Khatia Buniatishvili, la pianista ‘glamour’ al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna

di Giovanni Neri.

Giovedì 9 giugno al Teatro Auditorium Manzoni con il recital della pianista Khatia Buniatishvili, si è conclusa la rassegna Grandi Interpreti Bologna Festival 2022.

Avevo già scritto della pianista georgiana (che certamente non lesina quanto a ‘glamour’ estetico) prendendomi anche un commento come ‘sessista’!  Purtroppo debbo ribadire quanto già scrissi allora. Un programma sgangherato, brani a caso, ‘di tutto un po” quasi un collage di pezzi utilizzati come bis utili per palati poco raffinati che più che gli aspetti musicali mettono in luce quelli muscolari e che nell’intento della pianista dovrebbero essere eseguiti senza soluzione di continuità (eccezionale il passaggio inosservato da parte del pubblico fra la fine del brano di Satie e l’inizio del preludio chopiniano).

Pare che questo approccio ‘glamour’ muscolare (questa volta in senso musicale) sia alla base di un successo mondiale e i poveracci che continuano (ciascuno come vox clamantis in deserto) a ritenere che sotto ogni aspetto questo non debba costituire il metro di giudizio di un/una grande pianista si trovano a malpartito di fronte all’entusiasmo della maggioranza. Una minoranza parruccona e passatista insomma alla quale non mi vergogno di appartenere. Il programma si potrebbe assimilare a una collina scoscesa che passa dal ‘900 di Satie alla valle di Bach per risalire a Chopin e Liszt e scendere a Couperin etc.

Comunque se il metro di giudizio fosse solo la tecnica allora un 10 e due lodi meritatissimo: Buniatishvili ha una ‘mano’ che forse non ha eguali al momento. Basti pensare alle ‘ottave’ del terzo scherzo del compositore di Żelazowa Wola. Ma il resto? Certamente nel programma il centro di gravità sono le composizioni chopiniane la cui interpretazione non può che lasciare perplessi. Nel preludio mesto n.4 viene inserita un’accelerazione nella parte centrale senza alcuna ragione. Lo scherzo sembra uno studio trascendentale di ottave e nella polacca, a causa di una velocità insensata, viene a mancare tutta la grandiosità drammatica ed eroica del brano. Non parliamo della mazurka su cui è bene stendere un velo pietoso.

Continuando sulle interpretazioni muscolari l’epitome si trova nella rapsodia ungherese di Liszt, un coacervo confuso di note eseguite a velocità strabiliante dove la musica non trova posto che naturalmente trova il consenso del solito pubblico ignaro del suo significato musicale (si confronti – ad esempio – con l’eccezionale esecuzione di Horowitz).  Ma Buniatishvili irrita anche per il fatto che in altri brani, dove manca la smania di far colpo sul pubblico a buon mercato, dimostra ottime qualità interpretative. Mi riferisco – ad esempio – all’improvviso schubertiano, alla consolazione Lisztiana, al raffinatissimo brano di Satie (con qualche rimpianto per Ciccolini). Meno accettabile la trascrizione da organo del preludio e fuga di Bach dove nella fuga, all’improvviso, le ottave basse che simulano il pedale irrompono con una sonorità che rompe l’incantesimo del brano.  Luci e ombre concluse con tre bis a completare un programma di 60 minuti (si risparmia eh…) che iniziano con un rutilante brano di Prokofiev e terminano con un brano di impostazione jazzistica (bisognerà dar pure un contentino a chi di musica classica non capisce nulla!). Inutile dire che il pubblico ha risposto con una standing ovation a una pianista che per ringraziare manda baci al pubblico. Ve lo immaginate Benedetti Michelangeli?

Programma

Éric Satie Gymnopédie n.1

Fryderyk Chopin Preludio op.28 n.4  Scherzo n.3 in do diesis minore op.39

Johann Sebastian Bach Aria sulla quarta corda dalla Suite per orchestra n.3 BWV 1068

Franz Schubert Improvviso in sol bemolle maggiore op.90 n.3

Franz Liszt Sérénade S.560/7 d’après Ständchen di Franz Schubert

Fryderyk Chopin Polonaise in la bemolle maggiore op.53 Mazurka in la minore op.17 n.4

François Couperin Les barricades mystérieuses

Johann Sebastian Bach Preludio e fuga BWV 543
(trascrizione per pianoforte di Franz Liszt)

Franz Liszt Consolation n.  3 in re bemolle maggiore S.172/3

Franz Liszt Rapsodia ungherese n.2 in do diesis minore S.244/2

Leggi anche il blog Kurvenal dell’autore Giovanni Neri

E-mail: giovanni.neri@unibo.it

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