Il Giovane Apollo o Apollino di Canova alle Collezioni Comunali d’Arte di Palazzo D’Accursio

Il Circolo propone una visita a Palazzo D’Accursio 

accompagnati da Alessio Costarelli 

PHD in Arti visive del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna.

 

Dal 1839, di questa opera di Antonio Canova, il Giovane Apollo o Apollino, si erano perse le tracce.

Realizzata a Roma nel 1797, collocata sul suo piedistallo originale, un  cilindro dotato di ‘bilico’ per facilitarne lo spostamento, era stata particolarmente amata dal suo Autore, che ne aveva parlato come di come un’opera di grande valore nelle sue memorie autografe.

Tuttavia l’Apollino è sempre stato presente, seppure sotto mentite spoglie, per ben 174 anni proprio a Bologna e  solo recentemente riattribuito allo scultore neoclassico: la precedente attribuzione, novecentesca, era stata corretta a favore del suo allievo Cincinnato Baruzzi, erede dello studio romano del Maestro, poi Docente di Scultura presso la nostra Accademia di Belle Arti. L’Apollino, appartenuta nel XIX secolo al celebre collezionista Giovanni Battista Sommariva e conservato nella sua casa di Parigi, andò all’asta nel 1839, riapparendo quindi nel mercato antiquario probabilmente a Londra, negli anni ’50 dell’Ottocento.

Baruzzi, riconosciuta l’opera del suo maestro, si adoperò per acquistarlo e riportarlo in Italia, come lui stesso racconta in una sua lettera, per poi collocarla nella sua collezione privata, conservata a L’Eliso (oggi  La Baruzziana), dimora e atelier del Baruzzi sui colli bolognesi.

Nel 1878 Baruzzi lasciò in eredità la sua casa-museo e le opere ivi contenute al Comune di Bologna, a patto che venisse costituito un premio annuale da tributare a giovani artisti per un’opera di pittura, scultura o musica lirica, che sarebbe stata realizzata o messa in scena con la somma vinta. L’Apollino entrò nelle collezioni pubbliche, prima alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, poi alle Collezioni Comunali d’Arte, con la corretta attribuzione a Canova, ma col tempo finì coll’essere collegata al suo allievo.

Fino al 2013 la scultura, esposta nella Sala 16 , la Sala Boschereccia, delle Collezioni Comunali d’Arte, al secondo piano di Palazzo d’Accursio a Bologna, non sarà messa in relazione con quella di identico soggetto appartenuta nel XIX secolo al celebre collezionista Giovanni Battista Sommariva ed acquistata da Cincinnato Baruzzi.

Iniziativa realizzata con il contributo dell’Università di Bologna

 

Lascia un commento