LA RICERCA IN SCENA | PROCESSO ALLA RICERCA. SENZA LE DONNE, SI PUÒ?

È nuovamente in scena la Ricerca con un tema scottante che la riguarda dall’interno: la posizione della donna nella carriera di ricercatrice.

E’ il settimo appuntamento per la rassegna ‘la Ricerca in Scena’ presso l’Oratorio di San Filippo Neri, giovedì 11 aprile ore 20.30, a cura dell’Area Rapporti Imprese, Terza Missione e Comunicazione e del gruppo Alma Gender IRT dell’Università di Bologna con la collaborazione di Mismaonda e il sostegno della Fondazione del Monte. L’ingresso gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Un vero processo all’americana con giudice, giuria, testimoni, per indagare l’esigua presenza della donna nei ruoli apicali della carriera di ricerca e arrivare quindi a un verdetto della giuria, del pubblico.

Ci sono i premi Nobel mancati, situazioni che vedono le donne relegate a ghost writer, allusioni ad una presunta incapacità genetica nello studiare discipline come la matematica o la fisica, comprovate discriminazioni presenti e perpetrate ai più alti livelli istituzionali, giudizi negativi -che orientano l’opinione pubblica- formulati da luminari in materie spesso non pertinenti rispetto ai giudizi.

Il genere femminile viene tacciato di significative debolezze: poco ambizioso, incapace di fare squadra, di mettersi in evidenza, di emergere, spesso si dimostra nemico di se stesso.

Il processo spettacolo nasce dall’idea di Margherita Venturi e Nelda Parisini per comunicare questo importante tema che sottende alla carriera femminile nella ricerca, e in modo speculare la carriera della donna in tutti gli ambiti, con una modalità e in uno spazio che possa raggiungere un pubblico ampio.

Sul palco le ricercatrici, ricercatori, personale amministrativo dell’Università di Bologna, sue studentesse e studenti interpreteranno il canovaccio scritto da Carlotta Pansa.

“I punti di partenza per la stesura della drammaturgia sono state numerose ricerche (non poteva essere altrimenti!) e lo studio di materiali come articoli, video e dossier sul tema della disparità di genere nel mondo accademico e non solo.” racconta Pansa “Le ricercatrici e i ricercatori dell’Università di Bologna hanno generosamente condiviso con me fonti e spunti personali. Numeri, analisi, grafici e percentuali sono stati poi trasformati in una storia per il palco.” La drammaturga aggiunge “La ricerca e il teatro raccontano la realtà in forme e modi diversi, ‘Processo alla Ricerca: senza le donne, si può?’ è il risultato dell’incontro e della contaminazione di saperi e competenze diverse. Ora manca il giudizio del pubblico che confido possa apprezzare questa bellissima sfida che ho avuto il piacere di cogliere”.

La narrazione racconta il lavoro di ricerca sulla disparità di genere nella carriera di ricerca accademica utilizzando i materiali frutto di ricerche in tutti i paesi ad economia avanzata.

Materiale appositamente rielaborato e sistematizzato, con la consulenza di Paola Govoni, dalla ‘garante dei dati’ Natalia Montinari “I dati sulla disparità di genere ci dicono che c’è ancora molto da fare nell’ambito della ricerca, così in molti altri ambiti delle nostre società che vedono le donne sottorappresentate.” esplicita Montinari “Le ricerche più recenti ci indicano una direzione: bisogna partire sin dall’infanzia perché è lì che molti stereotipi iniziano a prendere forma, promuovendo un’educazione orientata all’uguaglianza di genere. Allo stesso tempo dobbiamo essere fiere del percorso che stiamo facendo, è vero che anche la nostra generazione più giovane non è immune da stereotipi, ma tanto è cambiato negli ultimi anni.”

Ora il dibattimento si traferisce in aula, o meglio sul palco, per analizzare i temi dell’accusa e della difesa e per il verdetto finale sarà chiesto il voto del pubblico presente e della giuria. Sull’andamento del procedimento vigilerà il giudice, Matteo Cerri a cui chiediamo un commento, ovviamente super partes, “per sottolineare la complessità di quanto andremo a discutere ricordo il cosiddetto ‘Paradosso scandinavo’” cita Cerri “In questi paesi, che sono normalmente considerati più attenti ad evitare discriminazioni di genere, le ricercatrici sono comunque in numero minore. Questo dato è stato interpretato suggerendo che, laddove maggiore sia la libertà dell’individuo, questo faccia le scelte professionali che più preferisce. Questa ipotesi, che andrebbe confermata e rafforzata. Vediamo il contributo che l’imminente processo potrà fornire”.

L’invito è a condividere il dibattimento come protagonisti nel pubblico assieme ai protagonisti sul palco:

GIUDICE

Matteo Cerri | Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie

GIURIA

Erika Anastasia | studentessa

Paolo Bruini | studente

Alessandro D’Altoè | studente

Serena Delli Noci | studentessa

Luisa Finotto | Staff Rettore e Direttore Generale

Tommaso Giacinto | studente

GARANTE DATI

Natalia Montinari | Dipartimento di Scienze Economiche

AVVOCATA DELL’ACCUSA

Daniela Memmo | Dipartimento di Scienze Giuridiche

AVVOCATO DELLA DIFESA

Enrico Giorgi | Dipartimento di Storia Culture Civiltà

TESTIMONI

Alessandra Bonoli | Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali

Alessandro Lambertini | Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali

Valeria Tonini | Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche

‘la Ricerca in Scena’ è la rassegna che l’Università di Bologna ha ideato per fare incontrare la ricerca e i suoi protagonisti con il grande pubblico secondo un format che si rinnova in ogni proposta.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.


Gli eventi anticipatori della Notte dei Ricercatori 2019 (27 settembre) sono pubblicati sul sito http://nottedeiricercatori-society.eu/

SOCIETY è un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon H2020 G.A. nr. 819090

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Franca Pili

Franca Pili

Segreteria CUBo

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