Isa: l’intreccio dei saperi

L’interdisciplinarità, la trasversalità dei saperi. Il dialogo stretto tra saperi e discipline è ineludibile di fronte alla soluzione di problemi complessi. L’Istituto di studi avanzati (Isa) dell’Università di Bologna, è un contesto nel quale l’interdisciplinarità può essere messa a frutto in maniera molto concreta.

La direttrice, prof.ssa Anna Chiara Fariselli, in un’intervista al CUBo precisa: “Pur nel continuo incremento dei contatti con scenari scientifici internazionali, consideriamo essenziale rendere sempre più organica la connessione fra Isa e la comunità dell’Alma Mater, anche riversando le nostre attività nei territori del Multicampus e coinvolgendo la cittadinanza”.

Come ha autorevolmente affermato il sociologo Edgar Morin, il mondo reale richiede di adottare modelli innovativi di analisi che possano superare un sapere cristallizzato in discipline, e quindi di andare oltre le barriere dei settori disciplinari per approdare a una nuova forma di sapere interdisciplinare. La prof.ssa Fariselli, delegata in Ateneo all’interdisciplinarità, si riconosce pienamente in queste parole: “Credo molto nella interdisciplinarità, nell’esistenza di tante diverse prospettive che possano contribuire con il medesimo livello di approfondimento alla risoluzione di problemi scientifici. L’ambito umanistico dal quale provengo, e in particolar modo quello archeologico che mi è proprio, è un contesto nel quale sono necessarie le convergenze di tanti saperi. Ritengo che il miglior metodo per rispondere ai quesiti posti dalla ricerca scientifica si costruisca attraverso il concorso di tante diverse competenze, da individuare ad hoc rispetto alla tipologia del tema da affrontare. L’ideale sarebbe fare ricerca in un brainstorming continuo, che preveda il confronto e l’arricchimento reciproco, perché è proprio dal dialogo tra i saperi che possono nascere nuove progettualità”. 

Prof.ssa Anna Chiara Fariselli

Confrontarsi con studiosi provenienti da altri domini del sapere può non essere semplice. E’ necessario prima di tutto immaginare percorsi adatti alla collaborazione e al dialogo. Viene spontaneo quindi chiedersi se esista un metodo privilegiato della ricerca interdisciplinare, e per analogia se esistano delle skills tipiche del lavoro interdisciplinare. “Non penso che esista un metodo di riferimento, un paradigma unico – chiosa la prof.ssa Fariselli – il metodo è quello che tradizionalmente sostanzia ogni ricerca scientifica; di fatto non c’è un modello specificamente costruito per l’approccio interdisciplinare. Sono piuttosto le diverse competenze che, incontrandosi, conducono alla elaborazione di un metodo di volta in volta innovativo: di fatto l’elemento base per giustificare un approccio interdisciplinare a un tema consiste, a mio avviso, semplicemente nell’apertura intellettuale, nella creatività e nella curiosità”.

Alla prof.ssa Fariselli è stata affidata recentemente anche la direzione dell’Istituto di studi avanzati (Isa). Quest’ultimo, insieme al collegio superiore, è una sezione dell’istituto di studi superiori. “La mia nomina all’Isa è conseguente alla delega all’interdisciplinarità, perché effettivamente l’Isa è un contesto nel quale l’interdisciplinarità può essere messa a frutto in maniera molto concreta – osserva la direttrice dell’Istituto di studi avanzati – Nell’ambito dell’Isa da sempre si potenzia e si incentiva l’interdisciplinarità, anche attraverso il supporto finanziario di progetti che hanno a che fare con la disseminazione scientifica trasversale”.

Proprio in questi giorni è aperta la call ‘Isa topic 2022′: i dipartimenti possono individuare liberamente un tema interdisciplinare che raccolga il contributo di diversi altri dipartimenti, preferibilmente di differente ambito, intorno ad una riflessione comune. “Consideriamo premiale – prosegue la docente – la progettualità che coinvolge aree differenti, e questo ci è sembrato un buon elemento per supportare sia la divulgazione della ricerca scientifica sia la ‘terza missione’, intesa come momento di profonda interazione con la società civile”.

Gli Isa topic, nello specifico, rappresentano programmi di ricerca e di divulgazione scientifica; gli argomenti vengono abitualmente sviluppati attraverso eventi scientifici e di tipo divulgativo, come seminari, inchieste, convegni, unendo aree disciplinari e competenze diverse. 

Con l’obiettivo di incentivare l’internazionalizzazione e la trasversalità dei saperi, Isa ha inoltre messo a bando per il 2022-2023 dodici posizioni di visiting fellowship per soggiorni da uno a tre mesi offerti a studiosi internazionali. “Oltre al consueto numero di visiting fellowship previsti per i dipartimenti di Bologna, abbiamo deciso di portare a sistema la strutturazione stabile di una quota di assegnazioni riservata ai Campus della Romagna. In questo modo l’Isa può dare il suo piccolo contributo, fornendo ai Campus uno strumento in più per rinsaldare nel territorio le attività di ricerca. D’altra parte i Campus sono una realtà importante e sono stati concepiti fin dalla loro origine con una forte vocazione interdisciplinare”.

L’Istituto favorisce il coinvolgimento di ampi settori della società al di fuori della comunità accademica su tematiche ritenute rilevanti e attuali. Emerge, tuttavia, la necessità di rafforzare ulteriormente le connessioni anche all’interno della comunità universitaria. Conclude al riguardo la prof.ssa Fariselli: “Abbiamo già previsto di organizzare, nell’ambito della call Isa topic 2022, un evento in presenza che vedrà la partecipazione sia dei proponenti dei progetti interdisciplinari all’interno dell’Ateneo, sia della cittadinanza, sempre in un’ottica Multicampus. In questo senso altre iniziative sono già in fase progettuale, anche con il possibile contributo di istituzioni esterne”.  

Foto di copertina:  fontana del Nettuno.

Locandina sotto: Il prof. Rocco Mazzeo, presidente del Circolo CUBo e responsabile unità organizzativa di sede (Uos)  di Ravenna, Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician”, ha guidato dal 2016 e fino al completamento dei restauri della statua del Nettuno, degli incontri pubblici denominati ‘Isa topic Salviamo il gigante’, raccontando attraverso seminari e tavole rotonde, la diagnostica, l’acqua e la luce del progetto di conservazione e restauro della fontana

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