Il Festival della Biodiversità e la crisi ambientale Le azioni da mettere in campo per contrastarla

Dal 27 aprile al 22 maggio torna il Festival della Biodiversità. Organizzato dal Green Office dell’Ateneo e da UniversiRà, Associazione Studentesca Universitaria del Campus di Ravenna, il Festival rappresenta un’occasione unica per la comunità universitaria e la cittadinanza per approfondire uno dei temi più urgenti dell’attuale crisi ambientale ovvero la perdita della biodiversità e riflettere insieme su azioni e possibili soluzioni da mettere in campo per contrastarla.

Secondo le Nazioni Unite siamo entrati nel decennio della Rigenerazione degli Ecosistemi (Decade on Ecosystems Restoration), un orizzonte temporale cruciale per invertire la rotta e mettere al centro delle politiche nazionali e internazionali interventi in grado non solo di contrastare il degrado degli ecosistemi, ma anche di ripristinare il loro stato di salute.

“Fino ad ora abbiamo studiato in profondità e cercato di capire i problemi, ora dobbiamo passare alle azioni per risolverli, arginarli e rigenerare l’ambiente. Con il festival vogliamo seguire la strada tracciata dalle Nazioni Unite e immaginarci il futuro: cosa dobbiamo fare, quali sono i limiti, le barriere sociali e culturali da superare per dipingere un futuro più vivibile, in armonia con la natura“, ci racconta Mattia Lucertini, coordinatore di Progetto UniversiRà e laureato Alma Mater, facendo eco al motto ‘Living in armony with nature‘ espresso nella Convenzione sulla Biodiversità che raccoglie la visione internazionale sul tema fino al 2050. E prosegue: Nella scorsa edizione del Festival abbiamo indagato cosa significa biodiversità nel mare, nelle foreste, nelle nostre città. Quest’anno vogliamo andare oltre. L’intento dell’edizione 2022 è promuovere la conservazione della biodiversità, dando seguito alla decade sulla rigenerazione ecosistemica lanciata dalle Nazioni Unite. Con questo nuovo appuntamento non vogliamo fermarci agli aspetti che provocano la perdita della biodiversità, ma vogliamo esplorare le soluzioni per una possibile rigenerazione”. 

Cinque appuntamenti, dunque, per cinque temi nuovi e diversi ci accompagneranno fino al 22 maggio, giornata conclusiva della manifestazione in cui si celebra  l‘International Day for Biological Diversity, evento da cui ha avuto origine. Cuore del festival, e suo tratto distintivo, i cosiddetti Bits (Biodiverity Inspiring Talks): interventi emozionali e di ispirazione, brevi, informali, dal linguaggio accattivante e non specialistico tenuti da esperti dell’ateneo e non solo, per trattare temi rilevanti e al tempo stesso entusiasmare e indurre comportamenti sostenibili. 

Partendo dal rapporto natura-società, attraverso i Bits, esploreremo soluzioni per salvaguardare l’ambiente marino e le coste, passando poi agli spazi urbani per scoprire la biodiversità nascosta nelle nostre città e il contributo che le comunità locali e le nuove generazioni possono dare approdando, infine, a interventi e progressi per rigenerare gli ecosistemi, guardando anche alle esperienze di paesi molto distanti da noi fisicamente e culturalmente.

Tanti gli ospiti e le testimonianze interne ed esterne all’ateneo: dai ricercatori del progetto europeo Change, agli esponenti e giovani attivisti del Global Youth Biodiversity Network (Gybn) fino a Valeria Baldi, politologa, esperta di biodiversità e cambiamenti climatici e European Climate Pact Ambassador per l’Italia. In compagnia di quest’ospite d’onore, in particolare, entreremo nel vivo del progetto Wane (We Are Nature Expedition): il viaggio-reportage per documentare la perdita di biodiversità lungo la Panamericana, la celebre strada che collega l’Alaska all’Argentina.

Il pubblico potrà lasciarsi così ispirare seguendo i Bits in stanze virtuali che ospiteranno le dirette streaming oppure in presenza nella location fisica prevista per quella giornata. Ogni sede di campus ospiterà una delle cinque giornate del festival partendo da Bologna e attraversando la Romagna; Rimini, Cesena, Forlì e infine Ravenna. Un ritorno anche simbolico, se vogliamo, nella città sede del campus ravennate dove tutto è iniziato. Avviata per la prima volta nel 2018, l’iniziativa è nata dalla volontà e dalla passione di un gruppo di studenti e docenti di biologia marina della sede di Ravenna con il supporto di UniversiRà e si è sviluppata nella dimensione di festival multicampus che abbiamo conosciuto negli ultimi due anni, divenendo parte integrante della programmazione dell’associazione studentesca che ha, tra i suoi obiettivi, proprio quello di creare connessioni tra l’università e la città anche attraverso la promozione di iniziative di divulgazione e sensibilizzazione su temi che interessano l’ambiente e il territorio.

E d’altra parte il contributo degli studenti è stato ed è tutt’ora fondamentale. Saranno loro infatti ad animare il SottoFestival social: uno spazio virtuale di dialogo, divulgazione e confronto, che si svolgerà in parallelo al festival ufficiale sul canale Instagram @bioday.ravenna (#StayBiodiversi) con dibattiti e rubriche nate proprio dall’interesse degli studenti anche con l’intento di andare oltre la durata della manifestazione. 

Negli anni abbiamo cercato, con questa iniziativa, di dare gli strumenti agli studenti affinché potessero loro stessi diventare Biodiversity Ambassadors, portando sotto i riflettori gli argomenti che più sentono vicini e stanno loro a cuore. Un network, quello del festival, che è cresciuto nel tempo, avvalendosi della collaborazione di figure, esperti e stakeholder con competenze diverse e che si è arricchito anche grazie alla collaborazione con il Green Office di ateneo. Nell’affrontare un tema così importante come quello della perdita della biodiversità, un invito e un auspicio a rimanere diversi, a non perdere la nostra specificità di ruoli e competenze e di persone partendo, prima di tutto, da noi stessi“, conclude Mattia Lucertini.

Per sintonizzarsi sul festival:

https://site.unibo.it/multicampus-sostenibile/it/green-office/festival-della-biodiversita-biodiversity-day-2022

https://linktr.ee/bioday.universira

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