Il commendator Roberto Morgantini e le… briscole popolari
di Giorgio Bonaga.
Solo “lui” può mettere assieme, in pochi giorni, più di 60 coppie – molto assortite – di giocatori di briscola.
Solo “lui” riesce a far preparare e cucinare in poco tempo la “paella de marisco” per 150 persone.
Solo “lui” riesce a creare un clima di armonia, un semplice, sereno, piacevole “stare insieme”.
“Lui” è Roberto Morgantini, il massimo interprete della “cultura del fare” (anche se le parole non gli mancano), non a caso ideatore e “magister” delle “Cucine popolari”, la sua creatura più nota. È successo tutto all’Estragon Club, lo scorso 22 novembre, dentro al capannone del Parco Nord che ne ha viste di tutti i colori, compreso il torneo di briscola più partecipato – e surreale – del mondo.Vecchi e giovani, donne e uomini, marpioni da bar e ingenui che al bar non sono mai andati per giocare a carte. Una fauna varia e variegata, un’atmosfera famigliare e confortevole, il popolo dei morgantiniani. Se ne sono viste di tutti i colori: una coppia (che ha vinto i primi tre turni) ha giocato a briscola credendo che fosse tressette; in un tavolo distribuivano 2 carte per giocatore anziché 3; in un altro tavolo i giocatori hanno interpretato in modo molto originale la regola bolognese che consente ai compagni di mostrarsi reciprocamente le carte nella penultima mano, loro invece mostravano le carte agli … avversari !!!
Nei 30 tavoli dell’Estragon si sono alternati giocatori incalliti e giocatori improvvisati, si sono sentiti accenti romagnoli, ferraresi e bolognesi, insomma una piccola Torre di Babele nel parco (Parco Nord) più di sinistra della città di Bologna. Quasi tutti hanno perso, solo pochi hanno vinto !!! Ma, con Morgantini anche chi perde … vince !!! Perché quando c’è di mezzo “lui” i perdenti almeno non perdono mai i diritti fondamentali di una società che cerca di essere sempre solidale. E allora tutti contenti, donne e uomini, ferraresi e bolognesi, vecchi e giovani, marpioni e coglioni, vincenti e perdenti. Complimenti a tutti, ma soprattutto complimenti a “lui”, instancabile architetto della solidarietà e dell’inclusione sociale. Solo le caldarroste (forse perché castagne e non maroni) non sono state all’altezza di una piacevolissima serata. Grazie lo stesso, Roberto.
Nota di redazione: per chi volesse aiutare le persone più svantaggiate, uomini e donne come noi che non riescono a mettere in tavola del cibo per sfamare se stessi e la propria famiglia, con una donazione alle Cucine popolari, statene certi, il vostro/nostro contributo arriverà direttamente a questi esseri umani che attraversano un momentaneo periodo di difficoltà.
Associazione Civibo
Causale: CUBo per Cucine Popolari
Iban: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464

