La Pantera di Goro, in Arte Milva

Al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna fino al 4 febbraio è possibile visitare “In arte, Milva”, la mostra sull’archivio donato all’Università di Bologna da Martina Corgnati, figlia dell’artista, al secolo Maria Ilvia Biolcati, un prezioso corpus di materiale composto da fotografie, dischi, carteggi, manifesti, articoli a stampa e premi, raccolti e conservati meticolosamente dall’artista stessa. 

«Milva è certamente una “figura densa” della nostra storia recente, – osservano i curatori Anna Maria Lorusso e Lucio Spaziante, studiosi e professori del nostro ateneo – che si è caratterizzata per aver attraversato mondi eterogenei e differenti forme culturali: dalla canzone popolare al teatro d’avanguardia, dalla musica di ricerca alle culture del mondo». È stata la stessa Milva a raccogliere, con una sorta di impulso all’archivio nel corso della sua lunga e ricca carriera, tutto il materiale che racconta il suo percorso e tutte le sue identità e che ci restituisce oltre cinquant’anni di storia italiana arrivando al 2012, anno che vede il termine delle sue attività artistiche. «È come se Milva – continuano i curatori – avesse cercato di archiviare la sua propria eccedenza, consegnando una serie di materiali che nella loro eterogeneità danno il senso di cosa lei sia stata».

“Sonorama, interno”, 1962. Rivista culturale francese (1958-1962), che conteneva notizie audio (un archeologico podcast) incise su dischi flessibili @ Istituzione Bologna Musei
“Sonorama, interno”, 1962. Rivista culturale francese (1958-1962), che conteneva notizie audio (un archeologico podcast) incise su dischi flessibili @ Istituzione Bologna Musei

Dalla provincia ferrarese fino al Piccolo Teatro di Milano passando per Parigi, la Germania, la Grecia, il Giappone, Milva è stata un’interprete impegnata e nazional-popolare, ma sempre con un registro alto come ora sarebbe decisamente difficile ritrovare. Tra Sanremo e le copertine dei rotocalchi insieme a Heather Parisi, è stata volto televisivo da Telegatti e iconica diva impegnata e dal respiro internazionale che vanta collaborazioni con personaggi del calibro di Enzo Jannacci, Giorgio Strehler, Luciano Berio e Vangelis. Il nutrito insieme di testimonianze di questa carriera – che si compone anche di oggetti di grande valore (per la cui conservazione è stata riservata la camera blindata di Ateneo) è stato generosamente affidato, come racconta Martina Corgnati, «in sessantun casse» alla Biblioteca delle Arti – sezione Musica e Spettacolo di Via Barberia, nella prestigiosa sede di Palazzo Marescotti, dove ha sede il Dipartimento delle Arti, da cui tuttavia la Biblioteca si è staccata da circa un paio d’anni per entrare a far parte del settore dell’Area del patrimonio Culturale (Arpac) e del Servizio Bibliotecario di Ateneo (Sba).

Milva, nel programma “Al Paradise”, 1983-1985 @ Sandro Rossi
Milva, nel programma “Al Paradise”, 1983-1985 @ Sandro Rossi

La ragione della donazione, ci racconta Gianmario Merizzi, responsabile tecnico dell’Archivio Milva, che ha accolto la donazione e ne ha avviato l’organizzazione in sezioni insieme a Giulia Giannini, è motivata dalle origini emiliane della famosa cantante, nata e cresciuta a Goro, dove è in atto un progetto per realizzare uno spazio museale dedicato all’artista che sarà allestito nella piazza già intitolatale della cittadina. Alla Biblioteca delle Arti, «adeguata collocazione» dell’Archivio Milva, come è riportato nei documenti dell’atto stesso della donazione (avvenuta il 19 gennaio 2022), dopo la mostra sarà dato l’arduo compito di definire tempi e modalità di fruizione del materiale, barcamenandosi tra le richieste di un pubblico che va dallo studioso altamente specializzato al semplice appassionato e le esigenze dei blindatissimi diritti di copyright voluti dalla donatrice. Un’impresa complessa ma incredibilmente stimolante a cui si è iniziato a lavorare ormai da tempo, pochi mesi dopo la scomparsa dell’artista (avvenuta il 23 aprile 2021) e i cui frutti sono già consultabili nell’Archivio digitale del fondo (https://arti.sba.unibo.it/chi-siamo/archivio-milva), che permette di verificarne in modo puntuale la composizione (descritta molto bene anche nel contributo in catalogo dello stesso Merizzi) e che al momento – e fino al termine della mostra – consente la consultazione dei materiali su appuntamento.

Veduta di mostra @ Istituzione Bologna Musei
Veduta di mostra @ Istituzione Bologna Musei

https://milva.unibo.it 

https://arti.sba.unibo.it/

www.museibologna.it/musica 

Immagine di copertina: Ritratto di Milva, primi anni ’60, @ Juan Gyenes

 

Lara De Lena

Lara De Lena

Laureata in Lettere moderne, si specializza nel 2017 in Beni storico artistici con una tesi in arte contemporanea. Dallo stesso anno collabora con il CUBo, di cui è nel direttivo dal 2021. Ha collaborato con la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il MAMbo e ha partecipato al progetto internazionale ADM - Art Market Dictionary. È impegnata nella realizzazione dell’Archivio digitale Roberto Daolio.

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