La ‘rompighiaccio’ Laura Bassi

‘Laura Bassi’ è il nome dato recentemente ad una nave rompighiaccio di proprietà dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale. Acquistata in seguito a un finanziamento di 12 milioni di euro avuto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, la nave ha una grande capacità di trasporto di materiali e persone. Lunga 80 metri e larga 17, ha una stazza di 4280 tonnellate. 

Soprattutto, si tratta dell’unica nave italiana destinata alla ricerca oceanografica e all’operatività ai Poli. L’imbarcazione è in grado di accedere anche alle zone coperte da ghiaccio marino, cosa che finora non era stata possibile a nessuna delle navi battenti la nostra bandiera. Inizialmente chiamata ‘Ernest Shackleton’, in onore dell’omonimo esploratore, la rompighiaccio è stata ribattezzata con il nome di ‘Laura Bassi’ per ricordare il contributo dato dalla donna bolognese alla ricerca scientifica e alla storia culturale del nostro Paese. Del resto, Laura Bassi, è stata una gigantessa della cultura, tra i più fulgidi membri del Pantheon scientifico del nostro paese.

E’ notizia delle scorse settimane che la nave è appena rientrata in Nuova Zelanda dall’Antartide, dove ha realizzato la prima missione delle tre previste nell’ambito della 37esima campagna al Polo Sud del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra). Le missioni si concluderanno a maggio, con il ritorno definitivo dell’imbarcazione al porto di Ravenna.

La speranza è allora che come Laura Bassi aprì le porte a migliaia di donne attive nel campo del sapere secoli dopo di lei, la nave che porta il suo nome possa aprirci le porte a nuove conoscenze sul nostro pianeta.

Con la sua stessa sola esistenza aprì le porte a centinaia di migliaia di donne dopo di lei. A tantissime sue eredi che, decine, centinaia di anni dopo, avrebbero insegnato nelle università. Creando un precedente importante per rompere un privilegio maschile inalterato per secoli, quello alla diffusione del sapere. 

Laura Bassi, bolognese, nata nel 1711, fu una delle prime donne al mondo ad ottenere una cattedra universitaria. Accadde nel 1732. Quando ottenne un titolo dottorale, difendendo con successo ben 49 tesi, e poi debuttò con una prima lettura in Filosofia Naturale all’Ateneo di Bologna, cui seguì a dicembre una prima lezione all’Archiginnasio. Bassi continuò poi la sua grandiosa carriera dentro e fuori l’accademia, ottenendo nel 1776 la cattedra di Fisica Sperimentale, sempre sotto le Due Torri. Quest’ultima è una città che ancora oggi la ricorda, tributandole nomi di strade e di licei, sin dai primi tempi successivi alla sua scomparsa, avvenuta nel 1778, all’età di 66 anni. Ma i riconoscimenti ottenuti dalla scienziata bolognese superano il perimetro felsineo, e hanno respiro internazionale. A Laura Bassi, infatti, oltre alla nave rompighiaccio  sono stati dedicati un cratere su Venere e un Asteroide, il ‘15742 Laurabassi’. 

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