed Edoardo Ruffini, Fabio Luzzatto), un orientalista (Giorgio Levi Della Vida), uno storico dell’antichità (Gaetano De Sanctis), un teologo (Ernesto Buonaiuti), un matematico (Vito Volterra), un chirurgo (Bartolo Nigrisoli), un antropologo (Marco Carrara), uno storico dell’arte (Lionello Venturi), un chimico (Giorgio Errera) e uno studioso di filosofia (Piero Martinetti). Molti degli accademici vicini alla sinistra aderirono al giuramento seguendo il consiglio di Togliatti, poiché mantenendo la cattedra avrebbero potuto svolgere, «un’opera estremamente utile per il partito e per la causa dell’antifascismo». Analogamente, la maggior parte dei cattolici, su suggerimento di papa Pio XI, ispirato probabilmente da Agostino Gemelli, prestò giuramento «con riserva interiore».

Presenti a Cesena alla Cerimonia celebrativa dei docenti che non si piegarono al Fascismo, nella corte dei docenti universitari intitolata ai docenti stessi, il sindaco Enzo Lattuca, il presidente del Campus Massimo Cicognani, l’assessora regionale alla scuola, università, ricerca e agenda digitale, Paola Salomoni e il presidente Anpi Forli-Cesena, Miro Gori.

“Fra poco entrerò in un’aula universitaria ad esercitare la mia professione di trasferire conoscenza e capacità di elaborazione ai miei cari studenti – ha dichiarato il prof. Massimo Cicognani – e ne uscirò arricchito dal confronto libero con i ragazzi. Questa libertà non è affatto scontata. Bisogna coltivarla, anche coltivando la memoria di chi ci ha insegnato nell’Università, a non tradirla, la Libertà”.

 “Questa ricorrenza – precisa l’assessora regionale Paola Solomoni – anche dopo 90 anni è un messaggio di straordinaria modernità: la parola libertà non deve mai essere svilita nel suo significato e dobbiamo essere consapevoli di cosa rappresenta l’oppressione. Il ricordo dei dodici colleghi universitari che non si piegarono al giuramento di fedeltà al Fascismo sia di continuo insegnamento anche sulla distinzione tra Scienza e Politica e sull’autonomia della Scienza, in generale”.

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