Il regista Martin Scorsese ospite della Cineteca di Bologna per la proiezione di Goodfellas

Martin Scorsese, uno dei più grandi registi della storia della settima arte, sarà ospite il prossimo venerdì 2 giugno della Cineteca di Bologna. Lo ha annunciato Gian Luca Farinelli, direttore dell’istituzione con sede in via Azzo Gardino. Il maestro statunitense sarà protagonista di un incontro con il pubblico che si terrà con un Pop Up al Cinema Arlecchino (via delle Lame, 59/a), in occasione della proiezione del suo ‘Goodfellas – Quei bravi ragazzi’, abbinata, per scelta dello stesso Scorsese, a quella di ‘Colpo grosso’, ovvero il primo ‘Ocean’s 11’, realizzato nel 1960 da Lewis Milestone.

Questo il programma della giornata di venerdì 2 giugno al Cinema Arlecchino: alle ore 17, proiezione di ‘Ocean’s
Eleven’ (‘Colpo grosso’); alle ore 20, proiezione di ‘Goodfellas – Quei bravi ragazzi’, presentata da Martin Scorsese. Già sold-out i biglietti per entrambe le proiezioni.

«Ho incontrato la prima volta Fellini 53 anni fa poi varie volte negli anni e verso la fine della sua vita eravamo riusciti a trovare alla Universal i finanziamenti per un documentario da fare insieme sui mestieri del cinema, come il produttore, da cui sarebbe voluto partire, l’attore, il montatore. Lui purtroppo è venuto a mancare poco dopo». Lo rivela Martin Scorsese, durante un incontro con il pubblico tenutosi nei giorni scorsi alla Casa del cinema di Roma, dando il via alla rassegna ‘Carta bianca’, una programmazione di film accoppiati, suoi e di altri autori, curata ad hoc dal regista newyorchese. Ad introdurre l’incontro, moderato dal presidente della Fondazione Cinema per Roma Gian Luca Farinelli, anche il sindaco di Roma Gualtieri e il presidente della regione Lazio Francesco Rocca, che hanno ricevuto all’annuncio dei loro nomi qualche boo e fischio dalla platea piena, ansiosa di ascoltare il cineasta. Scorsese, reduce dal successo a Cannes per il suo nuovo film Killers of the flower Moon, ha anche tenuto una masterclass agli studenti del Centro sperimentale.

Una delle prime coppie di film per ‘Carta bianca’, che proseguirà alla Casa del cinema e alla Cineteca di Bologna è
quella tra Main streets di Scorsese e Prima della rivoluzione di Bernardo Bertolucci: «Ho visto Prima della rivoluzione al New York film festival quando avevo 24 anni. Mi ha colpito e commosso profondamente – racconta il cineasta -. Non per ragioni politiche, perché allora non conoscevo quel contesto. Per me il film riguarda le persone. A quella proiezione poi c’era Bertolucci e l’ho guardato come fosse un dio. Sia per ambizione perché avrei voluto essere come lui, sia perché mi aveva sopraffatto la bellezza del suo film». Il regista ha «provato e riprovato a fare come aveva fatto lui, e per riuscirci mi è servito tempo e ho perso tanti lavori. Il risultato di quel percorso è Mean Streets. Volevo fare un film compiuto come il suo ma ci sono voluti anni». L’impulso a
creare, ha sottolineato «è venuto da Prima della rivoluzione».

«Ho risposto all’appello che il papa ha fatto agli artisti nell’unico modo che so: immaginando e scrivendo una sceneggiatura di un film su Gesù. E sto per cominciare a realizzarlo». Così ha detto il regista Martin Scorsese, ospite lo scorso 27 maggio de La Civiltà Cattolica, sollecitato dalle domande del direttore della rivista internazionale dei gesuiti, padre Antonio Spadaro. Scorsese, viaggiando tra i riferimenti ai suoi film e il racconto di vicende personali, ha innanzitutto spiegato come ha accolto l’appello «a farci vedere Gesù» che il papa aveva rivolto agli artisti. A proposito di cinema, Scorsese ha raccontato della sua ammirazione per l’immediatezza del Gesù de ‘Il Vangelo secondo Matteo’ di Pasolini, dell’esperienza e del significato de ‘L’ultima tentazione di Cristo’ e dello step successivo nella sua ricerca sulla figura di Gesù rappresentato dalla realizzazione di ‘Silence’. Poi il dialogo è divenuto sempre più personale: Scorsese ha parlato della sua esperienza della grazia e della misericordia, e della presenza della violenza nella sua vita come nei suoi film.La conversazione tra il regista statunitense e il direttore de La Civiltà Cattolica è stata il momento centrale dell’ultima giornata di un convegno, dal titolo The Global Aesthetics of the Catholic Imagination, organizzato dalla rivista dei gesuiti insieme alla Georgetown University di Washington.

 

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