La festa dell’Europa

In occasione della festa dell’Ue che si tiene ogni anno il 9 maggio, ci sembrava opportuno parlare del Punto Europa; il centro di documentazione di Forlì che si divide tra informazione ai cittadini, progetti di ricerca, formazione degli studenti ed eventi rivolti al vasto pubblico.

È un centro studi d’eccellenza ma anche un punto di ascolto, dove i cittadini possono rivolgersi per qualunque dubbio riguardante i meccanismi e il funzionamento dell’Unione europea. Dal 1999 è attivo a Forlì il Punto Europa, centro di documentazione riconosciuto ufficialmente dalla Commissione europea. Composto da docenti e studenti dell’Alma Mater specializzati in studi europei, è l’unico che opera in tutta la Romagna. 

Giuliana Laschi

Studiare, portare avanti progetti di ricerca internazionali, poi formare allievi e nuove generazioni. Sono questi gli obiettivi principali del Punto Europa, da sempre impegnato a un lavoro di restituzione del sapere universitario alla comunità, un metodo di lavoro talmente innovativo da essere insignito del titolo di Centro d’eccellenza Jean Monnet. «Non siamo professori che rimangono rinchiusi nella loro torre – precisa la presidente del comitato scientifico Giuliana Laschi – stiamo sul campo, ci relazioniamo con il cittadino». 

Lo fanno attraverso un linguaggio accessibile a chiunque, anche i meno esperti, organizzando incontri nella modalità detta ‘blended’, ovvero sia online sia in presenza. «Sono due le attività in corso al Punto Europa – spiega Laschi – La prima è ‘L’Europa sul sofà’. Nata durante il lockdown, è una trasmissione di approfondimento di alcuni temi legati all’Unione europea. Recentemente abbiamo parlato della guerra in Ucraina e delle conseguenze che potrebbero ricadere in Europa». 

«La seconda attività – prosegue la docente – è il ciclo di incontri ‘Gender, peace and security’, dedicato alle donne e alla sicurezza, in particolare al loro ruolo nei processi di pace. Si tratta di seminari aperti al pubblico e tenuti da docenti provenienti da tutta Europa. Il 18 maggio alla sala San Luigi di Forlì ci sarà l’evento conclusivo, chiuderà i lavori uno spettacolo teatrale sulle donne e la pace dell’artista Roberta Biagiarelli».

Lo staff del Punto Europa

L’appuntamento più atteso è la festa dell’Europa, che ricorre il 9 maggio, quando nel 1950 l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman tenne un discorso in cui apparve per la prima volta la necessità di formare dai Paesi europei un’entità economica sovranazionale, quella che poi sarebbe diventata la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca). Il programma di quest’anno prevede, oltre ai consueti giochi con le classi che andranno a visitare il campus forlivese, le celebrazioni dei 20 anni dell’Euro, un convegno sulle fake news e un monologo sul massacro di Srebrenica, anche questo a cura di Roberta Biagiarelli.

Eventi che si sommano alla formazione degli studenti iscritti ai corsi di laurea magistrale, selezionati per il ruolo di Eu junior expert. Sono 20 giovani che hanno alle spalle studi di materie europeistiche, che offrono il proprio tempo libero per portare l’Europa nelle scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio. «Molti di loro sono iscritti a scienze politiche, ma ci sono anche studenti di economia, altri dal corso di traduzione e interpretazione – riporta la professoressa Laschi. – I ragazzi in gruppi di due vanno nelle scuole e danno informazioni generali sul funzionamento dell’Unione europea. Ogni anno abbiamo mediamente una platea di 5.000 studenti». Non mancano, infine, i corsi di aggiornamento, organizzati dal Punto Europa per i docenti delle scuole provenienti da tutta Italia.

Attività di formazione del Punto Europa a una classe

Si inizia con i più piccoli, per farli diventare i cittadini europei del domani. Perché c’è un po’ di amarezza nell’istruire gli adulti, come è evidente dal racconto della docente. «C’è una profonda ignoranza della società civile italiana rispetto all’Unione europea – ammette. – Le persone non sanno nemmeno quali sono le istituzioni e quali sono i suoi obiettivi, quali sono le politiche che spettano all’Unione e quali allo Stato». 

Un vuoto sempre più allarmante che il Punto Europa intende colmare. «Noi cerchiamo di farlo spiegando gli organi che formano l’Unione europea e l’importanza di essere cittadini della Ue. Insieme agli argomenti più richiesti, come l’ambiente, l’agricoltura, i diritti, ma anche ciò che è attuale quale la sicurezza, l’allargamento, le relazioni dell’Unione europea con il Mediterraneo, la globalizzazione», conclude la docente.

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito o cliccando su "Accetto" acconsenti al loro utilizzo. Maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi